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"I Russi trovano Microbi Extraterrestri sulla Stazione Spaziale Internazionale!"

14 settembre 2014
14 settembre 2014.
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L'agenzia di stampa ITAR-TASS riferisce che gli scienziati russi hanno scoperto tracce di vita microbica sulla superficie della Stazione Spaziale Internazionale. La scoperta russa è sorprendente in quanto conferma che i microrganismi extraterrestri possono prosperare nello spazio profondo...
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Gli scienziati russi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) hanno comunicato la scoperta di vita microbica sulla superficie esterna della stazione orbitante. Come riporta l’agenzia ITAR-TASS, i russi hanno rilevato la presenza dei microbi più di un anno fa e, dopo una serie di esperimenti, hanno confermato che gli organismi sono in grado di vivere in assenza di gravità, a temperature estremamente basse ed esposti alle radiazioni cosmiche. Nonostante le condizioni difficili, i ricercatori russi hanno riferito che i microrganismi sono fiorenti sulla superficie della ISS, potendo viverci per anni. Si tratta di una scoperta sorprendente che conferma il fatto che i microbi extraterrestri possono prosperare nello spazio profondo. “I risultati dell’esperimento sono assolutamente unici”, ha detto Vladimir Solovev, capo della missione orbitale russa ISS. “Abbiamo trovato tracce di plancton marino e particelle microscopiche sulla superficie dell’illuminatore. Non è chiaro come queste particelle microscopiche siamo giunte sulla superficie della stazione spaziale”. La scoperta degli scienziati russi è stupefacente nelle sue implicazioni, in quanto supporta la teoria della panspermia formulata da Sir Fred Hoyle e dal dottor Chandra Wickramasinghe, secondo la quale la vita extraterrestre microbica può esistere e viaggiare nel vuoto dello spazio e sulle comete. Nel 1974, i due scienziati sono riusciti a confermare che la polvere nello spazio interstellare è in gran parte di natura biologica, dimostrando così la possibilità per la vita di esistere nello spazio, nonostante le condizioni estreme. Un meccanismo importante per il movimento della vita microbica nello spazio interstellare sono le Correnti di Birkeland, il flusso che guida il plasma del vento solare. Di recente si è scoperto che le Correnti di Birkeland non sarebbero solo un fenomeno locale della nostra realtà frammentata bensì un fenomeno globale in un universo interconnesso in tutte le sue parti. Esse avrebbero la proprietà di creare campi magnetici secondo un meccanismo in cui fasci di elettroni e di ioni fluirebbero in filamenti che tendono ad avvolgersi a spirale attorno alle linee di forza di campi magnetici preesistenti. Questi filamenti tenderebbero a respingersi a breve distanza e ad attrarsi a distanze più grandi. Secondo lo scienziato svedese e premio Nobel Hannes Alfveén, il plasma può viaggiare in vaste correnti elettriche in tutto il vuoto dello spazio interstellare e intergalattico, in maniera simile alle correnti marine. La scoperta degli scienziati russi non solo conferma che la vita extraterrestre può esistere nelle condizioni estreme dello spazio, ma che potrebbe anche crescervi e svilupparvisi. Il ritrovamento di una forma vivente simile al plancton marino sulla ISS suggerisce la presenza nel vuoto dello spazio di microrganismi sufficienti da poter essere una fonte di cibo per forme di vita più complesse.
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Vitalii Iosifovich Goldanskii, professore presso l’istituto di chimica fisica Nikolai Nikolaevich Semenov, e membro dell’Accademia delle Scienza della Russia, in un articolo pubblicato nel 1997 su Pure and Applied Chemistry, sosteneva l’esistenza di organismi complessi capaci di vivere nel vuoto interstellare, i cosiddetti “Zeroid”. Considerando che il nostro universo ha un’età di quasi 14 miliardi di anni (miliardo più, miliardo meno), è addirittura ragionevole pensare che gli zeroids potrebbero essere state le prime forme di vita apparse nel cosmo. Dunque, lo spazio profondo non sarebbe più da pensare come un immenso deserto privo di vita, ma come un oceano dove la vita prospera in modo che gli scienziati solo ora stanno cominciando a capire. La scoperta russa ci avvicina di un altro passo alla consapevolezza che la vita è un fenomeno comune in tutto l’universo.
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Il fenomeno U.F.O. e alieni è reale. Lo riferisce alla stampa un ex ufficiale generale del ministero della difesa della vecchia U.R.S.S.

6 giugno 2014
06 giugno 2014.

In epoca sovietica il Ministero della Difesa stava lavorando ad un progetto segreto volto a creare un sovrumano con abilità paranormali. Nell'ambito di tale progetto, un gruppo di scienziati è riuscito a entrare in contatto con una civiltà straniera (leggi aliena). Il capo di questo progetto top-secret, Vasily Yeremenko[1], ha condiviso alcuni dettagli con alcuni giornalisti per la prima volta.
In un giorno d'inverno a Mosca, nel comfort di una stanza con un camino, i giornalisti presenti hanno ricevuto una vera e propria notizia sensazionale. Vasily Yeremenko, un alto funzionario del Ministero della Difesa in pensione, ha riferito al consesso presente in quella sala che un suo ex collega dell'Accademia delle Scienze Naturali, Alexey Savin, alla fine del 1980, è riuscito a mettersi in contatto con i rappresentanti di un'altra civiltà - una civiltà extraterrestre, n.d.r. -. 
È interessante notare che nessuno dei giornalisti presenti alla conferenza è rimasto particolarmente sorpreso ma, piuttosto, sollevato per tale sensazionale rivelazione. Secondo Vasily Yeremenko, dal 1980 in poi, sono stati raccolti dal governo sovietico una mole non indifferente di informazioni sul fenomeno.

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[1] Vasily Yeremenko è stato un generale maggiore del FIB, accademico dell'Accademia di Sicurezza, Difesa e Forze dell'Ordine. In epoca sovietica ha servito nel KGB e supervisionato l'Air Force e lo sviluppo della tecnologia aeronautica. Tra i suoi compiti vi era la raccolta di informazioni da parte della Air Force sullo studio degli oggetti volanti non identificati. 

Nibiru si avvicina prepotentemente all'interno del nostro sistema solare, provocando sconquassi gravitazionali?

18 febbraio 2013
18 febbraio 2013. 

Il pianeta Nibiru, o pianeta X, verosimilmente un corpo celeste orbitante attorno ad una nana bruna, ovvero un “micro” sistema stellare completo, già noto alla civiltà sumerica che ne aveva divinizzato i suoi abitanti elevandoli a dèi creatori della specie umana, sembrerebbe essere nuovamente giunto all'interno del nostro sistema solare. 
Secondo una recente "teoria astronomica", non ancora comprovata scientificamente, relegata a "pura fantasia" e verosimilmente segretata per ovvi motivi dalle più grandi potenze mondiali, sembrerebbe che il nostro sistema solare sia in realtà un sistema binario, cioè composto non da una singola stella, ma da due differenti stelle che orbitano intorno al loro comune centro di massa. La stella più luminosa, il Sole, dovrebbe essere la stella “primaria”, mentre l’altra stella che comunemente viene definita “compagna”, altro non sarebbe che il famigerato "Nibiru", o pianeta X, di sumerica memoria, più volte rappresentato iconograficamente nell'antichità con un disco solare alato, e in più circostanze stilizzato dalla civiltà sumerica in alcuni antichi sigilli che in tempi recenti sono stati portati alla ribalta dell'opinione pubblica dal noto scrittore azero, naturalizzato statunitense, Zecharia Sitchin, sumerologo, ed autore di numerosi saggi il più famoso dei quali "The 12th Planet", pubblicato nel 1976 negli Stati Uniti, ed edito in Italia nel 1998 dalla casa editrice Edizione Piemme con il titolo "Il pianeta degli dèi". 
L'esistenza del pianeta X fu ipotizzata sulla base di apparenti discrepanze nell'orbita di Nettuno. Un nome comunemente utilizzato per questo eventuale pianeta era Persefone, sebbene esso sia già stato assegnato ad un asteroide. Oggigiorno il decimo pianeta viene considerato un falso problema: le scoperte nel sistema solare esterno si moltiplicano, e numerose fasce di asteroidi e altri oggetti vengono delineate. A partire proprio da Plutone, numerosi oggetti - per i quali si è coniata la definizione di oggetto trans-nettuniano - orbitano attorno al Sole e fanno svanire la distinzione tra pianeti ed asteroidi (lo stesso Plutone, il 24 agosto 2006, è stato declassato da nono pianeta a pianeta nano, e cioè semplicemente il maggiore, o uno dei maggiori, di questi oggetti). Ciò non evita naturalmente che ogni nuova scoperta venga salutata come quella del decimo pianeta. Nel 2004 alcuni lo identificarono con Sedna. All'inizio del 2006 la notizia che Eris superasse Plutone per dimensioni suscitò grande clamore nella stampa. Prima della classificazione di Plutone a pianeta nano (dunque col modello di Sistema solare a nove pianeti) era ironico chiamare il presunto decimo pianeta come "Pianeta X" dato che la "X", presso i Romani, stava a significare il numero 10. 
Il nostro sistema solare, quindi, secondo la suddetta teoria astronomica, altro non sarebbe che un normalissimo sistema binario che in astronomia indica un sistema di due oggetti (di solito stelle, ma anche pianeti, galassie o asteroidi) così vicini tra loro da essere legati dalla reciproca attrazione gravitazionale, i quali orbitano attorno ad un centro di massa comune. Il Sole, la stella che ci riscalda ogni giorno, avrebbe come compagna una nana bruna su un’orbita molto ampia. Potrebbe trattarsi di un sistema binario distaccato? 
Le binarie distaccate sono sistemi in cui ognuna delle due componenti è posta all'interno del suo lobo di Roche, cioè dell'area in cui la forza gravitazionale della stella è maggiore di quella della sua compagna; queste stelle non subiscono importanti influenze reciproche ed evolvono separatamente. La maggior parte delle binarie appartiene a questa classe. 
Ma che cosa succederebbe se la "stella" compagna del nostro Sole dovesse spingersi verso le zone poste all'interno del nostro Sistema Solare? 
Molti sostengono che ci troveremmo di fronte ad un problema inaffrontabile. 
Il pianeta orbitante nella zona più estrema di questa Stella Oscura arriverebbe, di logica conseguenza, a spingersi decisamente a ridosso delle orbite a noi circostanti, forse proprio tra Marte e Giove, se non addirittura più vicino alla Terra. 
L'ingresso di questa nana bruna all'interno del nostro sistema solare provocherebbe uno sconquasso gravitazionale che comporterebbe la frattura della Fascia di Kuiper (o Fascia di Edgeworth-Kuiper) cioè quella regione del Sistema Solare che si estende dall'orbita di Nettuno (alla distanza di 30 UA) fino a 50 UA dal Sole. Questo presunto sistema binario Sole - Nibiru dovrebbe avere un periodo di rivoluzione di 3600 anni. 
La rivista scientifica Nature ha pubblicato, qualche anno addietro, uno studio fatto dal team di astronomi Jeff Valenti dello Space Telescope Science Istitute (STScI), Robert Mathieu dell'Università del Wisconsin-Medison e Keivan Stassun dell'Università di Vanderbilt, nel quale studio si sono potuti determinare i valori di massa e le dimensioni di due nane brune orbitanti fra loro in un sistema binario. Gli scienziati sono rimasti sorpresi nel constatare che una aveva una massa equivalente a 55 volte quella di Giove e l'altra 35 volte, quando per qualificarsi stelle, in modo che possa avvenire la fusione nucleare dell'idrogeno, la loro massa non doveva essere inferiore a 80 volte quella gioviana. I due corpi hanno orbite così strette che dalla Terra si avvistano come un unico oggetto; grazie alle reciproche eclissi e alle variazioni di luminosità è stato possibile stabilire le loro orbite e quindi risalire ai dati prima espressi grazie alle leggi del moto di Newton. Con la variazione dello spettro si è determinato le temperature superficiali, la teoria prevede che la compagna di maggior massa abbia un valore più elevato, invece si è trovato un valore minore: 4310 gradi Fahrenheit contro i 4562 gradi F della più piccola. Una spiegazione plausibile è che i due oggetti abbiano diverse età e che uno sia stato catturato dalla forza gravitazionale dell'altro, diversamente dai modelli teorici che prevedono che le nane brune si formino dalla stessa nube interstellare e la loro formazione avvenga nello stesso periodo. 
E' ciò che è successo anche nel nostro sistema solare?  
L’allarmante cambiamento climatico che degenera senza tregua è reale; il global warming è legato a qualcosa di “estremo” proveniente dallo Spazio, un nodo da sciogliere ben più grande del semplice aumento della quantità di biossido di carbonio concentrato nell’atmosfera terrestre. L’intero Sistema Solare sta mutando in perfetta sintonia col pianeta Terra.
Il meteorite precipitato nella regione dei monti Urali, in Russia, il 15 febbraio u.s. è il risultato di questo cambiamento che si sta verificando nel nostro sistema solare?
Se questo grosso meteorite fosse precipitato nel centro di una città avrebbe creato danni incalcolabili, causando sicuramente migliaia di morti. L’energia rilasciata dal meteorite è stata stimata, dalla NASA, di 500 kilotoni di energia, pari a circa 30 volte la forza della bomba atomica lanciata dagli Stati Uniti sulla città giapponese di Hiroshima nella Seconda guerra mondiale. Una dichiarazione alquanto strana ed azzardata quella della NASA. 
Di sicuro sarebbe stata un’esplosione fatale. L’evento meteorico accaduto in Russia il 15 Febbraio 2013 dimostra pienamente quanto sia reale il pericolo costituito da questi corpi rocciosi spaziali. La caduta di questo grosso meteorite, che si è disintegrato negli strati bassi dell’atmosfera, ha provocato una spettacolare pioggia di detriti, con esplosioni e scie infuocate in cielo sugli Urali e le regioni centrali della Russia. Circa 1.200 persone sono rimaste ferite nella regione di Chelyabinsk, 1.500 chilometri a est di Mosca. Almeno 200 erano bambini. Tremila gli edifici danneggiati. Non è stato l’unico caso registrato quel giorno, diversi sciami fitti di meteoriti sono stati visti su gran parte del globo, anche nei giorni a seguire. E’ molto raro che frammenti di meteorite cadano sulla Terra provocando feriti. In genere i meteoriti sono attratti dalla forza di gravità della Terra ma raramente riescono a superare indenni il contatto con l’atmosfera, evidentemente quei frammenti non sono bruciati perché erano molto grossi. Quello che è successo in Russia è un fenomeno davvero molto strano. Il nostro campo magnetico si sta sempre più indebolendo, questo è ormai evidente. Ma se dovesse precipitare sulla Terra un grande asteroide, come reagiremmo? Non possiamo sapere di preciso quanti di questi grandi asteroidi siano realmente a rischio di impatto, ma a giudicare dai numerosi boati e intensi bagliori che si verificano di continuo in tutto il mondo possiamo intuire che il numero dei frammenti meteorici che entrano nella nostra atmosfera sia sempre più elevato e che gli impatti sul suolo terrestre siano in costante aumento. Evidentemente un piano di difesa per contrastare le insidiose piogge meteoriche sembra essere inattuabile, questo almeno da parte nostra. 
L’8 Gennaio 2013 è stato riportato sul sito della NASA Science un rapporto pubblicato dal National Research Council (NRC), dal titolo: “Gli effetti della variabilità solare sul clima della Terra”, un documento che espone diversi modi estremamente complessi con cui l’attività solare può influenzare il nostro pianeta. Diversi ricercatori si sono confrontati sulle modalità di influenza del Sole sul clima terrestre e gran parte di questo seminario è stato dedicato alle interazioni con l’atmosfera e gli oceani, sulla termodinamica o sulla fisica dei fluidi. Molti ricercatori stanno prendendo in seria considerazione la possibilità che il Sole svolga un ruolo fondamentale nel riscaldamento globale terrestre.
Potrebbe non essere il nostro Sole a provocare tutto questo, ma una nuova “energia stellare”. Un fatto molto interessante è che gli scienziati si stanno decisamente aprendo a possibili “eventi” provenienti dall’esterno, a nuovi concetti in merito allo “studio” di altri Corpi Spaziali, i quali potrebbero perturbare le regolarità climatico/ambientali cicliche dei pianeti all’interno del nostro sistema planetario, Sole compreso. La NASA ha praticamente ammesso che il Sole può alterare il clima terrestre a tal punto da essere il diretto responsabile dell’aumento degli sconvolgimenti ambientali che si abbattono sul nostro pianeta. 
Il Sole, secondo la NASA, gioca un ruolo fondamentale per la Terra, infatti da diversi anni e soprattutto in questo periodo il nostro campo magnetico è inspiegabilmente sempre più debole.
Il Sole è influenzato dalla presenza di un’altra Stella in fase di attraversamento?
Il nostro Sistema Solare potrebbe trovarsi coinvolto in una particolare fase di “incrocio tra orbite” con un micro sistema stellare sconosciuto. 
Alcune Entità Extraterrestri stanno cercando di “livellare” l’energia emessa da entrambe le fonti stellari per contenerne gli effetti, rendendo i mutamenti climatici meno aggressivi di quanto avrebbero dovuto in realtà essere. Probabilmente il medesimo intervento che stanno attuando sul Sole, lo stanno effettuando su questa seconda stella. Se i nostri occhi potessero osservare lo Spazio profondo dalla posizione di Saturno, vale a dire da una distanza di almeno 1.429 milioni di chilometri dal Sole (9.5538 U.A), probabilmente ci troveremmo di fronte ad uno spettacolo assolutamente unico ed insolito. Ancora non possiamo conoscerne l’esatta posizione, ma di certo vicino a Saturno si trova un ospite poco gradito. 
In questo momento staremmo vivendo la tempesta senza fine, provocata da un’energia sconosciuta, che sta sempre più aumentando nella sua alta atmosfera. Da lassù l’immaginazione sarebbe capace di scolpirci nella mente la forma di un misterioso pianeta “fantasma”, lontano all'apparenza ma sufficientemente vicino da sentirne gli effetti gravitazionali. 
Forse con un potente telescopio, dalla posizione di Saturno potremmo osservare i dettagli di questo pianeta fantasma e capiremmo quanto sia davvero in fase di avvicinamento. Focalizzando le nostre attenzioni nello Spazio attorno a questo pianeta sconosciuto, noteremmo ad una distanza non troppo lontana un’Ombra Oscura, come un “carbone ardente” rosso offuscato, inquietante, enorme e pieno di detriti attorno a sé…una Nana Bruna. Dal buio più profondo, questa stella mancata, mostrerebbe finalmente il suo vero volto. Inoltre scopriremmo altri grandi pianeti che orbitano attorno a questa stella oscura, quattro, cinque o forse più; ma sul momento le attenzioni sarebbero tutte puntate sull’astro “fantasma” che orbita nella zona più estrema di questa stella, che di logica conseguenza risulta essere in fase di attraversamento nella zona più interna al nostro Sistema Solare. La Stella Binaria del Sole. Recenti scoperte di molteplici nane brune dimostrano infatti quanto siano numerose e vicine al nostro Sistema Solare. Oltre l’80 per cento di tutte le stelle fa parte di un sistema stellare multiplo, contenente due o più stelle. E’ un fatto noto che molti sistemi stellari conosciuti oggi siano in realtà dei sistemi doppi (binari), composti cioè non da una singola stella, ma da due diverse stelle che ruotano una intorno all’altra, in genere una grande e una più piccola. 
Queste stelle mancate, chiamate nane brune, sono molto fredde e decisamente deboli da renderne impossibile l’identificazione anche con potentissimi telescopi ottici. Soltanto la visione a infrarossi è in grado di scoprire il loro debole bagliore. Questi oggetti hanno una temperatura compresa tra circa 450 e 600 Kelvin (177-327 gradi Celsius) che per quanto riguarda le stelle, è una temperatura molto bassa, anzi “fredda”. Questa loro caratteristica le ha rese oggetti elusivi e molto difficili da identificare per anni. Le nane brune si formano come le altre stelle, ma non raggiungono mai la massa sufficiente per innescare la fusione nucleare. Con il passare del tempo, si raffreddano dissipando il calore interno residuo dalla loro formazione. Gli effetti della presenza di questa Stella Nana Bruna si stanno ripercuotendo sull’intero Sistema Solare. Oltre alla “teoria” di una possibile stella binaria del Sole, sappiamo che da sempre nell’Universo le galassie si “scontrano” tra loro, compenetrandosi del tutto o solo in parte. La fase di “collisione” produce una deformazione delle galassie coinvolte, le quali possono “rubarsi” gli elementi come i gas…ma anche le stelle. Il Sole è decisamente influenzato da un’energia esterna ignota, la prova è data dalla sempre più vasta presenza di ciclopici “oggetti artificiali” extraterrestri attorno ad esso, intenti a placarne la potenza. Inoltre sappiamo che gli asteroidi e le comete hanno raggiunto un numero elevatissimo dentro al nostro sistema planetario, questo non può che dimostrare quanto questa grave anomalia sia collegata ai detriti e ai frammenti che proprio le nane brune trascinano dietro a sé e che vengono conseguentemente deviati e “catturati” dalle orbite dei pianeti circostanti, Terra e Sole compresi. Recentemente è stato osservato che tutti i pianeti del Sistema Solare starebbero subendo un aumento della temperatura. I telescopi spaziali attraverso i sensori termici constatano un aumento della temperatura per il pianeta Giove di 10°C come temperatura media. Su Marte l’aumento della temperatura è indicato anche dalla forte diminuzione delle calotte polari (che sono molto più fredde di quelle terrestri, contengono anidride carbonica ghiacciata, oltre all’acqua ghiacciata). Anche nei pianeti più lontani come Urano, Nettuno e Plutone si constatano aumenti di temperatura. Fattori estranei alla Terra sembrerebbero quindi influenzare l’aumento della temperatura nel Sistema Solare, ma non sembra trattarsi affatto dell’influenza del Sole, poiché in questi ultimi anni ha diminuito, a “sorpresa”, la propria intensità ed è troppo lontano dai pianeti coinvolti. Tutti i pianeti del Sistema Solare stanno subendo drastici ed inspiegabili mutamenti legati sicuramente all’energia scaturita da questa seconda stella. Sebbene il Sole stia mostrando ampi segni di insolita debolezza, il clima sulla Terra peggiora ogni anno di più. Conosciamo bene la drammatica situazione dell’inarrestabile scioglimento dei ghiacci, dell’altissima temperatura dei mari e del loro elevatissimo livello. I vulcani, monitorati incessantemente da entità extraterrestri, aumentano la loro attività giorno dopo giorno. I terremoti fanno sentire a gran voce la loro irrequietezza; uragani e tempeste di ogni tipo si abbattono senza più regole su tutto il mondo. Forti esplosioni e intensi bagliori nei cieli sottolineano quanto siano aumentate le piogge di meteoriti. Non sono previste presunte “piccole ere glaciali” imminenti di cui di tanto in tanto si vocifera, almeno non nei prossimi anni a venire, sono solo “teorizzate” per un futuro non proprio a due passi da noi. Solo se tutti i vulcani cominciassero a fare sul serio potremmo entrare in una fase di raffreddamento globale anticipato. Il presente, ma anche il vicino futuro sono totalmente caratterizzati ed indirizzati su di un inarrestabile riscaldamento globale.
Sarebbe quindi molto saggio e importante adesso concentrarsi su questo; nei prossimi anni potrebbero sorgere problemi molto gravi dovuti proprio allo scioglimento dei ghiacci e all’innalzamento dei mari. A completare il quadro della situazione critica in cui viviamo ci pensa la crisi globale, economica e sociale, nella quale l’umanità è sommersa fino al collo a livello mondiale. Non è un caso che anche questo si muova a pari passo con un cambiamento di tipo “cosmico”. 
Un ciclo che “deve” adempiere la sua più completa purificazione, mettendo alle corde l’intera umanità. La vera minaccia per la Terra è costituita dal pianeta che orbita nella zona più estrema di questa Stella Oscura. L’esatta posizione di questa nana bruna è fortemente tenuta nascosta dalle agenzie governative di tutto il mondo per ovvi motivi di possibili sensazionalizzazioni da parte dei media, i quali sarebbero capaci di scatenare un panico generale che porterebbe ad insensate azioni incontrollabili su tutto il globo. Parlare di una “semplice” stella fredda è piuttosto riduttivo se pensiamo che si tratta in realtà di un “micro” sistema stellare completo di pianeti, il quale si troverebbe a ridosso (se non già all’interno) del nostro Sistema. Il passaggio di una nana bruna solitaria ai margini del nostro Sistema Solare rappresenterebbe già un valido motivo per giustificare tutti i cambiamenti a cui stiamo assistendo sulla Terra e sul resto dei pianeti attorno a noi; ma una nana bruna non viaggia mai solitaria. Dobbiamo comprendere il fatto che ci troviamo di fronte ad un sistema stellare completo di satelliti, avvolto da un “disco” composto da milioni di frammenti rocciosi. Le prime immagini reali del Sistema Planet X- Nibiru fuori dal sistema solare Il pianeta orbitante nella zona più lontana di questa nana bruna, potrebbe quindi rappresentare ben più del semplice “colpevole” degli stravolgimenti in atto, ma addirittura di un pericolo senza precedenti che potrebbe rivelarsi fatale per la vita sulla Terra. 


Fonte:
  1. it.wikipedia.org;
  2. http://www.segnidalcielo.it/.

Russia: Il sindaco di Molijebka, cittadina degli Urali ricadente nella "zona anomala di Perm", fa collocare in piazza un Ufo al posto della statua di Lenin.

15 agosto 2011





Una piastra di alluminio trovata durante i lavori di costruzione a Vladivostok ha sconcertato gli scienziati. Gli esseri umani hanno cominciato ad usare alluminio da circa un secolo, ma il piatto portato alla luce da Valery Dvuzhilny è vecchio di circa 2000 anni. Il manufatto è emerso durante i lavori di preparazione per la costruzione di un nuovo ponte nella zona orientale della città, che sarà pronto in occasione del vertice APEC 2012. 
15 Agosto 2011.

Il sindaco di Molijebka, una sperduta cittadina degli Urali, da quando è considerata al centro della cosiddetta "Zona anomala di Perm", ed è finita su tutti i siti specializzati consultati ogni giorno da migliaia di ufologi di tutto il mondo, è talmente grato alle entità extraterrestri che vengono dallo spazio che ha commissionato al miglior artigiano locale un monumento agli Ufo da collocare sulla piazza principale, dove un tempo c' era un Lenin d'ordinanza con tanto di basco e pugno chiuso.
Secondo Nikolay Subbotin, capo della stazione di ricerca RUFORS, nel 1980 sono stati trovati dei frammenti di un oggetto che non si è riusciti ad identificare. La zona del ritrovamento è stata la penisola di Kola. La scoperta è abbastanza interessante per il suo contenuto. Secondo Subbotin, “il materiale trovato contiene il 99,9% di tungsteno e lo 0,1% di impurità e composti atipici. Alla fine del nostro studio possiamo fare due ipotesi sull’origine dei frammenti: provenienza terrestre dovuta ad addestramento militare oppure frammenti derivanti da una nave spaziale extraterrestre. Alle basse temperature il tungsteno ha eccellenti proprietà di semiconduttività, che potrebbe essere anche utilizzato per sistemi di propulsione“. La zona di Perm è davvero misteriosa.
La popolarità di questa zona anomala iniziò nel 1980, nel mese di giugno, quando un residente locale di nome Sergeyev Pavel guarda la caduta dal cielo di un corpo cosmico. L’oggetto caduto in uno stagno, secondo Sergeyev, sollevò le onde di una decina di metri di altezza. Nel mese di ottobre 1984 avvenne un altro caso.
Un geologo notò sollevarsi dal suolo delle “sfere viola”. Secondo lo studioso, nella zona del presunto atterraggio il permafrost di ghiaccio si era scongelato, per un diametro di circa 62 metri. La parte scongelata rivelò elementi rari, come lo scandio e l’ittrio, di tre ordini di grandezza superiori alla norma. Secondo gli studi effettuati negli anni a Perm succederebbero fatti come:


Osservazioni di Unidentified Flying Object (UFO);


Sfere luminose e altri oggetti che denotano un comportamento intelligente, che si allineano tra di loro in maniera geometrica;


Osservazioni di strane luci al suolo, compresi umanoidi;


Cambiamento del corso del tempo;


Modificazione dello stato di funzionamento di batterie e altri dispositivi elettronici;


Miraggi sonori;


Contatti telepatici e visivi con rappresentanti di civlità extraterrestri.

Fonte:
  1. http://ricerca.repubblica.it/;
  2. http://centroufologicotaranto.wordpress.com/;
  3. http://www.catastrofe.it/;
  4. http://misterobufo.corriere.it/;
  5. http://www.centroufologicoionico.com/.

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