5. I Sumeri e
gli Anunnaki.
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Gli
Anunnaki (Fonte: dalla rete)
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I
Sumeri (abitanti di Šumer, egiziano Sangar, biblico Shinar, nativo
ki-en-gir, da ki = terra, en = titolo usualmente tradotto come
Signore, gir = colto, civilizzato, quindi "luogo dei signori
civilizzati") sono la prima popolazione sedentaria al mondo che
possa essere considerata "civilizzata". Erano rappresentati
da una etnia della Mesopotamia meridionale (odierno Iraq
sud-orientale), autoctona o stanziatasi in quella regione dal tempo
in cui vi migrò (attorno al 4000 a.C.) fino all'ascesa di Babilonia
(attorno al 1500 a.C.). La loro scrittura cuneiforme sembra aver
preceduto ogni altra forma di scrittura e compare attorno alla fine
del IV millennio a.C.
La
terra di origine dei Sumeri resta ancora oggi sconosciuta, ma di una
cosa si è certi, i Sumeri non erano una popolazione di stirpe
semitica. Oltre a questo è ben noto che essi non furono né il primo
né l'unico popolo ad abitare le terre fra il Tigri e l'Eufrate, ma
che presero il posto, o meglio si integrarono, con i complessi
culturali di 'Ubaid e di Uruk, gente semita che già abitava queste
terre e aveva raggiunto un discreto sviluppo tecnologico e
organizzativo.
Per
quanto riguarda il luogo di provenienza dei Sumeri, esistono varie
teorie. Le prove archeologiche dimostrerebbero che intorno al 4000
a.C. i Sumeri vivessero sui monti a nord della Mesopotamia (monti
Zagros), nell'altopiano iranico, vicino l'attuale confine con la
Turchia. Attorno al 3500 a.C. questa popolazione sarebbe scesa dai
monti per occupare la bassa Mesopotamia, alla confluenza del Tigri e
l'Eufrate. Altri studiosi hanno invece cercato somiglianze fra la
lingua sumerica e gli antichi dialetti turchi e lingue indocinesi, ma
nonostante gli sforzi fatti, l'origine dei Sumeri resta ancora
incerta. Infine alcune allusioni letterarie sembrano invece indicare
che i Sumeri provenissero dal mare.
Ha
poco senso chiedersi quando i Sumeri arrivarono in Mesopotamia, anche
per il fatto che non si è sicuri che il loro "arrivo" sia
stato un fenomeno migratorio precisamente databile. Molto più
probabilmente si trattò di un'infiltrazione graduale e lenta che,
come detto, portò all'integrazione con le culture locali;
etichettare come "sumerica" la successiva cultura che ne
originò è sì legittimo, pur sempre ricordandosi che si tratta di
una semplificazione.
L'analisi
del lessico sumerico è una riprova del fatto che la cultura sumerica
ebbe origine da più complessi culturali integrati. Ad esempio i nomi
delle città sumeriche non hanno senso nella lingua sumerica e invece
presentano analogie con i nomi delle città della Mesopotamia
settentrionale, corrispondenti alla civiltà di 'Ubaid. Molti termini
relativi alle funzioni produttive di base (ad esempio i vocaboli che
si riferiscono alla fabbricazione della birra, l'agricoltura, il
cuoio, le costruzioni ecc.) non sono di origine sumerica, ma da
attribuirsi ad una lingua di sostrato, con probabili connessioni
nell'area iranica, mentre vocaboli che si riferiscono a funzioni più
specialistiche e di tipo direttivo-amministrativo sono di chiara
origine sumerica.
Ad
esempio sono di origine sumerica vocaboli inerenti all'allevamento,
alla navigazione, alla scultura, al diritto(le tavolette riportano i
più antichi contratti di compravendita, registrati presso il tempio,
con prezzo in mine d'argento) e all'educazione. Infine molte altre
parole relative alle funzioni di mobilità e controllo sono di
origine semitica.
Schematizzando,
i Sumeri, dopo il loro arrivo, si ritrovano a convivere e ad
integrarsi con due popolazioni: i Semiti, che erano più rilevanti
nelle zone del nord, e una popolazione di sostrato autoctona non
sumerica. I Sumeri prenderanno piede soprattutto nella bassa
Mesopotamia, territorio dove sorsero le loro maggiori città.
5.1)
Kramer e la storia dei Sumeri.
Secondo
S. N. Kramer, professore di assiriologia, la civiltà dei Sumeri è
la prima civiltà, tra l’altro si tratterebbe di una civiltà molto
evoluta. Nel suo saggio “I Sumeri alle radici della storia”
(1975), Kramer parla di prima cosmologia, di primi principi morali,
di prime leggi, prime ricette mediche ecc. Oggi però sappiamo che la
civiltà dei Sumeri, per quanto antica, non è la prima civiltà ed è
costretta a cedere il passo alla più antica India.
La
civiltà sumera è stata indubbiamente molto evoluta per il periodo
in cui è sorta, tant’è che Z. Sitchin ha elaborato una teoria
diversa sulle loro origini ma di questo parleremo in seguito.
I
sumeri occupavano il territorio della Mesopotamia, cioè l’attuale
Iraq. Le più antiche testimonianze scritte (tavolette d’argilla)
risalgono al 3.500 a.C. In questo periodo in Mesopotamia sorgevano
già delle piccole città stato come Ur, Lagash, Nippur e Eridu e il
sistema di numerazione era sessagesimale, cioè in base 60. Le
tavolette del 3000 a.C. dimostrano che c’era un simbolo per l’1,
uno per il 10, uno per il 60, uno per il 600 e uno per il 3600. Il
sistema era posizionale, cioè il numero da scrivere si evinceva in
base alla posizione dei numeri. A partire dal 2000 a.C. questi
simboli furono sostituiti da due simboli nuovi: uno per l’1 e
l’altro per il 10. Il sistema era sempre posizionale (in parte
anche additivo, ad esempio per scrivere numeri grandi si poteva
utilizzare anche il metodo additivo) e sessagesimale. Lo svantaggio
di questo sistema numerico è che non c’era lo zero e neanche un
simbolo per separare i numeri (tipo la nostra virgola) dunque le
cifre potevano dare adito ad ambiguità. In realtà il separatore
c’era ma non veniva utilizzato. Come mai il popolo della
Mesopotamia aveva scelto proprio un sistema sessagesimale? Per
l’astronomia, per le frazioni e perché era un sistema piuttosto
semplice. L’evoluzione di questo sistema numerico è attestato
dalle tavolette d’argilla e da testi matematici che contengono
nozioni di carattere commerciale e legale. Da questo sistema di
numerazione nacquero le prime tabelle per la moltiplicazione, la
divisione ed altre operazioni. In seguito si sviluppò l’algebra.
Riguardo la disciplina astronomica sono state scritte anche
importanti opere da parte di questo popolo. La scrittura sumera (e
babilonese) era di tipo cuneiforme ed è molto difficile decifrarne i
simboli.
Verso
il 2.400 a.C. i Sumeri furono assaliti dagli Accadi, un popolo
proveniente dal deserto vicino e guidato da Sargon I il quale istituì
un vasto impero i cui centri di potere erano Ur e Agade. Gli Accadi
assimilarono molti tratti della cultura sumera come la scrittura e il
sistema numerico. Tuttavia le città stato tornarono ad essere
indipendenti. Gli invasori successivi furono gli Ittiti (1.600 a.C.)
che affidarono il ruolo di capitale a Babilonia; poi gli Assiri (885
a.C.). Gli Assiri furono a loro volta conquistati dai Caldei, una
popolazione della Mesopotamia meridionale. Nel 311 a.C. si stabilì
la dinastia dei Seleucidi, chiamata così da Seleuco, uno dei
generali di Alessandro Magno. Fu così che i Sumeri entrarono in
contatto con la cultura greca.
5.2)
Le origini dei Sumeri secondo Sitchin.
Decifrare
le tavolette d’argilla non è impresa facile. Uno dei pochi
studiosi che possedeva (è deceduto a New York il 9 Ottobre 2010)
questa competenza era il famoso studioso e professore
Zecharia
Sitchin
autore di
molti libri, tra cui
Il
pianeta degli dei(1976)
e
Le
astronavi del Sinai(2001).
Il testo in cui parla dei sumeri è il primo. Sitchin sostiene che i
Sumeri siano il prodotto dell’accoppiamento con una razza aliena,
di aspetto simile al nostro (perché noi siamo “a loro immagine e
somiglianza”). Si tratterebbe di esseri intelligenti che i Sumeri
chiamavano Anunnaki (figli del dio An) e la Bibbia chiama Nephilim e
venivano da un pianeta (Nibiru) che ha un’orbita ellittica simile a
quella delle comete, che transita tra Marte e Giove ogni 3600 anni:
il dodicesimo pianeta. Praticamente secondo il professor Sitchin la
selezione naturale di Darwin c’è stata ed ha prodotto i primati
superiori dai quali discendiamo. Poi, grazie agli Anunnaki, c’è
stato il salto verso l’homo sapiens.
Secondo
la sua teoria le cose sarebbero andate così: gli Anunnaki avrebbero
iniziato a visitare la Terra e le loro gesta sono quelle che leggiamo
nell’Antico testamento o nel libro di Gilgamesh. In seguito
l’avrebbero colonizzata. Avendo bisogno di persone che lavorassero
nelle miniere avrebbero creato “l’uomo” che corrisponde
all’homo sapiens, il quale era stato generato appositamente per
lavorare nelle miniere. Una volta creato, l’uomo avrebbe dovuto:
Nella Genesi,
infatti, leggiamo che i figli di Dio, che videro esser belle le
figlie degli uomini, si presero in mogli, fra tutte, quelle che loro
piacquero.
Da
questo accoppiamento sarebbero nati, secondo l’autore, i Giganti,
cioè una razza perfetta (gli atlantidei erano dei Giganti e forse
anche i Lemuri) e molti di questi esseri divini (gli alieni)
sarebbero ancora qui sulla terra.
La
stessa Genesi (6, 1-4) dice:
“Quando
gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro
figlie, i figli di Dio
videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli
quante ne vollero. Allora il Signore disse: «Il mio spirito non
resterà sempre nell'uomo,perché egli è carne e la sua vita sarà
di centoventi anni”. C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e
anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli
uomini e queste partorivano loro dei figli:sono questi gli eroi
dell'antichità, uomini famosi.
Alcuni
sostengono che dall’accoppiamento tra un essere divino e un uomo
nasca un individuo biondo con gli occhi azzurri. Altri, di contro,
sostengono che questo tipo di individuo nasca dall’accoppiamento di
due semidei.
Tutti i diritti letterari di quest’opera sono di esclusiva proprietà degli autori.
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