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La NASA pubblica il piano Artemis per l'allunaggio sulla superficie del nostro satellite della prima donna e del prossimo uomo nel 2024.

24 settembre 2020

A seguito di una serie di premi di contratto critici e pietre miliari hardware, la NASA ha condiviso un aggiornamento sul suo programma Artemis, tra cui gli ultimi piani di Fase 1 per atterrare la prima donna e il prossimo uomo sulla superficie della Luna nel 2024. Nei 18 mesi da quando la NASA ha accettato una sfida audace per accelerare i suoi piani di esplorazione di oltre quattro anni e stabilire un'esplorazione sostenibile entro la fine del decennio, l'agenzia ha continuato a guadagnare slancio verso l'invio di esseri umani sulla Luna per la prima volta dall'ultima missione lunare Apollo nel 1972.

"Con il sostegno bipartisan del Congresso, la nostra spinta al Mondo del XXI secolo verso la Luna è ben alla portata dell'America", ha detto l'amministratore della NASA Jim Bridenstine. "Poiché negli ultimi mesi abbiamo consolidato maggiormente i nostri piani di esplorazione, abbiamo continuato a perfezionare il nostro budget e la nostra architettura. Torniamo sulla Luna per la scoperta scientifica, i benefici economici e l'ispirazione per una nuova generazione di esploratori. Man mano che costruiamo una presenza sostenibile, stiamo anche costruendo slancio verso i primi passi umani sul Pianeta Rosso."

Nel suo piano formale, la NASA cattura i progressi di Artemis fino ad oggi, identificando la scienza, la tecnologia e le missioni umane chiave, così come i partenariati commerciali e internazionali che ci garantiranno di continuare a guidare l'esplorazione e raggiungere il nostro ambizioso obiettivo di atterrare astronauti sulla Luna.

Il nuovo razzo dell'agenzia, lo Space Launch System (SLS) e il veicolo spaziale Orion sono più vicini che mai al loro primo lancio integrato. Il veicolo spaziale è completo mentre lo stadio centrale e i suoi quattro motori collegati sono in fase di una serie finale di test che culmineranno in un test critico di fuoco caldo questo autunno.

Prime missioni Artemide

A seguito di un test di fuoco a caldo di successo, la fase centrale sarà spedita al Kennedy Space Center dell'agenzia in Florida per l'integrazione con la navicella spaziale. La NASA lancerà un SLS e un Orion insieme su due test di volo intorno alla Luna per controllare le prestazioni, il supporto vitale e le capacità di comunicazione. La prima missione – conosciuta come Artemis I – è sulla buona strada per il 2021 senza astronauti, e Artemis II volerà con l'equipaggio nel 2023.

Nel piano di Fase 1, la NASA nota ulteriori dettagli sulla conduzione di un nuovo test durante la missione Artemis II , una dimostrazione delle operazioni di prossimità. Poco dopo che Orion si è separato dalla fase di propulsione criogenica ad interim, gli astronauti piloteranno manualmente Orion mentre si avvicinano e si allontaneranno dallo stadio. Questa dimostrazione valuterà le qualità di movimentazione di Orion e l'hardware e il software correlati per fornire dati sulle prestazioni e l'esperienza operativa che non possono essere facilmente ottenuti sul terreno in preparazione per il rendez-vd0, le operazioni di prossimità e l'attracco, nonché le operazioni di sgancio in orbita lunare a partire da Artemis III.

Mentre si preparano e svolgono queste missioni di test di volo, la NASA tornerà già sulla Luna roboticamente - utilizzando servizi di consegna commerciale per inviare decine di nuove indagini scientifiche e dimostrazioni tecnologiche sulla Luna due volte all'anno a partire dal 2021.

Nel 2024, Artemis III sarà il ritorno dell'umanità sulla superficie della Luna - atterrando i primi astronauti sul Polo Sud lunare. Dopo il lancio su SLS, gli astronauti viaggeranno per circa 240.000 miglia fino all'orbita lunare a bordo di Orion, a quel punto saliranno direttamente a bordo di uno dei nuovi sistemi commerciali di atterraggioumano, o attraccherà al Gateway per ispezionarlo e raccogliere rifornimenti prima di salire sul sistema di atterraggio per la loro spedizione in superficie.

Indossando moderne tute spaziali che consentono una maggiore flessibilità e movimento rispetto a quelle dei loro predecessori Apollo, gli astronauti raccoglieranno campioni e condurranno una serie di esperimenti scientifici nel corso di quasi sette giorni. Utilizzando il lander, torneranno in orbita lunare prima di tornare a casa sulla Terra a bordo di Orion.

I lavori stanno procedendo rapidamente sul gateway. La NASA integrerà i primi due componenti da lanciare – l'elemento di potenza e propulsione e l'avamposto di abitazione e logistica – nel 2023. Questa base per il Gateway sarà in grado di operare in modo autonomo, conducendo esperimenti scientifici remoti quando gli astronauti non sono a bordo. La NASA ha selezionato le prime due suite di strumenti scientifici per condurre indagini meteorologiche spaziali in orbita lunare prima delle visite dell'equipaggio.

Mentre la NASA non ha preso la decisione finale di utilizzare il Gateway per Artemide III, Artemis IV e oltre invierà l'equipaggio a bordo di Orion per attraccare al Gateway, dove due membri dell'equipaggio possono rimanere a bordo dell'astronave in orbita mentre due vanno in superficie. Nel corso del tempo, l'avamposto si evolverà, con nuovi moduli aggiunti da partner internazionali, permettendo ai membri dell'equipaggio di condurre missioni lunari sempre più lunghe.

Come descritto nel concetto dell'agenzia per la sostenibilità della superficie all'inizio di quest'anno, un accumulo incrementale di infrastrutture in superficie seguirà più avanti in questo decennio, consentendo spedizioni di superficie più lunghe con più equipaggio. Questo concetto richiede un campo base di Artemis che includa nuovi rover, sistemi di alimentazione, habitat e altro ancora sulla superficie per l'esplorazione a lungo termine della Luna.

Durante il programma Artemis, robot e esseri umani alla ricerca, e potenzialmente estrarre, risorse come l'acqua che può essere convertita in altre risorse utilizzabili, tra cui ossigeno e carburante. Ottimizzando le tecnologie di atterraggio di precisione e sviluppando nuove capacità di mobilità, gli astronauti percorreranno distanze più lontane ed esploreranno nuove regioni della Luna.

Ulteriori informazioni sul programma Artemis della NASA sono all'indirizzo:

www.nasa.gov/artemis

Tratto e tradotto da: 

La Terra e la Luna visti da Marte.

26 aprile 2015
26 aprile 2015.

Questa visione del cielo al crepuscolo è l'orizzonte di Marte; l'immagine è stata scattata da Curiosity Mars rover della NASA e comprende la Terra come il punto più luminoso di luce nel cielo notturno. La Terra è un po' a sinistra del centro dell'immagine, e la luna è appena sotto di essa. 
I ricercatori hanno usato la macchina fotografica dell'occhio sinistro di Mast Camera di Curiosity (MastCam) per catturare questa scena circa 80 minuti dopo il tramonto, il giorno marziano 529, o sol, del lavoro del rover su Marte (gennaio 31, 2014). 
L'immagine è stata elaborata per rimuovere gli effetti dei raggi cosmici. Un osservatore umano con una vista normale, se in piedi su Marte, potrebbe facilmente vedere la Terra e la Luna come due distinte, luminose "evening stars". 

Fonte:

Ufo sulla Luna ripreso da un ufologo munito di telescopio e telecamera ad alta definizione.

19 ottobre 2014
19 ottobre 2014.

L'ennesimo avvistamento di un "oggetto volante non identificato", stavolta sulla Luna. Il volo sul satellite è stato filmato a inizio ottobre da Crow Tripplehorn, appassionato che abitualmente gira video in alta definizione con il suo telescopio. Di seguito il video dell'avvistamento, reperito sul canale http://www.youtube.com/:


Fonte:

News - "Sulla Luna acqua 'aliena' portata dal Sole".

12 ottobre 2014
12 ottobre 2014. La Luna non è affatto arida come si pensava: non solo i poli, ma tutto il suolo contiene grandi quantità di acqua imprigionate nei grani di sabbia e ad alimentare questa riserva potrebbe essere il vento solare. Le conseguenze della scoperta, realizzata da un gruppo di ricerca dell'Università del Tennessee e pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, sono enormi in quanto assegnerebbe anche al Sole, al fianco delle comete, il ruolo di 'fonte' d'acqua del sistema solare. Studiando alcuni campioni di roccia lunare, i ricercatori statunitensi hanno individuato al loro interno la presenza di molecole d'acqua, ma la scoperta, oltre a rivelarne le tracce finora nascoste, ne ha individuato l'origine 'aliena'. Secondo i ricercatori, l'idrogeno presente nelle molecole di H2O sarebbe quasi certamente originato dal Sole sotto forma di ione e trasportato a altissime velocità dal vento solare. Interagendo con gli strati superficiali del terreno, queste particelle possono dar luogo a molecole d'acqua che restano intrappolate all'interno delle rocce. La scoperta propone per la prima volta una possibile fonte in grado di spiegare la presenza di acqua nei pianeti rocciosi in maniera alternativa alla teoria secondo la quale a portare l’acqua attraverso il Sistema Solare sarebbero state le comete. 

Fonte: 

News - "20 probabilità su 100 che un asteroide colpisca la Terra".

12 ottobre 2014.

Un rapporto dell'Ocse (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) suona in questi termini "ci sono venti probabilità su cento che durante questo secolo la Terra sia colpita da un asteroide come quello che nel 1908 devastò la foresta siberiana della Tunguska, grande quanto il Lazio. Se cadesse nel Mediterraneo, un muro di onde anomale sradicherebbe ogni forma di vita dalle coste di tutto il bacino". 

L'Ocse avrebbe dato una strigliata a tutti i governi ricordando loro quanto il rischio sia concreto, invitandoli a non sottovalutare l'eventualità di un impatto anche tremendo con il nostro Pianeta. Se in effetti però questa ipotesi è molto rara, è invece possibile un impatto di media portata, comunque sufficiente a provocare sconvolgimenti geografici e climatici su vasta scala. L'Ocse lamenta mancanza di prevenzione in tal senso. Nessuno ha mai pensato ad un piano di evacuazione di massa nel caso ad esempio un grosso meteorite colpisse uno degli stati europei. La Terra è sempre stata bersaglio di asteroidi. La Luna, Marte e Mercurio ne portano ancora i segni. La Terra chiaramente no perchè i mutamenti climatici hanno cancellato questi segni. Marcello Coradini dell'energia spaziale europea prova a tracciare un quadro di media gravità: quella che prevede che il masso abbia un diametro compreso tra i 30 e i 100 metri, come quello del 1908 in Siberia. Ecco quello che avverrebbe secondo Coradini: "l'esplosione avverrà probabilmente prima che il corpo raggiunga il suolo, l'onda d'urto abbatte tutto nel raggio di centinaia di km." E nell'ipotesi estrema? "Se un asteroide di 3-5 km di diametro investisse il pianeta, bisognerebbe mettere in conto un tremendo day-after. Tutto il gas, il vapore acqueo, la terra e la polvere che verrebbero scagliati nell'atmosfera, provocherebbero l'inverno nucleare. L'atmosfera, carica di acqua, diventa più opaca, la luce del sole non passa, la temperatura scende. L'intero pianeta potrebbe entrare in una fase di glaciazione e restarci parecchi anni. Senza cibo la società umana si troverebbe ad un passo dalla fine". 

Fonte: 

C’è una seconda Luna, gira tranquilla attorno alla Terra.

12 ottobre 2014. 

2014 OL339 è un quasi-satellite del pianeta Terra. Scoperto nel 2014, presenta un'orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 0,999388 UA e da un'eccentricità di 0,46067, inclinata di 4,796° rispetto all'eclittica.

Farid Char, ricercatore cileno della University of Antofagasta, ha scoperto che esiste una seconda luna attorno alla Terra. Un quasi-satellite catturato in orbita terrestre circa 750 anni fa che ci resterà accanto soltanto per altri 160 anni. Impossibile vederla brillare nel cielo eppure, secondo la scoperta di Char, un'altra Luna c'è ed accompagna il nostro vecchio, caro satellite. La notizia, in realtà, non è nuovissima. Perché già nel 1983 Giovanni de Sanctis e Richard West del Southern Observatory del Cile, avevano individuato «Cruithne» (1983 UH), un asteroide in orbita intorno al Sole, un quasi-satellite del nostro pianeta. Non riuscirono, però, ad osservarlo abbastanza a lungo per determinarne l'orbita con precisione. Quindi, Cruithne venne scoperto ufficialmente il 10 ottobre 1986 dall'astronomo Duncan Waldron dell'osservatorio Coonabarabran (Australia). Fu battezzato così in onore del primo gruppo etnico-tribale celtico che abitò le isole britanniche (i cruithne, infatti, nel 500 a.C. emigrarono dal continente europeo in Britannia). Per saperne di più...

Luna, c'è una base aliena? La scoperta si deve a Google Moon.

23 gennaio 2014
23 gen. 2014.
Il canale YouTube "Wowforreeel", dedicato principalmente alla pubblicazione di video che testimoniano presunti avvistamenti di UFO, analizza l'ennesimo mistero extraterrestre: sulla Luna ci sarebbe una base aliena. L'ipotesi è stata formulata dopo aver scovato, grazie a Google Moon, lo strumento dell'azienda di Mountain View che consente di esplorare vaste aree del pianeta, uno scintillante triangolo che non sembrerebbe avere niente a che fare con la superficie lunare circostante. [Per saperne di più....]
Fonte:

Luna: il perché di un viaggio...

9 dicembre 2013
9 dic. 2013.


L'impresa "Apollo" è costata cinquanta miliardi di dollari in moneta del 1978. In quel tempo era circa il bilancio di un anno dello Stato Italiano. Indubbiamente tanti soldi. Saranno stati spesi bene? Qualcuno ha detto che l'allunaggio è stato una grande vittoria dell'intelligenza e una terribile sconfitta della ragione. Young, Silcock e Dunn ne hanno tratto un libro-scandalo intitolato "Il prezzo della Luna". La corsa verso la conquista della Luna ha prodotto conquiste tecnologiche e scientifiche di enorme importanza che sono arrivate fin dentro alla nostra vita quotidiana (personal computer, microprocessori e componenti elettronici sempre più piccoli, ecc. ecc.). 
La sicurezza aeronautica è molto cresciuta grazie all'esperienza degli astronauti e alla messa a punto di sistemi sperimentali per la prima volta nell'industria dello spazio: si pensi, a tal uopo, al "navigatore inerziale" che oggi controlla automaticamente il volo dei "Jumbo". E poi, ancora, la tecnologia sviluppata per viaggi interplanetari è arrivata nei nostri ospedali con i laser oggi usati in sala operatoria ed altro... Ma tutto ciò basta a giustificare il viaggio Terra - Luna? E' vero che solo il cinque per cento degli investimenti si è tradotto in programmi strettamente scientifici, mentre tutto il resto è servito a finanziare una colossale operazione di propaganda? E' difficile rispondere. 
Marshall McLuhan, il celebre filosofo e sociologo della comunicazione di massa, quello dello "slogan" secondo cui "il mezzo è il messaggio", nel 1969 non era ancora molto integrato nel "sistema". Il suo giudizio è duro e polemico: "L'allunaggio è un'arroganza persino ridicola. Non posso prendere sul serio il viaggio sulla Luna. Tutt'al più mi posso divertire. La Luna è Giulio Verne, appartiene alla metà dell'Ottocento e forse dicendo questo sono persino troppo ottimista. Si va sulla Luna per confermare i romanzetti di Giulio Verne? Per me è proprio ciò che stiamo facendo."
Margaret Mead, antropologa, morta verso la fine del 1978 dopo aver rifondato la scienza a cui aveva dedicato i suoi 77 anni di vita: " Il viaggio sulla Luna è un imperativo dell'uomo moderno. Se l'umanità  non sfruttasse le potenzialità insite nel progresso che le è proprio, sarebbe come se avesse scelto di morire. Dal progresso nascono nuovi problemi, nuovi stimoli, e di conseguenza nuove soluzioni. Avventurarsi nell'universo vuol dire affrontare problemi ecologici - la scienza del rapporto tra l'uomo e l'ambiente che lo circonda - capaci di portarci elementi risolutivi per molte piaghe della nostra epoca: come l'inquinamento dell'aria, dell'acqua, la struttura sociale delle megalopoli. Un ponte gettato sull'acqua - o nello spazio, se volete - è una risposta all'esigenza di creare un nuovo paesaggio. Dal paesaggio nasce la poesia. Il viaggio verso la Luna era nel destino naturale dell'uomo."
Robert Jastrow, fisico: "La parte scientifica del volo lunare soffoca quella moderna, politica, anche sciovinistica, se volete. Che cosa ci aspettiamo dalle pietre lunari raccolte da Neil Armstrong? Di sapere la storia ignota del nostro mondo, dell'universo. Allora, se, come speriamo, la risposta ci sarà, le migliaia di miliardi investiti nell'arco di dodici anni per realizzare il progetto "Apollo" saranno una cifra accettabile e forse persino modesta rispetto al risultato. Sappiamo che il sistema solare è antico, la sua storia incomincia qualcosa come cinque miliardi di anni fa. Anche la Terra ha press'a poco questa età, e non è difficile studiarla perché ci abitiamo. Ma sulla nostra Terra non possiamo venire a sapere niente riguardo al primo miliardo dell'esistenza del pianeta. Erosioni e altri processi fisiochimici hanno cancellato quella storia. E così nelle nostre conoscenze esiste un vuoto di un miliardo di anni, e sono proprio il periodo più importante non solo per capire l'origine del sistema solare, ma anche l'origine della vita. Oggi non sappiamo com'era la Terra quando, circa tre miliardi e mezzo di anni fa, è apparso il primo elementare essere vivente. Con l'esplorazione della Luna si può forse sconfinare nel regno della biochimica e della biologia. Esiste una risposta alle nostre domande sulla Luna? Non lo sappiamo, ma abbiamo buone ragioni per credere che ci sia. Non andare lassù a cercare questa risposta sarebbe stato un errore e contro l'interesse dell'umanità."
Ancora l'antropologa Margaret Mead: " Se si potesse accertare che esistono altre vite, altri mondi abitati nell'universo, tutto cambierebbe nella natura, nella mentalità dell'uomo. Finirebbe l'arroganza, incomincerebbe un'epoca aurea in cui la natura umana esprimerebbe le sue doti migliori. Ma soltanto un atto di arroganza come l'allunaggio può consentire di andare avanti in questa ricerca di altre vite oltre la frontiera terrestre. Io dico che proprio dal punto di vista di una ecologia umana questa impresa ha un significato molto importante. Bernard Lovell, il direttore dell'Osservatorio di Jodrell Bank, mi ha fatto fare un'osservazione significativa. - Se analizzate il meccanismo della civiltà nei millenni - mi ha detto - scoprirete che soltanto le comunità preparate a combattere con i problemi insolubili al limite delle loro capacità tecnologiche sono in grado di sopravvivere e progredire. L'impero romano è decaduto quando ha smesso di essere progressista in quel senso. - Il fenomeno della lotta contro l'ignoto al limite delle possibilità della tecnica si ripete oggi negli Stati Uniti e nell'Unione Sovietica. Io penso che in queste due comunità stia lo sviluppo del futuro, sono convinta che via via che il pianeta Terra diventa superpopolato e superurbanizzato le possibilità delle grandi avventure diminuiscono, la pigrizia mentale, cioè, in pratica, quella scientifica, si diffonde, le malattie del nostro tempo, le tragedie dell'umanità, tenderanno a diventare croniche, accettate, subite. Il viaggio verso la Luna è la sveglia dello spirito d'avventura, una spinta ad allargare le frontiere. Del resto quando la gente si domanda perché, se possiamo arrivare sulla Luna, non possiamo risolvere i problemi fondamentali della Terra, propone proprio una nuova ricerca stimolata dal viaggio lunare."


Bibliografia:
"Pionieri del cielo" di Piero Bianucci, Edizioni SugarCo, Milano, 1979, da pag. 37 a pag. 42.


La Luna è abitata?


9 dic. 2013.

La presenza di esseri intelligenti sarebbe stata rilevata da diversi anni sul nostro satellite naturale: la Luna. Ma, secondo la Pravda, i nostri leader hanno ritenuto opportuno classificare questa "scoperta" top secret dopo aver realizzato che il loro potere e privilegi non avrebbero sopportato a lungo la divulgazione di tali informazioni. La NASA ha una serie impressionante di immagini della Luna. La maggior parte sono state classificate top secret e non vengono divulgate, tra cui i documenti che dimostrano che alcune regioni della Luna non assomigliano a uno di questi paesaggi freddi, desolati e inospitali che hanno voluto farci credere. È ormai accertato che ci sono delle costruzioni sulla Luna; ci sono ponti, torri, edifici e cupole enormi.
Richard Hoagland, uno specialista nella ricerca spaziale, stima che la NASA ha lavorato per anni per rivedere le immagini prima della pubblicazione. Alcuni ricercatori, tra cui Hoagland credono che una razza aliena,anticamente aveva utilizzato la Luna come base prima di venire a impegnarsi in vari esperimenti sulla Terra e sugli esseri umani. Questa interpretazione sembra essere confermata dai miti e leggende di molte antiche civiltà della Terra.
La storia delle strutture lunari artificiali cominciava ufficialmente in America nel 1953, quando John J. O’Neil, redattore scientifico ed astronomo dilettante, scriveva su una pubblicazione di astronomia di avere individuato, con il proprio telescopio, un ponte lungo quasi diciannove chilometri sulla Luna, tra due promontori ai limiti del Mare delle Crisi. La struttura era dritta come un fuso e proiettava una lunga striscia d’ombra. La scoperta trovò in seguito una spiegazione naturale: l’immagine era un gioco di luce prodotto dalla struttura rocciosa del terreno. Ciò non impedì che, quando la televisione americana trasmise le prime immagini del Mare delle Crisi riprese dalla missione Apollo 16, nell’aprile del 1972, altri studiosi si dicessero sicuri della presenza, nello stesso punto, di ponti, alcuni arcuati e altri rettilinei, che proiettavano un’ombra resa chiaramente visibile dalla luce solare.
Sin dall’Ottocento diversi scienziati ed astronomi dilettanti avevano notato sulla superficie lunare l’apparizione improvvisa e momentanea di luci intermittenti che apparivano e scomparivano, di punti a forma di stella, di colorazioni rossastre, di pulsazioni bianche o blu in cima ai picchi o in fondo ai crateri; queste luci comparivano specialmente nelle aree denominate Aristarco, Platone, Gassendi,Madler e Tycho. Ribattezzate fenomeni luminosi transeunti, le misteriose luci fantasma erano state segnalate anche dall’astronomo tedesco Friedrich Herschel, scopritore di Urano, e in tempi più recenti dagli astronauti Evans e Schmitt, dell’Apollo 17; essi avevano avvistato due lampi di luce sulla superficie del nostro satellite, in seguito “spiegate” come effetti di vulcanismo lunare. UFO, indizi di attività biologica aliena o fenomeni naturali, le luci transeunti, contribuirono negli anni Quaranta e Cinquanta al diffondersi della credenza che la Luna fosse abitata. Dal XVIII Secolo, in effetti, sono stati segnalati alcuni episodi inverosimili:
  • Il 22 ottobre 1790, Herschel, durante un’eclisse totale di Luna, vide diversi punti brillanti e luminosi, piccoli e rotondi;
  • Il 7 Marzo 1794, il dottor William Wilkins, di Norwich, vide una luce simile ad una stella sulla parte scura del disco lunare; durò 15 minuti ed era visibile ad occhio nudo;
  • Nel 1783,1787 e 1821, Herschel vide luci brillanti sopra la Luna ed intorno ad essa;
  • Il 7 Settembre 1820, molti osservatori francesi videro, durante un’eclisse lunare, strani oggetti che si muovevano in linea retta, come se stessero compiendo movimenti, tipo manovre militari per la loro precisione degli spostamenti e delle evoluzioni;
  • Il 9 Aprile 1867, Thos G. Elger comunicò all’”Astronomical Register” di aver visto fiammeggiare improvvisamente una parte scura della Luna come una stella di settima grandezza. Il fenomeno durò dalle 7,30 della sera fino alle 9,30. Secondo il testimone, non era la prima volta che vedeva luci sulla Luna, ma mai erano state così chiare;
  • 7 Agosto 1869, il prof. Swift di Matton (Illinois), vide durante un’eclisse di Sole alcuni oggetti attraversare la Luna 20 minuti prima della totalità dell’eclisse. In Europa, i professori Hines e Zentmayer comunicarono a Les Mondes di Parigi, di aver visto anch’essi tali oggetti che sembravano viaggiare in linee rette parallele. Il “Journal of the Franklin Institute” registrò un’osservazione identica;
  • 13 Maggio 1870, luci che variavano in numero, secondo gli osservatori inglesi, furono viste sul cratere Platone. Le luci si accendevano e si spegnevano alternativamente;
  • 1874, il signor Lamey, in l’”Annèe Scientifique”, descrive un gran numero di corpi neri attraversare la Luna.
  • 1874, Rankin testimonia di aver osservato punti luminosi durante l’eclisse di Sole;
  • 24 Aprile 1877, il professor Schafarik, di Praga, osservò un oggetto di un bianco accecante che attraversava lentamente il disco lunare e usciva da esso;
  • 20 Febbraio 1877, il signor Trouvelot, dell’”Osservatorio di Meudon” (Parigi) vide nel cratere Eudoxus una sottile linea luminosa, come un filo teso sul cratere;
  • marzo 1877, sull’”Astronomical Register” inglese fu riportato di una luce brillante sopra il disco lunare nel cratere Proclus; lo stesso mese ne apparve un’altra nel cratere Picard;
  • 21 marzo 1877, C. Barrett, astronomo inglese, vide una luce brillante sul cratere Proclus;
  • 21 Marzo 1877, il professor Henry Harrison di New York, vide una luce sulla parte oscura della Luna;
  • Contemporaneamente Frank Dennett dall’Inghilterra, vide un piccolo punto luminoso nel cratere di Bessel;
  • 23 Novembre 1877, il dottor Klein comunicò al quotidiano scientifico francese “L’Astronomie”: “Vidi un triangolo luminoso sul fondo del cratere Platone”. La stessa notte dell’osservazione di Klein, alcuni astronomi statunitensi videro misteriosi punti di luce dirigersi verso Platone da altri crateri lunari, che si disposero a triangolo sopra il cratere Platone;
  • 27 Settembre 1881, oggetto luminoso si muove attraversando la Luna. È stato visto dal dottor Prescott in Arizona, dal dottor Warren E. Davy e da G.O. Scott, sempre in Arizona il 7 Marzo;
  • Tra il 21 Febbraio 1885 e il 19 Dicembre 1919, i fenomeni visti in vari crateri lunari comprendono: fumo rossiccio; un oggetto curvo come uno scudo; una zona nera che diventa bianca; qualcosa come un cavo luminoso nel cratere Aristarco; due luci l’11 Maggio 1885 che ripetono esattamente l’11 Maggio dell’anno seguente macchia nerissima con bordo bianco; macchia nera nel centro del cratere Copernico; oggetto nero come l’inchiostro sul bordo del cratere Aristarco; macchie nerissime sui crateri Lexall e Littrow;
  • 15 Novembre 1899, da Dourite nella Dordogna (Francia), fu vista alle sette del pomeriggio un’enorme “stella” bianca, rossa e azzurra che si muoveva come una cometa vicino alla Luna;
  • 10 Maggio 1902, il colonnello Markwick dal Devon meridionale vide molti oggetti colorati, come piccoli soli, che si muovevano in cielo vicino alla Luna;
  • 26 Novembre 1910, da Besancon fu visto come un imponente razzo partire dalla Luna durante un’eclisse di questa (La Nature-Francia). Nello stesso giorno, il “Journal of the British Association for the Advancement of Science” comunicò che era stata vista una macchia luminosa sopra la Luna durante l’eclisse;
  • 27 Gennaio 1912, F.B. Harris comunicò alla rivista inglese “Popular Astronomy” di aver visto sulla Luna un oggetto scurissimo di circa 250 metri di lunghezza e 150 di larghezza, simile ad un immenso corvo posato;
  • 29 Agosto 1917, oggetto brillante che si muove sopra il disco lunare (Bollettino della Società Astronomica di Francia);
  • 14-21 Giugno 1959, per varie notti consecutive Francesco Almor, illustre membro della “Società Astronomica Aster” di Barcellona, e molti altri suoi colleghi osservarono il passaggio di uno strano oggetto, o meglio un’ombra ellittica sul disco della Luna. La traiettoria dell’oggetto andava da sud a nord e oscillava ogni 15 secondi esatti ricomparendo esattamente ogni 35 minuti. Probabilmente l’oggetto si trovava ad una distanza dalla Luna di circa 2000 Km ed aveva un diametro di circa 35 Km. Ci fu gran sorpresa e meraviglia tra tutti gli studiosi. Così come bruscamente era apparso, allo stesso modo l’oggetto scomparve dopo il 21 Giugno.
Vediamo altre interessanti anomalie:
  • Il 29 Marzo 1939, viene osservato un debole bagliore all'interno del cratere Copernico ed il gruppo di collinette vicino al centro non mostra i soliti contorni ben definiti, ma offuscati come se ci fosse della nebbia;
  • Il 19 Ottobre 1945, ancora Patrick Moore vide due punti luminosi brillare come stelle sulla parete del cratere Darwin, di solito molto scura;
  • Il 20 Giugno 1948, nel cratere Philolaus, verso nord-ovest, Raurn osservò, per oltre 15 minuti, dei bagliori con una tenue colorazione rossastra;
  • Il 2 Agosto 1948, Patrick Moore se ne stava a guardare il “Mare Crisium”, con lo scopo di disegnare una mappa dettagliata, quando si accorse che nel lato occidentale, presso Capo Agarurn, la cosa gli si presentò abbastanza difficile. Con grande stupore notò che la zona era ricoperta da una sostanza luminescente simile a nebbia;
  • Il 28 Ottobre 1963, Barr e Greenacre osservarono tre punti nella zona dei crateri Herodotus e Aristarcus: brilleranno di una luce rosso-arancio per cinque minuti;
  • Il 17 Luglio 1969, in contemporanea con l’Osservatorio di Bochum, gli astronauti Armstrong e Aldrin, a bordo dell’Apollo 11, osservarono un punto luminoso accendersi nella zona del cratere Aristarcus.
Il 26 Agosto 1966 la sonda americana “Orbiter 1″ scattò una serie di foto sulla faccia nascosta della Luna. In una di queste si evidenziava la presenza di un cratere largo una cinquantina di Km fuso con le pareti di un cratere più piccolo. I crateri in discussione avevano indiscutibilmente la forma di un ottagono. Un esame più ravvicinato dell’area “Bullialdus-Lubinicky” e di “Tycho”, rivela la presenza di più servomeccanismi a X, di più di un cratere ad imbuto in corso di lavorazione e naturalmente di più segnali a croce sul bordo del cratere. G.H. Leonardnel suo libro Qualcun altro è sulla Luna (Somebody Else Is On the Moon), trae da questi fatti alcune conclusioni interessanti ed in particolare pensa che crateri di determinate dimensioni e con una forma caratteristica non si siano formati per impatto meteorico, o per fenomeni vulcanici o per altre cause naturali, ma grazie all'attività consapevole ed intelligente dei Seleniti. Precisa, infine, che parte del terreno che presenta il cosiddetto “effetto stagno” non è una reliquia di un remoto passato ma l’effetto dell’azione vaporizzante dei servomeccanismi fatti a X. Con un insieme d’attrezzature aventi un raggio d’azione che supera almeno 40 volte quelle usate sulla Terra, i Seleniti sono impegnati a polverizzare una montagna alta quasi 5800 metri. 

George H. Leonard, nel suo libro, dà spiegazioni dettagliate. Analizzando con molta cura le foto realizzate dalla sonda “Ranger VII”, Leonard si è accorto che il suo impatto lunare (31 Luglio 1964) era avvenuto a circa 350 chilometri dal cratere “Bullialdus”, guarda caso dove era stata già notata un’imponente apparecchiatura collegata ad un generatore e dove si era registrata un’intensa attività sismica. Una delle foto, che aveva sconcertato gli scienziati della NASA, mostrava sei oggetti costruiti con notevole maestria ed una nuvola di foschia o di vapore che fuoriusciva da una protuberanza a forma di torretta. Leonard ha dedotto subito che la sonda “Ranger VII” fosse stata programmata per individuare proprio questo bersaglio e scoprire così il grande mistero. Ha dichiarato poi che la zona era molto probabilmente un parcheggio per cosmoaerei all’esterno di una delle entrate principali di una città sotterranea. 
Leonard afferma ancora che esaminando più da vicino un determinato tratto di terreno lunare, ha la sensazione di trovarsi davanti a lavori di mimetizzazione, a contraffazioni, ad una messinscena, probabilmente perché i Seleniti non vogliono presentarci la superficie lunare com'è veramente. Lo studio di molte foto lunari lo porta a considerare il fenomeno dei solchi scavati dai massi che sono rotolati lungo il pendio di qualche rilievo. La NASA stessa ha ammesso di non poter dare alcuna spiegazione sulla causa che ha fatto rotolare i massi. Leonard si chiede: "ma sono stati proprio quei massi a scavare i solchi?" 
Nel continuare la ricerca egli ha scoperto che nella foto 67-H-1135 l’oggetto più piccolo che vi compare ha lasciato una scia, che è la più lunga di tutte, ed è uscito da un cratere prima di continuare la corsa giù per la collina. E sul masso in questione s’intravede un disegno simmetrico. Un messaggio dei Seleniti? La foto 67-H-758 rappresenta un edificio, un veicolo o una forma di vita. Uno degli enigmi più difficili da spiegare riguarda i raggi bianchi che fuoriescono da molti crateri e si diffondono in tutte le direzioni. Ci sono raggi così larghi che non è possibile distinguerli singolarmente perché formano una massa bianca intorno al cratere; altri sono stretti come linee di gesso. E nessuno sa come si sono formati. I Fenomeni transienti Lunari potrebbero essere prodotti da un’attività industriale che elimina i gas per pompaggio, quindi ci devono essere momenti in cui i termofusori interrompono l’attività e i bagliori si spengono. Leonard è dell’opinione che il cratere “Tycho” sia una zona di notevole interesse: in un’area di circa 1800 ettari vi é un’intensa attività e vi è presenza d’enormi costruzioni. Ci sono poi i “terreni raschiati” visibili all’estremità di alcuni crateri più piccoli. Il terreno raschiato ha sempre forma di un quadrato o di un rettangolo. Nella maggior parte dei casi le aree raschiate e livellate si trovano ad intervalli di 90° intorno al cratere. Sembra abbastanza credibile che questi terreni raschiati e livellati siano il risultato di un’attività intelligente. Forse stanno ad indicare i luoghi dove alcuni oggetti si poserebbero durante i lavori di vaporizzazione del cratere? Nel 1971, quando il modulo lunare dell' Apollo XIV atterrò sulla superficie lunare, l'equipaggio comprese che il loro sbarco era stato osservato a distanza da un oggetto volante semi-trasparente a forma di piramide. Era fermo a pochi metri dalla superficie, emettendo i colori cangianti dell'arcobaleno contro il cielo nero. Al ritorno sulla Terra, quando un giornalista chiese all'astronauta Edgar D. Mitchell come avesse vissuto questa esperienza, egli rispose: "abbiamo avuto l'impressione di non essere soli ed essere costantemente osservati. Ma non avevamo alternative, se non quella di pregare." Johnston, che ha lavorato presso il Centro Spaziale di Houston e ha studiato foto e video scattate durante il programma Apollo, un giorno ha avuto una conversazione con Richard Hoagland sugli oggetti trovati sulla Luna. Egli ha dichiarato che la NASA era molto seccata, a causa del numero considerevole di oggetti misteriosi di provenienza ignota che sono stati elencati costringendo l'ente spaziale a fermare tutti i programmi futuri di volo con equipaggio sulla Luna. I ricercatori della NASA sono particolarmente interessati in strutture che ricordano antiche città scomparse. Le foto mostrano una configurazione molto regolare geometrica basata su costruzioni quadrate e rettangolari. Assomigliano nell'aspetto a delle città sulla Terra, se viste dallo spazio da un'altezza di 8 km o 5.

Non c’è dubbio, dunque, sul fatto che la Luna sia stata teatro di strani avvenimenti e che probabilmente costituisca già da molto tempo una base d’appoggio per le civiltà extraterrestri. Ma l’episodio più interessante, proposto dagli astronomi, risale all’anno 1954. Proprio in quel periodo la Luna salì sugli onori della stampa quotidiana poiché il noto selenologo H.P. Wilkins, in una trasmissione radiofonica nazionale inglese, ebbe modo di intrattenere gli ascoltatori su vari aspetti del nostro satellite e nell’occasione rivelò la scoperta di un gigantesco ponte “naturale”. La notizia era abbastanza insolita ma acquistò notevole valore perché il dottor Wilkins era ben noto nel campo scientifico per la sua grande mappa lunare (7,5 metri di diametro) che gli era costata ben 25 anni di lavoro. Questo fatto “marginale” gli diede la notorietà, giacché il dettaglio lunare innescò una serie di rappresentazioni tanto pittoresche quanto immaginose da attribuirgli dimensioni fantastiche e né mancò chi pensò di addossare la sua costruzione ai Seleniti, gli antichi abitatori lunari. Il ponte era stato localizzato sulle rive orientali del “Mare Crisium”, situato presso il bordo occidentale della Luna e ben noto per la sua forma regolare. A metà circa delle sue rive orientali, in prossimità del luminoso cratere Proclus, che diffonde la sua corona di larghi raggi su gran parte del fondo cupo e vellutato del “mare”, si notano due prominenze rocciose che si fronteggiano, che nei piccoli strumenti appaiono rigorosamente simmetriche e che prendono il nome di “Promontorium Olivium” e “Promontorium Lavinium”. Il paesaggio intorno non è molto tormentato. Ad ovest affiorano, dalla coltre scura del “Mare Crisium”, ruderi di un piccolo circolo parzialmente sepolto, “Yerkes”, accompagnato da una bassa scogliera diretta al nord che lo collega ad un piccolo cratere, ma assai profondo, “Yerkes E”.I due promontori non sono nettamente separati: un gruppo di dettagli molto delicati li congiungono ed uno di questi è il ponte. Pochi giorni dopo la Luna Piena, secondo le osservazioni di Wilkins, l’ombra del ponte si proietta nettamente sul tratto scuro ed uniforme che sta tra i promontori e Yerkes.Com’era nata questa scoperta? Wilkins, ai primi di Agosto del 1953, ricevette una lettera da J.J. O’Neill, redattore scientifico del “New York Herald Tribune”, che gli annunciava di aver scoperto il 28 Luglio, per mezzo di un rifrattore di 100 mm, un gigantesco ponte naturale sulle rive del Mare Crisium, collegante due montagne separate da un intervallo di circa due miglia. O’Neill chiedeva conferma della sua scoperta e Wilkins non poté far altro che confermare, nonostante fosse abbastanza scettico inizialmente.
La foto 67-H-327 mostra un cratere il cui orlo è indubbiamente a forma d’esagono. Nel punto culminante si trova l’oggetto appollaiato all’interno dell’orlo e sembra una campana subacquea sui trampoli: questo presenta una somiglianza straordinaria con alcuni veicoli terrestri destinati all’allunaggio. 
La Luna ha una superficie piena di contrassegni assai interessanti. C’è una presenza di geroglifici, di segni o contrassegni dei quali quello che si ripete di più è quello dell’albero della vita. E sempre è chiuso in un cerchio o in un ovale. Sulla Luna si trovano pure segnali o frecce direzionali. L’esempio più significativo si trova sugli altipiani nei pressi del cratere “King”.Sulla Luna è visibile una struttura interessante che assume la forma di una torre esile e slanciata, alta un chilometro e mezzo e forse più. È una delle prove più chiare ed evidenti della presenza d’esseri intelligenti. Le torri sono invariabilmente diritte ed allungate e, cosa ancor più interessante, quando si trovano su un rilievo o su un massiccio montuoso, si trovano sempre nel punto più alto. Si possono così riassumere:
  • Antenne in cima alle montagne;
  • Torri collegate da un cavo o da un filamento;
  • Torri isolate che si ergono verticalmente dal terreno; strutture anomale: strutture a S che si alzano verso il cielo, torri a zig-zag e parallele; ci sono fenomeni che sfuggono ad una precisa classificazione per la loro eccentricità.
Il libro Qualcun altro è sulla Lunatermina con un’affermazione di Sam Wittcomb, ex dipendente della NASA, dopo aver espressamente affermato che gli addetti alle ricerche spaziali non possono assolutamente parlare di quanto sanno sulla Luna e su altre missioni nei vari pianeti: "Nella primavera del 1975 si sono riuniti scienziati provenienti da molti paesi. L’incontro si è svolto in Inghilterra. Volevano parlare con calma degli extraterrestri e delle loro attività. Molti responsabili politici però si sono spaventati. Hanno invitato un fisico del Colorado, un certo Joachim Kuetner, che aveva lavorato al programma lunare e sapeva quello che accade lassù. Aveva notizie di prima mano sulla frenetica attività edilizia e sugli scavi in corso, sulla vaporizzazione dei crateri e sui lavori d’incisione e rifinitura dei rilievi e delle creste dei crateri. Non so esattamente di cosa abbiano parlato. Ma puoi scommettere che sanno benissimo che la Luna non appartiene più al popolo della Terra, se mai lo è stata. La Luna è loro."

La Luna conserva le tracce dell’origine del pianeta Terra.

4 dicembre 2013

4 dic. 2013. E se le storie narrate nel libro della Genesi della Bibbia fossero vere? Gli scienziati di tutto il mondo hanno relegato al mondo della religione le storie narrate dalla Genesi. Sulla Terra, l’erosione causata dalle forze della natura, e dalla vita che si è evoluta su di essa, ha cancellato buona parte delle tracce della creazione e del cataclisma che dette forma al pianeta. La formazione della Terra è datata a circa 4,54 miliardi di anni fa. Essa possiede un satellite naturale, la Luna, la cui età, stimata analizzando alcuni campioni delle rocce più antiche, è risultata compresa tra 4,29 e 4,56 miliardi di anni.
La Luna, a differenza del pianeta Terra, tuttavia, che non ha né vento, né atmosfera, né acque,e, quindi, non è soggetta alle forze di erosione, è rimasta intatta. Osservare il satellite naturale della Terra, orbene, equivale a dare una sbirciata alla Genesi.

"Scovata una base aliena sulla Luna".

27 aprile 2013

Pubblicato da Scott C. Waring , autore giornaliero di avvistamenti UFO
Data della scoperta: Gennaio 2013
Luogo: vicino al cratere lunare di Bessel e Nord del Mare Serenitatis 
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Il Blogger e ricercatore Waring ha dichiarato: "Stavo guardando delle vecchie foto delle missioni Apollo quando mi sono imbattuto in quello che si presentava come una struttura circolare e ben definita creata presumIbilmente da esseri intelligenti. Questa immagine e' davvero strana e chiedo ad altri appassionati di guardare la foto sottostante." Purtroppo le immagini della zona sono a bassa risoluzione. Scott C.Waring si avvale della collaborazione di alcuni ricercatori e appassionati UFO che conservano nel loro sito grandi quantità di foto della NASA risalenti a 10-15 anni fa le quali sono a disposizione del pubblico. L'hacker Gary McKinnon, aveva riferito in un'intervista di aver fatto accesso nei computer militari statunitensi e di aver visto in prima persona i documenti divulgati al mondo esterno dall'esercito americano; inoltre aveva carpito delle  informazioni su dei funzionari di stanza in una base aliena, e poiché la Luna è il corpo celeste più vicino, forse questa base si trova nascosta sulla sua superfice. 

"Cosa c'è dall'altra parte della Luna?".

Quando guardiamo la luna vediamo sempre la stessa faccia. Questa peculiarità é perché la Luna ruota una sola volta per ogni orbita attorno alla Terra. La Luna è leggermente sbilanciata, perché nel corso di milioni di anni, le forze gravitazionali hanno rallentato la sua rotazione in modo che un lato si affaccia sempre verso il nostro pianeta. . Il lato opposto a quello rivolto verso di noi viene spesso chiamato erroneamente "il lato oscuro della Luna", in quanto il lato che non vediamo riceve la luce solare così come la parte che vediamo. Per centinaia di anni, l'umanità si chiese cosa c'era dall'altra parte della Luna. Era simile al lato a noi familiare e che tutti vedono? era diverso? quali segreti nasconde? Il mistero cominciò ad essere rivelato nel 1959, quando l'Unione Sovietica aveva inviato la navicella Luna 3 verso il lato opposto della Luna che venne fotografato per la prima volta. Queste prime fotografie erano di scarsa qualità, ma sembravano mostrare una superficie triste e senza vita come il lato opposto. Le sonde spaziali successive, come il Lunar Orbiter 4,erano riuscite a fotografare nel 1967 la superficie del lato nascosto con maggiori dettagli. Successivamente, nel 1968, gli astronauti a bordo dell' Apollo 8, che girarono intorno alla Luna in preparazione per l'atterraggio dell'Apollo 11, furono i primi occhi umani a vedere il lato più lontano della Luna per la prima volta. Oggi, ci sono dettagliate mappe fotografiche della superficie, così come mappe topografiche che riportano le sue caratteristiche principali. Così il lato lontano della Luna non è così misterioso come una volta. Eppure persistono ancora molte storie e molti segreti - storie alimentate in parte dal fatto che, dopo l'Apollo 17 nel 1972, non siamo tornati sulla Luna con una missione umana. I teorici della cospirazione sospettano che c'è una ragione per questo: forse gli alieni non ci vogliono sulla Luna. . Basi aliene E 'stato a lungo una teoria di alcuni ufologi che il lato nascosto della Luna potrebbe ospitare una base per gli extraterrestri. Presumendo che provengono da un lontano pianeta appartenente ad un altro sistema solare, devono avere una base da cui possano decollare per fare le loro regolari visite sulla Terra. Quale posto migliore del lato oscuro della Luna, che è perennemente nascosto alla vista? Per sostenere questa affermazione, gli autori di siti web che trattano la presenza aliena sulla Luna, fanno riferimento alle parole di Milton William Cooper, un ex ufficiale dell'intelligence per la Marina degli Stati Uniti. In un comunicato stampa del 1989 Cooper, aveva dichiarato sotto giuramento di possedere alcune informazioni relative alla conoscenza del governo degli Stati Uniti sulle visite sulla Terra da parte di astronavi aliene. "LUNA è la base aliena sul lato più lontano della Luna", si legge nel comunicato"a seguito degli avvistamenti e filmati da parte degli astronauti delle missioni Apollo. Una base, dall'attività estrattiva che utilizza macchinari di grandi dimensioni, e strutture aliene molto grandi sono state descritte nei rapporti di avvistamento come navi madre." Conosciuto anche con il nome William e Bill Cooper, aveva scritto degli opuscoli circa le sue teorie sul governo segreto: l'origine, identità e lo scopo del MJ-12 attraverso il suo libro del 1991 Behold A Pale Horse. Cooper venne ucciso da ufficiali dello sceriffo della contea nel 2001, nel corso di un raid nella sua casa in Arizona per evasione fiscale. (secondo loro Cooper avrebbe aperto il fuoco per primo.) Ci sono prove migliori? 

"Misteriose struttura sulla Luna".

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Da tempo immemorabile riemerge regolarmente l'interrogativo se siamo gli unici esseri viventi nel nostro universo. E mentre sempre più persone su questo pianeta, a partire da molti scienziati sono ormai convinti del contrario,il settimanale russo "Vecherny" Volgograd (ex Stalingrado), e successivamente la Pravda di Mosca hanno rivelato il 5 ottobre scorso che la presenza di esseri intelligenti sarebbe stata rilevata da diversi anni sul nostro satellite naturale: la Luna. Ma, secondo la Pravda, i nostri leader hanno ritenuto opportuno classificare questa "scoperta" top secret dopo aver realizzato che il loro potere e privilegi non avrebbero sopportato a lungo la divulgazione di tali informazioni. La NASA ha una serie impressionante di immagini della Luna. La maggior parte sono state classificate top secret e non vengono divulgate, tra cui i documenti che dimostrano che alcune regioni della Luna non assomigliano a uno di questi paesaggi freddi, desolati e inospitali che hanno voluto farci credere.E 'ormai accertato che ci sono delle costruzioni sulla Luna; ci sono ponti, torri, edifici e cupole enormi. 

Moon Rising - La più grande storia mai negata II di Jose Escamilla.

23 maggio 2011




23 Maggio 2011

Da oltre 50 anni ci è stato detto e ci hanno fatto credere che la Luna non è altro che uno posto arido, polveroso, una landa desolata piena di crateri. Le migliaia di foto rese note al pubblico hanno sempre mostrato la luna in bianco e nero. Anche le fotografie più recenti di Hubble della Luna sono in bianco e nero. La NASA continua a perpetuare la "bugia" che la Luna è in bianco e nero. Moon Rising è il primo film che presenta più fotografie a colori della Luna, ponendo degli inquietanti interrogativi.

Sul sito http://www.tanker-enemy.tv/ la seconda parte del documentario "Moon Rising - La più grande storia mai negata II" di Jose Escamilla. Gli Ufo e la Luna, uno straordinario viaggio che indaga sulla possibilità di vita intelligente sulla superficie lunare. Il regista Jose Escamilla ed i suoi collaboratori espongono, attraverso interessanti esposizioni e dettagliate elaborazioni fotografiche, la teoria delle 'strutture aliene' presenti sul nostro satellite, costruzioni controverse studiate da ricercatori indipendenti di tutto il mondo. Dalla visione di questo documentario, nasce spontanea una domanda sull'argomento UFO ed alieni: "Perché nascondere all'umanità questa verità così sconvolgente?" Molte potrebbero essere le risposte che l'esperto in materia ci potrebbe fornire; io mi limiterò ad esprimere un mio giudizio in merito, come lo darebbe l'uomo della strada, la persona seduta al nostro fianco su di un mezzo pubblico mentre percorriamo la strada di ritorno alle nostre abitazioni dopo una giornata di duro lavoro: "Tutto cambierebbe! La storia dell'umanità andrebbe riscritta. Le religioni e la fede in Dio crollerebbero. L'economia, il mondo conosciuto oggi, quello che siamo ed il motivo della nostra presenza su questo piccolo globo  non avrebbe più la stessa valenza." Forse è meglio che l'uomo comune ignori questa verità sino a quando non prenderà coscienza in maniera autonoma allorquando "la verità" gli sarà rivelata spontaneamente. "

Per vedere la seconda parte del documentario cliccate qui...

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