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La Luna è abitata?

9 dicembre 2013

9 dic. 2013.

La presenza di esseri intelligenti sarebbe stata rilevata da diversi anni sul nostro satellite naturale: la Luna. Ma, secondo la Pravda, i nostri leader hanno ritenuto opportuno classificare questa "scoperta" top secret dopo aver realizzato che il loro potere e privilegi non avrebbero sopportato a lungo la divulgazione di tali informazioni. La NASA ha una serie impressionante di immagini della Luna. La maggior parte sono state classificate top secret e non vengono divulgate, tra cui i documenti che dimostrano che alcune regioni della Luna non assomigliano a uno di questi paesaggi freddi, desolati e inospitali che hanno voluto farci credere. È ormai accertato che ci sono delle costruzioni sulla Luna; ci sono ponti, torri, edifici e cupole enormi.
Richard Hoagland, uno specialista nella ricerca spaziale, stima che la NASA ha lavorato per anni per rivedere le immagini prima della pubblicazione. Alcuni ricercatori, tra cui Hoagland credono che una razza aliena,anticamente aveva utilizzato la Luna come base prima di venire a impegnarsi in vari esperimenti sulla Terra e sugli esseri umani. Questa interpretazione sembra essere confermata dai miti e leggende di molte antiche civiltà della Terra.
La storia delle strutture lunari artificiali cominciava ufficialmente in America nel 1953, quando John J. O’Neil, redattore scientifico ed astronomo dilettante, scriveva su una pubblicazione di astronomia di avere individuato, con il proprio telescopio, un ponte lungo quasi diciannove chilometri sulla Luna, tra due promontori ai limiti del Mare delle Crisi. La struttura era dritta come un fuso e proiettava una lunga striscia d’ombra. La scoperta trovò in seguito una spiegazione naturale: l’immagine era un gioco di luce prodotto dalla struttura rocciosa del terreno. Ciò non impedì che, quando la televisione americana trasmise le prime immagini del Mare delle Crisi riprese dalla missione Apollo 16, nell’aprile del 1972, altri studiosi si dicessero sicuri della presenza, nello stesso punto, di ponti, alcuni arcuati e altri rettilinei, che proiettavano un’ombra resa chiaramente visibile dalla luce solare.
Sin dall’Ottocento diversi scienziati ed astronomi dilettanti avevano notato sulla superficie lunare l’apparizione improvvisa e momentanea di luci intermittenti che apparivano e scomparivano, di punti a forma di stella, di colorazioni rossastre, di pulsazioni bianche o blu in cima ai picchi o in fondo ai crateri; queste luci comparivano specialmente nelle aree denominate Aristarco, Platone, Gassendi,Madler e Tycho. Ribattezzate fenomeni luminosi transeunti, le misteriose luci fantasma erano state segnalate anche dall’astronomo tedesco Friedrich Herschel, scopritore di Urano, e in tempi più recenti dagli astronauti Evans e Schmitt, dell’Apollo 17; essi avevano avvistato due lampi di luce sulla superficie del nostro satellite, in seguito “spiegate” come effetti di vulcanismo lunare. UFO, indizi di attività biologica aliena o fenomeni naturali, le luci transeunti, contribuirono negli anni Quaranta e Cinquanta al diffondersi della credenza che la Luna fosse abitata. Dal XVIII Secolo, in effetti, sono stati segnalati alcuni episodi inverosimili:
  • Il 22 ottobre 1790, Herschel, durante un’eclisse totale di Luna, vide diversi punti brillanti e luminosi, piccoli e rotondi;
  • Il 7 Marzo 1794, il dottor William Wilkins, di Norwich, vide una luce simile ad una stella sulla parte scura del disco lunare; durò 15 minuti ed era visibile ad occhio nudo;
  • Nel 1783,1787 e 1821, Herschel vide luci brillanti sopra la Luna ed intorno ad essa;
  • Il 7 Settembre 1820, molti osservatori francesi videro, durante un’eclisse lunare, strani oggetti che si muovevano in linea retta, come se stessero compiendo movimenti, tipo manovre militari per la loro precisione degli spostamenti e delle evoluzioni;
  • Il 9 Aprile 1867, Thos G. Elger comunicò all’”Astronomical Register” di aver visto fiammeggiare improvvisamente una parte scura della Luna come una stella di settima grandezza. Il fenomeno durò dalle 7,30 della sera fino alle 9,30. Secondo il testimone, non era la prima volta che vedeva luci sulla Luna, ma mai erano state così chiare;
  • 7 Agosto 1869, il prof. Swift di Matton (Illinois), vide durante un’eclisse di Sole alcuni oggetti attraversare la Luna 20 minuti prima della totalità dell’eclisse. In Europa, i professori Hines e Zentmayer comunicarono a Les Mondes di Parigi, di aver visto anch’essi tali oggetti che sembravano viaggiare in linee rette parallele. Il “Journal of the Franklin Institute” registrò un’osservazione identica;
  • 13 Maggio 1870, luci che variavano in numero, secondo gli osservatori inglesi, furono viste sul cratere Platone. Le luci si accendevano e si spegnevano alternativamente;
  • 1874, il signor Lamey, in l’”Annèe Scientifique”, descrive un gran numero di corpi neri attraversare la Luna.
  • 1874, Rankin testimonia di aver osservato punti luminosi durante l’eclisse di Sole;
  • 24 Aprile 1877, il professor Schafarik, di Praga, osservò un oggetto di un bianco accecante che attraversava lentamente il disco lunare e usciva da esso;
  • 20 Febbraio 1877, il signor Trouvelot, dell’”Osservatorio di Meudon” (Parigi) vide nel cratere Eudoxus una sottile linea luminosa, come un filo teso sul cratere;
  • marzo 1877, sull’”Astronomical Register” inglese fu riportato di una luce brillante sopra il disco lunare nel cratere Proclus; lo stesso mese ne apparve un’altra nel cratere Picard;
  • 21 marzo 1877, C. Barrett, astronomo inglese, vide una luce brillante sul cratere Proclus;
  • 21 Marzo 1877, il professor Henry Harrison di New York, vide una luce sulla parte oscura della Luna;
  • Contemporaneamente Frank Dennett dall’Inghilterra, vide un piccolo punto luminoso nel cratere di Bessel;
  • 23 Novembre 1877, il dottor Klein comunicò al quotidiano scientifico francese “L’Astronomie”: “Vidi un triangolo luminoso sul fondo del cratere Platone”. La stessa notte dell’osservazione di Klein, alcuni astronomi statunitensi videro misteriosi punti di luce dirigersi verso Platone da altri crateri lunari, che si disposero a triangolo sopra il cratere Platone;
  • 27 Settembre 1881, oggetto luminoso si muove attraversando la Luna. È stato visto dal dottor Prescott in Arizona, dal dottor Warren E. Davy e da G.O. Scott, sempre in Arizona il 7 Marzo;
  • Tra il 21 Febbraio 1885 e il 19 Dicembre 1919, i fenomeni visti in vari crateri lunari comprendono: fumo rossiccio; un oggetto curvo come uno scudo; una zona nera che diventa bianca; qualcosa come un cavo luminoso nel cratere Aristarco; due luci l’11 Maggio 1885 che ripetono esattamente l’11 Maggio dell’anno seguente macchia nerissima con bordo bianco; macchia nera nel centro del cratere Copernico; oggetto nero come l’inchiostro sul bordo del cratere Aristarco; macchie nerissime sui crateri Lexall e Littrow;
  • 15 Novembre 1899, da Dourite nella Dordogna (Francia), fu vista alle sette del pomeriggio un’enorme “stella” bianca, rossa e azzurra che si muoveva come una cometa vicino alla Luna;
  • 10 Maggio 1902, il colonnello Markwick dal Devon meridionale vide molti oggetti colorati, come piccoli soli, che si muovevano in cielo vicino alla Luna;
  • 26 Novembre 1910, da Besancon fu visto come un imponente razzo partire dalla Luna durante un’eclisse di questa (La Nature-Francia). Nello stesso giorno, il “Journal of the British Association for the Advancement of Science” comunicò che era stata vista una macchia luminosa sopra la Luna durante l’eclisse;
  • 27 Gennaio 1912, F.B. Harris comunicò alla rivista inglese “Popular Astronomy” di aver visto sulla Luna un oggetto scurissimo di circa 250 metri di lunghezza e 150 di larghezza, simile ad un immenso corvo posato;
  • 29 Agosto 1917, oggetto brillante che si muove sopra il disco lunare (Bollettino della Società Astronomica di Francia);
  • 14-21 Giugno 1959, per varie notti consecutive Francesco Almor, illustre membro della “Società Astronomica Aster” di Barcellona, e molti altri suoi colleghi osservarono il passaggio di uno strano oggetto, o meglio un’ombra ellittica sul disco della Luna. La traiettoria dell’oggetto andava da sud a nord e oscillava ogni 15 secondi esatti ricomparendo esattamente ogni 35 minuti. Probabilmente l’oggetto si trovava ad una distanza dalla Luna di circa 2000 Km ed aveva un diametro di circa 35 Km. Ci fu gran sorpresa e meraviglia tra tutti gli studiosi. Così come bruscamente era apparso, allo stesso modo l’oggetto scomparve dopo il 21 Giugno.
Vediamo altre interessanti anomalie:
  • Il 29 Marzo 1939, viene osservato un debole bagliore all'interno del cratere Copernico ed il gruppo di collinette vicino al centro non mostra i soliti contorni ben definiti, ma offuscati come se ci fosse della nebbia;
  • Il 19 Ottobre 1945, ancora Patrick Moore vide due punti luminosi brillare come stelle sulla parete del cratere Darwin, di solito molto scura;
  • Il 20 Giugno 1948, nel cratere Philolaus, verso nord-ovest, Raurn osservò, per oltre 15 minuti, dei bagliori con una tenue colorazione rossastra;
  • Il 2 Agosto 1948, Patrick Moore se ne stava a guardare il “Mare Crisium”, con lo scopo di disegnare una mappa dettagliata, quando si accorse che nel lato occidentale, presso Capo Agarurn, la cosa gli si presentò abbastanza difficile. Con grande stupore notò che la zona era ricoperta da una sostanza luminescente simile a nebbia;
  • Il 28 Ottobre 1963, Barr e Greenacre osservarono tre punti nella zona dei crateri Herodotus e Aristarcus: brilleranno di una luce rosso-arancio per cinque minuti;
  • Il 17 Luglio 1969, in contemporanea con l’Osservatorio di Bochum, gli astronauti Armstrong e Aldrin, a bordo dell’Apollo 11, osservarono un punto luminoso accendersi nella zona del cratere Aristarcus.
Il 26 Agosto 1966 la sonda americana “Orbiter 1″ scattò una serie di foto sulla faccia nascosta della Luna. In una di queste si evidenziava la presenza di un cratere largo una cinquantina di Km fuso con le pareti di un cratere più piccolo. I crateri in discussione avevano indiscutibilmente la forma di un ottagono. Un esame più ravvicinato dell’area “Bullialdus-Lubinicky” e di “Tycho”, rivela la presenza di più servomeccanismi a X, di più di un cratere ad imbuto in corso di lavorazione e naturalmente di più segnali a croce sul bordo del cratere. G.H. Leonardnel suo libro Qualcun altro è sulla Luna (Somebody Else Is On the Moon), trae da questi fatti alcune conclusioni interessanti ed in particolare pensa che crateri di determinate dimensioni e con una forma caratteristica non si siano formati per impatto meteorico, o per fenomeni vulcanici o per altre cause naturali, ma grazie all'attività consapevole ed intelligente dei Seleniti. Precisa, infine, che parte del terreno che presenta il cosiddetto “effetto stagno” non è una reliquia di un remoto passato ma l’effetto dell’azione vaporizzante dei servomeccanismi fatti a X. Con un insieme d’attrezzature aventi un raggio d’azione che supera almeno 40 volte quelle usate sulla Terra, i Seleniti sono impegnati a polverizzare una montagna alta quasi 5800 metri. 

George H. Leonard, nel suo libro, dà spiegazioni dettagliate. Analizzando con molta cura le foto realizzate dalla sonda “Ranger VII”, Leonard si è accorto che il suo impatto lunare (31 Luglio 1964) era avvenuto a circa 350 chilometri dal cratere “Bullialdus”, guarda caso dove era stata già notata un’imponente apparecchiatura collegata ad un generatore e dove si era registrata un’intensa attività sismica. Una delle foto, che aveva sconcertato gli scienziati della NASA, mostrava sei oggetti costruiti con notevole maestria ed una nuvola di foschia o di vapore che fuoriusciva da una protuberanza a forma di torretta. Leonard ha dedotto subito che la sonda “Ranger VII” fosse stata programmata per individuare proprio questo bersaglio e scoprire così il grande mistero. Ha dichiarato poi che la zona era molto probabilmente un parcheggio per cosmoaerei all’esterno di una delle entrate principali di una città sotterranea. 
Leonard afferma ancora che esaminando più da vicino un determinato tratto di terreno lunare, ha la sensazione di trovarsi davanti a lavori di mimetizzazione, a contraffazioni, ad una messinscena, probabilmente perché i Seleniti non vogliono presentarci la superficie lunare com'è veramente. Lo studio di molte foto lunari lo porta a considerare il fenomeno dei solchi scavati dai massi che sono rotolati lungo il pendio di qualche rilievo. La NASA stessa ha ammesso di non poter dare alcuna spiegazione sulla causa che ha fatto rotolare i massi. Leonard si chiede: "ma sono stati proprio quei massi a scavare i solchi?" 
Nel continuare la ricerca egli ha scoperto che nella foto 67-H-1135 l’oggetto più piccolo che vi compare ha lasciato una scia, che è la più lunga di tutte, ed è uscito da un cratere prima di continuare la corsa giù per la collina. E sul masso in questione s’intravede un disegno simmetrico. Un messaggio dei Seleniti? La foto 67-H-758 rappresenta un edificio, un veicolo o una forma di vita. Uno degli enigmi più difficili da spiegare riguarda i raggi bianchi che fuoriescono da molti crateri e si diffondono in tutte le direzioni. Ci sono raggi così larghi che non è possibile distinguerli singolarmente perché formano una massa bianca intorno al cratere; altri sono stretti come linee di gesso. E nessuno sa come si sono formati. I Fenomeni transienti Lunari potrebbero essere prodotti da un’attività industriale che elimina i gas per pompaggio, quindi ci devono essere momenti in cui i termofusori interrompono l’attività e i bagliori si spengono. Leonard è dell’opinione che il cratere “Tycho” sia una zona di notevole interesse: in un’area di circa 1800 ettari vi é un’intensa attività e vi è presenza d’enormi costruzioni. Ci sono poi i “terreni raschiati” visibili all’estremità di alcuni crateri più piccoli. Il terreno raschiato ha sempre forma di un quadrato o di un rettangolo. Nella maggior parte dei casi le aree raschiate e livellate si trovano ad intervalli di 90° intorno al cratere. Sembra abbastanza credibile che questi terreni raschiati e livellati siano il risultato di un’attività intelligente. Forse stanno ad indicare i luoghi dove alcuni oggetti si poserebbero durante i lavori di vaporizzazione del cratere? Nel 1971, quando il modulo lunare dell' Apollo XIV atterrò sulla superficie lunare, l'equipaggio comprese che il loro sbarco era stato osservato a distanza da un oggetto volante semi-trasparente a forma di piramide. Era fermo a pochi metri dalla superficie, emettendo i colori cangianti dell'arcobaleno contro il cielo nero. Al ritorno sulla Terra, quando un giornalista chiese all'astronauta Edgar D. Mitchell come avesse vissuto questa esperienza, egli rispose: "abbiamo avuto l'impressione di non essere soli ed essere costantemente osservati. Ma non avevamo alternative, se non quella di pregare." Johnston, che ha lavorato presso il Centro Spaziale di Houston e ha studiato foto e video scattate durante il programma Apollo, un giorno ha avuto una conversazione con Richard Hoagland sugli oggetti trovati sulla Luna. Egli ha dichiarato che la NASA era molto seccata, a causa del numero considerevole di oggetti misteriosi di provenienza ignota che sono stati elencati costringendo l'ente spaziale a fermare tutti i programmi futuri di volo con equipaggio sulla Luna. I ricercatori della NASA sono particolarmente interessati in strutture che ricordano antiche città scomparse. Le foto mostrano una configurazione molto regolare geometrica basata su costruzioni quadrate e rettangolari. Assomigliano nell'aspetto a delle città sulla Terra, se viste dallo spazio da un'altezza di 8 km o 5.

Non c’è dubbio, dunque, sul fatto che la Luna sia stata teatro di strani avvenimenti e che probabilmente costituisca già da molto tempo una base d’appoggio per le civiltà extraterrestri. Ma l’episodio più interessante, proposto dagli astronomi, risale all’anno 1954. Proprio in quel periodo la Luna salì sugli onori della stampa quotidiana poiché il noto selenologo H.P. Wilkins, in una trasmissione radiofonica nazionale inglese, ebbe modo di intrattenere gli ascoltatori su vari aspetti del nostro satellite e nell’occasione rivelò la scoperta di un gigantesco ponte “naturale”. La notizia era abbastanza insolita ma acquistò notevole valore perché il dottor Wilkins era ben noto nel campo scientifico per la sua grande mappa lunare (7,5 metri di diametro) che gli era costata ben 25 anni di lavoro. Questo fatto “marginale” gli diede la notorietà, giacché il dettaglio lunare innescò una serie di rappresentazioni tanto pittoresche quanto immaginose da attribuirgli dimensioni fantastiche e né mancò chi pensò di addossare la sua costruzione ai Seleniti, gli antichi abitatori lunari. Il ponte era stato localizzato sulle rive orientali del “Mare Crisium”, situato presso il bordo occidentale della Luna e ben noto per la sua forma regolare. A metà circa delle sue rive orientali, in prossimità del luminoso cratere Proclus, che diffonde la sua corona di larghi raggi su gran parte del fondo cupo e vellutato del “mare”, si notano due prominenze rocciose che si fronteggiano, che nei piccoli strumenti appaiono rigorosamente simmetriche e che prendono il nome di “Promontorium Olivium” e “Promontorium Lavinium”. Il paesaggio intorno non è molto tormentato. Ad ovest affiorano, dalla coltre scura del “Mare Crisium”, ruderi di un piccolo circolo parzialmente sepolto, “Yerkes”, accompagnato da una bassa scogliera diretta al nord che lo collega ad un piccolo cratere, ma assai profondo, “Yerkes E”.I due promontori non sono nettamente separati: un gruppo di dettagli molto delicati li congiungono ed uno di questi è il ponte. Pochi giorni dopo la Luna Piena, secondo le osservazioni di Wilkins, l’ombra del ponte si proietta nettamente sul tratto scuro ed uniforme che sta tra i promontori e Yerkes.Com’era nata questa scoperta? Wilkins, ai primi di Agosto del 1953, ricevette una lettera da J.J. O’Neill, redattore scientifico del “New York Herald Tribune”, che gli annunciava di aver scoperto il 28 Luglio, per mezzo di un rifrattore di 100 mm, un gigantesco ponte naturale sulle rive del Mare Crisium, collegante due montagne separate da un intervallo di circa due miglia. O’Neill chiedeva conferma della sua scoperta e Wilkins non poté far altro che confermare, nonostante fosse abbastanza scettico inizialmente.
La foto 67-H-327 mostra un cratere il cui orlo è indubbiamente a forma d’esagono. Nel punto culminante si trova l’oggetto appollaiato all’interno dell’orlo e sembra una campana subacquea sui trampoli: questo presenta una somiglianza straordinaria con alcuni veicoli terrestri destinati all’allunaggio. 
La Luna ha una superficie piena di contrassegni assai interessanti. C’è una presenza di geroglifici, di segni o contrassegni dei quali quello che si ripete di più è quello dell’albero della vita. E sempre è chiuso in un cerchio o in un ovale. Sulla Luna si trovano pure segnali o frecce direzionali. L’esempio più significativo si trova sugli altipiani nei pressi del cratere “King”.Sulla Luna è visibile una struttura interessante che assume la forma di una torre esile e slanciata, alta un chilometro e mezzo e forse più. È una delle prove più chiare ed evidenti della presenza d’esseri intelligenti. Le torri sono invariabilmente diritte ed allungate e, cosa ancor più interessante, quando si trovano su un rilievo o su un massiccio montuoso, si trovano sempre nel punto più alto. Si possono così riassumere:
  • Antenne in cima alle montagne;
  • Torri collegate da un cavo o da un filamento;
  • Torri isolate che si ergono verticalmente dal terreno; strutture anomale: strutture a S che si alzano verso il cielo, torri a zig-zag e parallele; ci sono fenomeni che sfuggono ad una precisa classificazione per la loro eccentricità.
Il libro Qualcun altro è sulla Lunatermina con un’affermazione di Sam Wittcomb, ex dipendente della NASA, dopo aver espressamente affermato che gli addetti alle ricerche spaziali non possono assolutamente parlare di quanto sanno sulla Luna e su altre missioni nei vari pianeti: "Nella primavera del 1975 si sono riuniti scienziati provenienti da molti paesi. L’incontro si è svolto in Inghilterra. Volevano parlare con calma degli extraterrestri e delle loro attività. Molti responsabili politici però si sono spaventati. Hanno invitato un fisico del Colorado, un certo Joachim Kuetner, che aveva lavorato al programma lunare e sapeva quello che accade lassù. Aveva notizie di prima mano sulla frenetica attività edilizia e sugli scavi in corso, sulla vaporizzazione dei crateri e sui lavori d’incisione e rifinitura dei rilievi e delle creste dei crateri. Non so esattamente di cosa abbiano parlato. Ma puoi scommettere che sanno benissimo che la Luna non appartiene più al popolo della Terra, se mai lo è stata. La Luna è loro."

La Nasa e il Brookings Report.

9 luglio 2013

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09 luglio 2013.

Ventinove luglio 1958. In risposta al riuscito lancio del satellite spaziale sovietico Sputnik, il Presidente Eisenhower firma il National Aeronautics And Space Act, fondando ufficialmente la Nasa. La Nasa era inizialmente costituita da un'agenzia governativa già esistente chiamata NACA e da alcuni reparti dell'Esercito e dell'Aviazione Militare. 
La Nasa venne creata per portare gli Stati Uniti in orbita e per competere al nuovo obiettivo dell'umanità: esplorare lo spazio e il nostro sistema solare. Il Presidente Eisenhower ed il Congresso incorporarono la Nasa nel dipartimento della Difesa; la ragione ufficiale fu quella di evitare che i sovietici rubassero la tecnologia statunitense. 
Alcuni credono che il vero motivo di questa classificazione non fu nascondere informazioni ai sovietici, bensì celare questa tecnologia al popolo americano. Nell'atto congressuale che ha costituito la Nasa c'è scritto che niente di tutto ciò che viene scoperto è soggetto a classificazione, ma di fatto viene tenuto segreto e nascosto al popolo americano.
Il rapporto Brookings che venne commissionato dalla Nasa subito dopo la costituzione della Nasa stessa, venne richiesto con lo scopo di decidere che cosa avesse dovuto fare la Nasa nel caso fosse avvenuto un contatto extraterrestre, e che cosa avrebbero fatto se avessero trovato degli oggetti sulla Luna o su Marte, o se avessero avuto un contatto diretto con un'intelligenza superiore. 
Il 14 dicembre 1960, l'Istituto di ricerca Brookings di Washington ha pubblicato un rapporto elaborato nel corso del 1960 per la NASA dal titolo "studi proposti sulle implicazioni delle pacifiche attività spaziali per le vicende umane", tra cui una sezione intitolata "Implicazioni della scoperta di vita extraterrestre". La relazione esaminava gli effetti di un possibile incontro con una vita extraterrestre: "E' possibile che, se l'intelligenza di queste creature fosse sufficientemente superiore alla nostra, forse avrebbero scelto di avere poco o nessun contatto con noi ... "(New York Times, 15 dicembre 1960)
La scoperta di esseri intelligenti proveniente dallo spazio potrebbe avere un grave effetto sul pubblico, secondo un rapporto di ricerca pubblicato dalla National Aeronautics and Space Administration. Il rapporto ha avvertito che l'America deve prepararsi a subire e a doversi confrontare con l'impatto psicologico di una tale rivelazione.
Il rapporto di ricerca ha dichiarato: "Società sicure del proprio posto nell'Universo si sono disintegrate quando si sono dovute confrontare con una società superiore", dice il rapporto della NASA. "Gli altri sono sopravvissuti anche se hanno modificato i loro usi e costumi. [...]." Anche se il problema UFO non è stato indicato come motivo per lo studio, senza dubbio è stato un fattore importante. La paura della reazione del pubblico ad una ammissione della realtà UFO è stata citata come la ragione principale per la segretezza nei primi anni dell'indagine AF. Nel 1958, il Prof. Harold D. Lasswell della scuola di diritto di Yale ha dichiarato: "Le implicazioni degli UFO possono essere viste con sospetto da civiltà più avanzate e che i nostri tentativi di ottenere un punto d'appoggio altrove possono essere respinti come una minaccia per gli altri sistemi di ordine pubblico." (UFO Investigator, dicembre 1958.) [... ] Tutte le informazioni disponibili sugli UFO dovrebbero essere rese di dominio pubblico, in modo che saremo preparati per ogni evenienza."
Il “Brookings Report” del Novembre 1960, redatto dal Brookings Institute di Washington ed intitolato “Proposed Studies on the Implications of Peaceful Space Activities for Human Affairs”, è un’analisi sugli aspetti sociologici ed antropologici di un possibile evento di “contatto” con una realtà aliena. Tale rapporto, preparato per la NASA e presentato dal Committe on Science and Astronautics alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America il 18 Aprile 1961, raccomandava di effettuare ricerche nell’area sociologica ed antropologica che si occupa di studiare “il comportamento delle persone e dei loro leaders quando si confrontano con eventi drammatici e non familiari, o con pressioni sociali”.
Il testo focalizzava inoltre l’attenzione anche sull'eventualità di preparare studi ed incontri ad hoc per comunicare la scoperta di una presenza aliena, discutere degli scopi che invece potrebbero muovere all’insabbiamento delle informazioni sulla scoperta della vita extraterrestre (“withheld from the public”, letteralmente nascosto al pubblico), e su quale potrebbe essere il ruolo che gli scienziati della scoperta ed altre personalità dal potere decisionale rivestirebbero nell'annuncio della scoperta che non siamo soli nell’Universo. Leggiamo a pag. 216 cosa si raccomanda: “[…] Historical and empirical studies of the behavior of peoples and their leaders when confronted with dramatic and unfamiliar events or social pressures. Such studies might help to provide programs for meeting and adjusting to the implications of such a discovery. Questions one might wish to answer by such studies would include: How might such information, under what cirucumstances, be presented or withheld from the public for what ends? What might be the role of the discovering scientists and other decisionmakers regarding release of the fact of discovery?” Ma il passo più significativo è senz’altro quello che si riferisce al collasso culturale e sociale, a pag. 215, ove si dice: "[…] Anthropological files contain many examples of societies, sure of their place in the universe, which have disintegrated when they had to associate with previously unfamiliar societies expousing different ideas and different life ways; others that survived such an experience usually did so by paying the price of changes in values and attitudes and behavior.” Traducendo: “Studi antropologici, archiviati, contengono diversi esempi di società, sicure del loro posto nell’Universo, che si sono disintegrate quando dovettero venire a confronto con società a loro non familiari ed a loro anteriori, mostranti idee differenti e stili di vita differenti; altre sopravvissero ad una tale esperienza generalmente pagando il prezzo di cambiamenti nei valori, nelle attitudini e nei comportamenti.”
Secondo Neil Armstrong (il primo uomo a metter piede sulla Luna), gli alieni hanno una base sul nostro satellite e ci dicono, in termini piuttosto decisi, di stare alla larga dalla Luna. A quanto dicono i rapporti finora noti, sia Neil Armstrong che Edwin Aldrin videro degli UFO dopo il famoso atterraggio sulla Luna dall'Apollo 11 il 21 luglio 1969. Uno degli astronauti riferì di aver visto una "luce" sopra e dentro un cratere durante la ripresa televisiva, seguita da una richiesta di maggiori informazioni da parte del controllo missione. Ecco il dialogo che si sarebbe svolto fra Luna e Terra: 
NASA: Che cosa c'è? Controllo missione chiama Apollo 11...
Apollo 11: Quei "cosi" sono enormi, mio Dio ! Enormi! Oh, mio Dio, non ci credereste ! Vi dico che stiamo vedendo altre ' navicelle qui fuori. Sono ferme sul bordo del cratere ! Sono sulla luna e ci stanno osservando!
Un professore, che ha voluto rimanere anonimo, ha inviato alle organizzazioni ufologiche il seguente resoconto di un dialogo da lui avuto con Neil Armstrong durante un simposio della NASA: 
Professore: Che cosa accadde veramente fuori dell'Apollo 11?
Armstrong: Una cosa incredibile, anche se noi abbiamo sempre saputo di questa possibilità. Il fatto è che loro (gli Alieni) ci hanno intimato di allontanarci! 
Professore: Che cosa vuole dire "intimato di allontanarci" ?
Armstrong: Non posso entrare nei dettagli, posso solamente dire che le loro astronavi sono di gran lunga superiori alle nostre sia per dimensioni che per tecnologia. Accipicchia se erano grandi!... e minacciose!
Professore: Ma la NASA ha ugualmente inviato sulla Luna altre missioni dopo l'Apollo 11... .
Armstrong: Naturalmente. la NASA le aveva già annunciate a quel tempo, e non poteva rischiare il panico sulla Terra.
Secondo l'ufologo americano Vladimir Azhazha, "Neil Armstrong disse al Controllo Missione che due enormi oggetti sconosciuti stavano osservando lui ed Aldrin dopo l'atterraggio sulla Luna. Ma questo messaggio non è mai stato ascoltato dal pubblico, perché la NASA lo ha censurato."
Aleksandr Kasantesev afferma che Buzz Aldrin fece un film a colori dell'UFO da dentro la navicella, e continuò a filmare loro, Armstrong e lui stesso anche quando furono fuori. Armstrong confermò che la storia era vera, ma rifiutò di dare ulteriori dettagli, poi ammise che la CIA voleva nascondere l'accaduto.
Occorre inoltre aggiungere che da tempo circola su internet un file audio che riporta la conversazione tra gli astronauti ed il centro di controllo di Houston, captata da  diverse stazioni radio terrestri a frequenza ultrarapida, prima che la NASA la sopprimesse nella trasmissione televisiva che illustrò l’arrivo di Apollo XI sulla Luna (nonostante la NASA affermi il contrario, esisteva infatti una leggera differita tra le reali comunicazioni Nasa-Apollo e quelle ritrasmesse al mondo). 
Ecco il testo integrale: 
Astronauta 1: Ma cos'è quello? 
Astronauta 2: Avete una spiegazione? 
Houston: Non vi preoccupate, attenetevi al programma! 
Astronauta 1: Mio Dio, ma è incredibile, questo è fantastico, non lo potreste mai immaginare! Houston:Sappiamo di questo, andate dall'altra parte! 
Astronauta 1: Ma che diavolo è quello? È incredibile ...... Dio ... ma cos'è? Allora, me lo dite? Houston: Cambiate frequenza, usate Tango, Tango! 
Astronauta 1: Allora è una forma di vita, quella!
Houston: Cambia frequenza. 
Houston: Usa Bravo Tango, Bravo Tango, scegli Jezebel, Jezebel! 
Astronauta: ......sì! ..... ma tutto questo è incredibile! 
Houston: Passa su Bravo Tango, Bravo Tango! 

A questo punto la comunicazione viene interrotta.

Alcuni ricercatori credono che le prove tenute nascoste dalla Nasa, si possono trovare nello stretto legame dei loro scienziati fondatori e alcune società segrete. L'attività aliena sulla terra e nel nostro sistema solare è una realtà, che ormai non si può più nascondere.

Fonte:




Nel cielo dell’alto Polesine è stato segnalato l’avvistamento di un O.V.N.I. ben visibile.

25 maggio 2013

Rovigo, 24 maggio 2013 - Alle 22.30 circa di mercoledì nel cielo dell’alto Polesine è stato segnalato l’avvistamento di un oggetto volante non identificato ben visibile. Non è la prima volta che accade, del resto se c’è una zona che pare vocata alle visite aliene questa è il Polesine, dove l’Usac (il centro accademico di studi ufologici) ha catalogato oltre agli avvistamenti Ufo (una trentina quelli approfonditi dagli esperti del centro) anche altri strani fenomeni: come l’Homo Saurus, un bipede dall’aspetto di rettile, corpo squamoso, che si muoverebbe tra i due principali fiumi del Polesine e i suoi affluenti. Per saperne di più.....

Fonte:


"Satellite spia alieno intorno alla Terra?"

27 aprile 2013

Un satellite spia di origine aliena potrebbe essere in orbita intorno alla Terra e potrebbe risalire a circa 50.000 anni. Secondo lo scienziato russo Dr. Maskud Chernova,nei primi anni '90 in una conferenza a Ginevra, aveva riferito ai giornalisti che la Russia e gli Stati Uniti sapevano della presenza dell'artefatto. 
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I russi avevano ipotizzato che l'oggetto fosse stato messo in orbita dagli  americani i quali a loro volta credevano che l'origine del dispositivo, fosse un artefatto russo. Il satellite spia alieno è stato rilevato nel 1988 dai radar sovietici, anche se gli Stati Uniti non avevano traccia sull'esistenza del dispositivo che e' stato rilevato durante gli anni '80. Il satellite ha la forma di un diamante, considerato abbastanza grande per l'epoca in cui è stato scoperto ed è dotato di un campo di forza molto potente che respinge il percorso delle sonde che gli si avvicinano. Anche la distanza dell'orbita è notevolmente superiore a quella di qualsiasi altro satellite terrestre, e secondo le poche informazioni  che abbiamo sul satellite   spia alieno, gli scienziati credono che abbia la capacità di assorbire informazioni sulla Terra attraverso un potente trasmettitore radio che vengono inviate a quella civiltà che lo ha creato. La cosa sorprendente è che quando i russi avevano cercato delle informazioni sul manufatto dagli americani, la NASA nego' di possedere il misterioso satellite,  iniziando cosi' un'indagine per scoprire a chi potrebbe appartenere visto che l'oggetto non era né di origine russa né americana, è solo il Giappone e la Francia erano in grado di viaggiare nello spazio attraverso le loro sonde che non avevano niente a che fare con il dispositivo che dovrebbe essere in orbita intorno alla Terra ad una notevole distanza. Sia i russi che gli americani in un primo momento avevano ipotizzato che fosse un manufatto costruito da una delle parti belligeranti durante la guerra fredda ed era conosciuto come un oggetto che appare nella popolare serie (Star Wars). Secondo le dichiarazioni del Dr. Chernova, c'era solo una spiegazione dell'oggetto; forse si trattava di un satellite spia di origine aliena. I funzionari degli Stati Uniti hanno rifiutato di affrontare il dibattito a seguito delle domande del Dr.Chernova, riferendo che non era possibile che l'artefatto era di origine extraterrestre. In occasione della conferenza i funzionari hanno aggiunto che l'oggetto non costituiva un pericolo per l'umanità e che la NASA non voleva più affrontare quella questione. Uno dei circa 200 scienziati che hanno partecipato ai progetti relativi alla corsa nello spazio degli Stati Uniti e Unione Sovietica nel corso della Guerra Fredda, il dottor George Milliard un astronomo francese aveva rilasciato delle informazioni sulla presenza di un satellite spia alieno, riferendo che era un oggetto mai visto prima dal genere umano, e che potrebbe essere la prova sull'esistenza di un mondo di spie extraplanetarie. Secondo Milliard, l'orbita del satellite lontano dalla Terra ha una quota molto più alta rispetto a qualsiasi satellite terrestre; forse l'oggetto è stato progettato per rimanere nello spazio a tempo indeterminato e che il satellite potrebbe essere stato messo in orbita 50.000 anni fa da una civiltà dotata di una una tecnologia molto avanzata rispetto alla nostra per cui si ritiene che siamo spiati dagli inizi della civiltà sulla Terra. Per il momento dalla conferenza di Ginevra nei primi anni '90 sono emersi  solo enigmi,e da allora non sono trapelate informazioni affidabili in materia su quel satellite spia alieno la cui presenza verrebbe nascosta e tenuta in segreto.

Fonte:
http://coscienzaliena.blogspot.it/

"Il Caso Amicizia e gli Alieni W56".

2 aprile 2013
02/04/2013.

Il caso “Amicizia” fu uno straordinario caso Italiano di contatto tra entità aliene ed esseri umani, rimasto segreto per quasi mezzo secolo. A Pescara, capoluogo dell'omonima provincia nell'Abruzzo,  è una regione dell'Italia peninsulare, al centro di un'area metropolitana di oltre 350.000 abitanti, negli anni ’50/’70, un gruppo di extraterrestri avrebbe contattato direttamente un insospettato numero di persone residenti in quell'area geografica d'Italia. Il progetto fu chiamato "Amicizia". Gli umani sarebbero stati portati da queste entità aliene in alcune basi extraterrestri e a bordo di alcuni UFO. La storia di “Amicizia” è senza dubbio uno dei casi più interessanti e importanti della storia dell’ufologia moderna.  Il numero dei testimoni diretti ancora in vita, la mole di materiale conservato (foto, video, registrazioni audio), la stessa durata della vicenda (più di venti anni), ne fanno il caso di contatto tra umani e popoli di altri mondi meglio documentato di cui, ad oggi, si abbia conoscenza. I personaggi coinvolti erano di alto livello sociale e culturale. Il leader del gruppo italiano era Bruno Salmaciccia. Ricordiamo che il caso “Amicizia” si distingueva da altri casi ufologici per il fatto che le entità extraterrestri coinvolte erano quasi identici a noi, a parte le loro stature che variavano sino a raggiungere un'altezza di 3,50 m.  A dire di molti "contattati" diverse creatura aliene da loro conosciute nel corso di quegli anni erano in grado di parlare diverse lingue terrestri, addirittura alcuni di loro conoscevano anche alcuni dialetti, ed erano esseri molto intelligenti.
La storia di questo eclatante caso ufologio è raccontata nel libro "The Amazing Story of Mass Alien Contact that Began in 1956 - 50 years of Amicizia" di Stefano Breccia, uno stimato ufologo italiano con un importante curriculum nel campo dell'ingegneria elettotecnica che ha insegnato in molte università italiane e straniere. L'autore ha investigato il caso "Amicizia" per molti decenni durante i quali ha potuto parlare direttamente con i testimoni. Nel libro Breccia include la testimonianza di Bruno Sammaciccia, importante studioso italiano laureato in Psichiatria e Psicologia e autore di ben 160 libri. Nella sua testimonianza Sammaciccia afferma di aver interagito direttamente e fisicamente con gli extraterrestri per alcuni decenni.

Alieni - "Le Civiltà Extraterrestri ad oggi conosciute".

02/04/2013

Le ricerche spiegate in questo testo, sono il frutto di un lavoro personale che sto portando avanti da molto tempo. Ogni ricerca, dedicata ad una diversa razza aliena, è scritta in modo riassuntivo, esposta attraverso grandi linee tematiche che abbracciano molteplici discipline, come tengo a precisare che ogni ricostruzione è il frutto di una ricerca individuale e che non costituisce una verità assoluta nel campo della ricerca dell’ufologia o riguardante lo studio delle civiltà aliene, specie quelle legato al fenomeno delle interferenze aliene. Quanto in circolazione su internet o in varie riviste o libri di settore, presenta basilari spunti riflessivi molto importanti e che in parte ho incluso nelle mie ricerche. Praticamente ho avviato un lavoro di sintesi, in grado di accomunare diverse fonti (non soltanto personali), che hanno contribuito alla stesura di una visione più chiara e semplificata del problema alieno, come sarà possibile riscontrare sostanziali differenze tra una descrizione e l’altra, dovuta alla diversa conoscenza personale delle razze aliene in questione. Ovviamente tutte le ricerche qui presenti, sono soltanto un primo approccio ad una tematica di vasta portata, siamo soltanto all’inizio di un lungo viaggio dove era necessario togliere della nebbia che si era addensata in modo pericoloso. Sono sempre stato convinto che un problema, di qualsiasi natura o entità, lo si può conoscere e contrastare, anche combattere, solamente se lo si comprende realmente, togliendo incrostazioni, luoghi comuni e inesattezze. La capacità di una civiltà evoluta, fondamentalmente, è quella di essere in grado di camuffarsi per ciò che in realtà non è, soprattutto dimostrando a civiltà inferiori o con meno conoscenze, realtà inesistenti, quasi sempre attingendo a dogmi secolari e religiosi.demoni, che un tempo hanno popolato i vari pantheon delle precedenti civiltà terrestri, attraverso le nuove conoscenze di questi ultimi anni sono diventati alieni, non solo perché sono cambiati loro stessi (sono sempre rimasti così da centinaia, forse migliaia di anni), ma perché è cambiato il nostro modo di conoscerli, studiarli, e più ci si addentra in questo complicato reticolo di conoscenze aliene, più ci avviciniamo anche alla verità. Le origini dell’Uomo sono ancora avvolte da grosse lacune e certezze accademiche inossidabili e fuorvianti, unite anche in casi di religioso misticismo conservatore, pertanto era necessario volgere lo sguardo altrove, alla ricerca di strade alternative, capaci di contribuire ad una maggiore consapevolezza di se stessi e della propria storia in relazione con il cosmo che ci circonda.

Le razze aliene coinvolte nei rapimenti
Allo stato attuale conosciamo una trentina di razze o civiltà aliene, o meglio extraterrestri, (anche se abbiamo la quasi certezza che il numero superi abbondantemente le centinaia, almeno per la nostra Galassia) di cui una ventina coinvolte nel problema delle abductions, e che possono essere distinte in Umanoidi (dall’aspetto umano) e Antropomorfi (dall’aspetto umano-animale). Tra gli Umanoidi possiamo riconoscere: Mutaforma, Caprini (Gregari), Satanidi a 6 Dita, Luciferini (Esseri di Luce), Umanoidi Siriani, Umanoidi della Akasha Andromediani, Mezzaluna, Bambini Bianchi, Senza Volto (Uomo Falena) e Lilithiani (Immortali). Tra gli Antropomorfi invece: Felini (Sek), Canidi (Anubis), Horus (Falconiani), Theuthiani (Ibisiani), Mantidi (Insettoidi), Sauroidi, Grigi (EBE), Lemuri, Saturniani, Arieti e Taurini.
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Umanoidi - Tra le razze più conosciute e che sono a più livelli coinvolte nel problema dei rapimenti, si distinguono:Mutaforma, in realtà non si tratta di una civiltà aliena, ma bensì terrestre. La sua caratteristica è quella di mostrarsi all’addotto sotto mentite spoglie, quasi sempre alieno/divine e in grado di alterarne la propria percezione. Seppure sia prematuro parlarne, si tratta di una civiltà primordiale e antichissima, che nel corso della storia universale e più in specifico del nostro pianeta, ha assunto le più diverse forme e velleità divine. Quella dei Caprini (Gregari), forse animica, è una razza umanoide tra quelle a noi più prossime. Dall’aspetto insolito, alti più di due metri, sono simili a noi, ma si differenziano per una costituzione fisica più possente, muscolosa, testa tipicamente umana con presenti delle corna, spesso viste rovesciate. Dal tronco in giù il fisico si assottiglia, i fianchi sono più stretti e le gambe finisco per avere una forma quasi pesciforme. Il mito dell’antico Fauno, del Sagittario o del Capricorno, trovano compimento in una razza aliena atipica, ancora in fase di studio. Seguono i Satanidi a 6 Dita, entità incorporee che abitano addirittura in un Universo parallelo al nostro e che interagiscono con noi operando all’interno di robot umanoidi. E’ il Diavolo tentatore, il vampiro che si nutre delle nostre emozioni, il satanico demone che cerca di impossessarsi della nostra Anima. Dalle spiccate capacità di controllare l’addotto attraverso un complesso e in parte sconosciuto sistema eterico, è in grado di soggiogare una persona sino a renderla succube ad ogni suo volere. A livelli infidi si trovano i Luciferini (Esseri di Luce), anticamente identificati con il mito di Lucifero, del portatore di Luce, sono esseri formati di plasma che, come una metastasi, parassitano ogni forma vivente che incontrano sul loro cammino. Si presume che nascano da delle risacche di materiale energetico, residuo delle nebulose dalle quali nascono le stelle e i pianeti dei tanti sistemi solari presenti nell’Universo. Gli Umanoidi (Siriani), invece, sono una delle più complesse e affascinati civiltà che esistono, quasi del tutto simili a noi nell’aspetto, a parte una costituzione fisica più possente, provengono dal sistema solare di Sirio, nella costellazione del Cane Maggiore. Questa civiltà, che a più livelli ha avuto con noi innumerevoli interferenze, possiede tutta la nostra mappatura genetica e sono la civiltà più prossima al genere Umano. Alcuni di loro vivono da sempre in mezzo a noi, anche in posizioni di rilievo, con la chiara intenzione di controllarci, studiarci e se necessario, modificare il corso degli eventi per determinati loro piani strategici. Ritroviamo nuovamente, ma sotto una diversa ottica, gli Umanoidi (Akasha Andromediana), civiltà della stessa origine di quella sopra descritta, ma che ad un certo punta della loro storia ha subito una scissione interna, dividendosi per perseguire obbiettivi contrapposti. Formata essenzialmente da entità spirituali, si presume che una possibile civiltà viva sparsa in varie costellazioni della nostra Galassia, tra cui quella di Andromeda. Si pensa che questa razza, abbia alcune basi sparse sul nostro pianeta e che alcuni di loro, vivono in mezzo a noi in incognito. I Mezzaluna sono una delle più affascinati nuove razze scoperte, da sempre presenti sul nostro pianeta, dal momento che antiche culture primitive avevano disseminato tutto il mondo di sculture umanoidi con le loro fattezze, non conosciamo ancora le funzioni che svolgono, anche se hanno una tecnologia medica all’avanguardia; dal poco che sappiamo su di loro, sembra che non siano originari della nostra Galassia. I Bambini Bianchi, invece, sono una razza che si palesa il meno possibile per evitare eccessive intromissioni nel nostro percorso evolutivo, pertanto, le informazioni a riguardo sono ancora parziali e per buona parte sconosciute. Possiamo considerarli come la versione buonista dei Grigi (Ebe), ma mentre questi ultimi sono pressoché schiavi delle razze aliene a loro superiori che conducono le adduzioni, i Bianchi sono invece degli inservienti al servizio di civiltà aliene più evolute. Per quanto svolgano funzioni e lavori tra i più disparati, non sono discriminati ma considerati degli ottimi aiutanti e, in quanto tali, tenuti in grande considerazione.
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Antropomorfi - I Felini (Sek), sono originari del sistema solare di Regolo, nella costellazione del Leone, razza altamente sofisticata ed avanzata è sempre stata presente sin dalle origini della civiltà umana sulla Terra, condizionando fortemente credenze e religioni. Molto probabilmente fa parte di un elite di potere o Gerarchia Superiore e si presume condivida con essadeterminati obbiettivi, anche se predilige spesso collaborare con razze aliene da loro controllate, come gli Umanoidi Siriani, con i quali condividono molti aspetti esistenziali. Nella stessa Gerarchia si pensa ne faccia parte anche la razza dei Canidi (Anubis), dalla forma fisica umanoide/canina, proveniente presumibilmente dal sistema solare di Procione, nella costellazione del Cane Minore. Anticamente, la figura del cane era legata al mondo dei morti e dell’oltretomba, nella realtà aliena assume il ruolo di guardiano nei confronti di una Gerarchia Inferiore, composta da razze aliene che attivamente portano avanti il progetto delle Abductions. Tra questi, in un ipotetico vertice, si riconosce la razza aliena degli Horus (Falconiani), dall’aspetto di gigantesche aquile o falchi deformi, provenienti da Al Nitaq, la prima stella della famosa Cintura di Orione. Esseri dotati di un forte potere telepatico, sono la figura ancestrale della bestia demoniaca, associata a culti antichi e carichi di simbolismi arcani. Si presume siano i costruttori di quasi tutte le piramidi presenti sul nostro pianeta, soprattutto quelle egiziane, dato che è la costruzione tipica, presente sul loro pianeta di origine. I Theuthiani (Ibisiani), dal poco che conosciamo sappiamo che sono parenti lontani degli Horus, dal quale si sono poi divisi per una diversa evoluzione fisica e spirituale. Tendono a guarire le “ferite spirituali degli uomini”, chiedendo una sorta di tacito permesso alla Monade della persona coinvolta (soprattutto la parte Spirituale e Animica, escludendo la Mente, in quanto ritenuta corrotta). Sembra che non inseriscano microchip, mentre dalle rare visite fisiche, dato che interagiscono con noi per lo più a livello spirituale, prelevano del tessuto organico in grado di monitorare il nostro livello di mutazione genetica e, successivamente, di intervenire per arrestarne una ibridazione condotta dalle razze aliene della fazione avversaria. Una particolarità di queste entità aliene è quella di manifestarsi raramente negli esseri umani, e se ciò avviene, la forma o il nome che assumono, è quello di “Guardiani” o di veri e propri “Maestri” (ad esempio Ermete Trismegisto). Una particolare razza è quella delleMantidi (Insettoidi), esseri mostruosi dalla costituzione fisica dove predomina il gigantismo, sono entità aperte al dialogo, ma con una sopita o celata perfidia in grado di manipolare a più livelli il soggetto addotto. Dotate di astronavi dalla forma indefinibile, conducono sperimentazioni genetiche, spesso ai limiti della loro stessa sopravvivenza, succubi comunque dellaGerarchia Superiore che li ha aiutati nella loro evoluzione tecnologica. I Sauroidi, invece, sono la figura archetipica del diavolo dalla forma di Serpente, civiltà affamata di potere e che si distingue dalle altre, per una teatrale voracità. Originari del pianeta Terra, sono probabilmente i “veri terrestri” come loro stessi si definiscono e vivono sul nostro pianeta in basi sotterranee, anche in Italia, dove spesso escono fuori, alla luce del Sole. Quando ciò accade, non è raro che avvengano casi di mutilazioni o stragi di animali, sino ad arrivare a casi estremi di scomparsa di bambini o adulti, in quanto carnivori. I Grigi (EBE), invece, sono i più conosciuti e famosi extraterrestri, ma si scopre che in realtà sono una antica civiltà che, sull’orlo dell’estinzione, è scesa a patti con le suddette razze per sopravvivere, attraverso la clonazione e che ne deteriora le funzionalità. Sono degli schiavi che svolgono ogni più infimo lavoro, sono coloro che si presentano per primi all’addotto, con la chiara intenzione di rapirlo e di portarlo nelle astronavi, al cospetto dei loro signori e per compiere su di essi, esperimenti di routine. I Lemuri, di recente scoperta, sono probabilmente una delle più buffe razze aliene conosciute. Molto bassi di statura, si pensa meno di un metro, sono una forma animale bipede, simile ai nostri Lemuri, ma dalla corporatura ricoperta di un morbido pelo, spesso di colore bianco, marrone e grigio argentato. Ancora è ignota la loro provenienza, il grado di tecnologia che possiedono e la posizione di rilievo che hanno raggiunto all’interno di una scala gerarchica aliena. La razza deiSaturniani (Encelado) è invece autoctona del nostro sistema solare. Queste forme di vita si sono sviluppate in alcuni satelliti di Saturno, tra cui spicca Encelado, appunto, il quale essendo ricoperto di ghiaccio e grazie ai moti gravitazionali del gigante gassoso a cui ruota attorno, avendo un nucleo interno e caldo, presenta imprigionato un vero e proprio oceano di acqua allo stato liquido, dove si è sviluppata questa particolare forma di vita. Non potendo uscire dal satellite fisicamente, a causa di oggettivi limiti geologici (la spessa coltre di ghiaccio), sono stati in grado di farlo attraverso una sofistica evoluzione eterico-spirituale. Questi Enceladiani, a seguito di un lento declino del loro satellite e di una naturale e conseguente estinzione, sono scesi a patti con le suddette civiltà aliene, mettendo a disposizione della causa il loro potere spirituale per “agganciare” gli umani, fase preliminare di ogni futuro controllo. Si presenta nuovamente la razza dei Saturniani (Europa) questa volta originari dall’imponente sistema gioviano. Come i fratelli saturniani, non potendo uscire dal satellite fisicamente, a causa di oggettivi limiti geologici (la spessa coltre di ghiaccio), sono stati in grado, anch’essi, di farlo attraverso una sofistica evoluzione eterico-spirituale; civiltà altamente evoluta, si è tenuta in disparte in questo complesso scacchiere, scegliendo una strada neutrale. Esistono, inoltre, altre razze, tra cui alcune estinte o disperse come quella degli Arieti o dei Taurini, forme non aliene, probabilmente spirituali terrestri come i Senza Volto (Uomo Falena) e ibridi umani teoricamente immortali, iLilithiani.
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Non solo civiltà aliene, ma anche civiltà umane extraterrestri
Recentemente sono state fatte scoperte veramente incredibili, dove dopo attente analisi, è risultato del tutto chiaro che i rapimenti alieni fanno parte di un progetto interno ad un qualcosa di molto più ampio e complesso. La storia è molto più ampia e complicata, una storia che si è venuta creando in miliardi di anni di esperienza universale, una storia che non può esserne ridotta a poche migliaia e ad una manciata di mal ridotti protagonisti che disperatamente cercano la vita eterna. Esiste una dualità, è innegabile, come esiste il giorno esiste anche la notte, vero che il buio non è sinonimo di male, come la luce non lo è del bene, perché spesso ciò che è luminoso può essere più malvagio di ciò che è oscuro, ma sta a noi decidere queste differenze, in base alla coscienza che avremo raggiunto. Esistono forze negative e positive in questo straordinario e sconfinato universo, ma sono forze che agiscono per un loro fine, per piani ben precisi di cui noi, piccoli Esseri Umani, non siamo contemplati. Riguardo alle Civiltà Extraterrestri sappiamo già abbastanza, anche se mancano alcune dinamiche circa la loro origine, sappiamo quasi per certo che nell'universo si formano due tipi di intelligenze: quelle “Umane” e quelle “Aliene”, ovvero, le prime appartengono ad un genere umanoide/umano e del tutto divino, mentre le seconde, invece, sono civiltà di origine animale sopradescritte e che, diventate senzienti, aspirano a divenire anch’esse Umane e divine. Gli “Umani”, spesso, sono persino creatori di molte razze aliene attraverso le ibridazioni e gli “Alieni”, a loro volta, si ibridano con gli “Umani” o gli “Umanoidi” per diventarne tali. Quello che maggiormente intriga in questa ricerca è senza alcun dubbio l’origine di questi “Umani”, perché se per gli “Alieni” spiegarlo risulta più semplice, dato che possono originarsi per una serie infinita di combinazioni animali e naturali insite in ogni pianeta di origine, per gli “Umani”, invece, tale origine resta ancora un mistero insoluto. Sappiamo per certo che nella nostra galassia esistono tantissime civiltà “Aliene”, ma anche “Umane” e che, molto spesso, vengono erroneamente identificate con termini quali Adam o Uomini Primi, quando in realtà dovrebbero essere classificate come “Società Originali”. Da tutto questo si evince che il nostro problema di interferenza aliena è molto più locale di quanto pensiamo, del resto le razze aliene si trovano quasi tutte ad un massimo di 1.000 anni luce di distanza dal nostra pianeta, comprese anche molte di queste società “Umane”, ma rispetto all’alieno che necessita di mezzi materiali per muoversi (le astronavi), queste “Società Originali” ovviamente presenti a più livelli di evoluzione, possono sia spostarsi con le macchine, ma anche a livello sottile e spirituale, entrando in comunicazione con altre civiltà consorelle sparse in tutto l’Universo. E’ stato inoltre scoperto tra queste “Società Originali o Umane” (tra le quali si annoverano le civiltà ad oggi conosciute degli Arturiani o ArthosAurighianiPegasianiCassiopeiadiani e Pleiadiani), che in contrapposizione ad esse esistono anche "Società Parassita" (Orionidi o Osiridiani Ofiuchi), composte da un insieme di uomini, tutti ribelli, formati di solo ego (un corpo fatto di magnetismo e simil-fisico), e dove la coscienza individuale si riorganizza attraverso una forte impronta dittatoriale e manipolatoria; spesso queste civiltà sono in contatto con molte razze aliene con le quali collaborano a più livelli. Uno di questi casi di “Società Originale” (Venusiani), venuta in contatto con una “Società Parassita” (Orionidi e/oOfiuchi) per poi trasformarsi in essa a sua volta, è accaduto su Venere 3.5 miliardi di anni fa, storia che sarà spiegata in prossime pubblicazioni.
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Fonte
Federico Bellini; Alienologia (2011/12)

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