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Guerra in Ucraina. Avvistamenti di U.F.O. e croci di fuoco nei cieli della Russia e dell'Ucraina.

19 marzo 2022

19 marzo 2022. 

Da qualche settimana circolano in rete notizie di avvistamenti di U.F.O. nei cieli dell'Ucraina, teatro del recente conflitto fra la Russia di Putin e l'Ucraina di Zelensky, nonché dell'avvistamento di inquietanti croci di fuoco sia nei cieli della Russia che in quelli dell'Ucraina. Ma di che cosa si tratta? Secondo taluni gli extraterrestri, i cosiddetti "guardiani", temono che la tensione tra le nazioni coinvolte nel conflitto, da una parte la Russia e i suoi alleati, e i paesi della Nato, dall'altra, possano facilmente sfociare in quella che è considerata la terza guerra mondiale, ovvero una guerra termonucleare con effetti nefasti per l'intera umanità: l'armageddon di biblica memoria (Apocalisse 16,16).  

Il quotidiano www.iltempo.it pubblicava un interessante articolo circa le affermazioni del giornalista e critico musicale Red Ronnie, il quale nel suo canale YouTube poneva l'accento circa l'avvistamento di inquietanti croci nei cieli della Russia, precisamente in Siberia, e nei cieli dell'Ucraina; secondo quanto si legge, Red Ronnie sarebbe tornato "a rilanciare video virali sul web e inquietanti interpretazioni profetiche con un video pubblicato su YouTube.". 

Red Ronnie, di fatto, nel suo canale YouTube avrebbe evidenziato che la croce di fuoco sarebbe apparsa nei cieli della Siberia il 19 gennaio 2022; presso questo url - Croce di fuoco enorme appare nel cielo della Siberia, in Russia. Mistero come i tanti avvistamenti - YouTube -, è possibile vedere le immagini di tale fenomeno.

Secondo altri testimoni, poi, il 6 marzo 2022 sarebbe apparsa un'altra croce di fuoco in Ucraina, esattamente a Kherson. In quest'altro video il racconto dell'evento: Apparsa un'altra Croce di Fuoco nel cielo. Questa volta in Ucraina e guardate dove... - YouTube.

Cordiali saluti, Francesco Toscano.

La Luna conserva le tracce dell’origine del pianeta Terra.

4 dicembre 2013

4 dic. 2013. E se le storie narrate nel libro della Genesi della Bibbia fossero vere? Gli scienziati di tutto il mondo hanno relegato al mondo della religione le storie narrate dalla Genesi. Sulla Terra, l’erosione causata dalle forze della natura, e dalla vita che si è evoluta su di essa, ha cancellato buona parte delle tracce della creazione e del cataclisma che dette forma al pianeta. La formazione della Terra è datata a circa 4,54 miliardi di anni fa. Essa possiede un satellite naturale, la Luna, la cui età, stimata analizzando alcuni campioni delle rocce più antiche, è risultata compresa tra 4,29 e 4,56 miliardi di anni.
La Luna, a differenza del pianeta Terra, tuttavia, che non ha né vento, né atmosfera, né acque,e, quindi, non è soggetta alle forze di erosione, è rimasta intatta. Osservare il satellite naturale della Terra, orbene, equivale a dare una sbirciata alla Genesi.

Il Diluvio Universale: la vendetta di Dio.

10 dicembre 2012
10 Dicembre 2012


Secondo la Bibbia, solo Noè e la sua famiglia vennero risparmiati dal Diluvio Universale.

Si tratta solo di una leggenda o è un evento catastrofico che alterò il corso della storia umana?

Nel libro della Genesi,  Cap. 6 versetto 17, si legge:
«Ed eccoio stesso sto per far venire il diluvio delle acque sulla terra, per distruggere sotto i cieli ogni carne in cui è alito di vita...»

Nel Corano: «..da quando in precedenza Noè implorò, noi gli rispondemmo e lo salvammo dal terribile cataclisma con la sua famiglia.»

Racconti di un terribile diluvio sono comuni in molte culture. Sumeri, Greci, Cinesi, nativi americani, raccontano storie antiche di millenni afferenti un immane diluvio.

Nell’epopea di Gilgamesh, risalente a duemila anni prima di Cristo, si narra:
«..la tempesta portata da Adad avanza nel cielo come un’arma di battaglia. La distruzione si abbatte sugli uomini.»

La storia di un immane diluvio appare davvero ovunque si guardi.

Che cosa è successo realmente allora?

Alcuni  scienziati, non senza pareri discordi, affermano che una grande inondazione colpì l’Europa centrale molte migliaia di anni addietro. L’evento è definito come “inondazione di Noè” e colpì i territori intorno al Mar Nero.

Secondo una recente teoria di uno scienziato bulgaro dell'University of Sofia, circa 7500 anni fa un asteroide o una cometa vagante nella Via Lattea si scontrò con il Sole. Dalla collisione risultò un rapido incremento della radiazione solare.

La Nasa, in tempi recenti, ha catturato le immagini di eventi del genere, grazie al suo osservatorio di dinamiche solari.

Le immagini hanno dimostrato che alcune comete che si sono scontrate in tempi recenti con il nostro Sole hanno causato enormi brillamenti solari.

Lo scienziato bulgaro ha calcolato che dopo l’impatto della cometa e/o dell’asteroide sulla Terra si verificò un rapido e drastico innalzamento delle temperature. Immense quantità d’acqua evaporarono, causando un colossale aumento delle precipitazioni piovose.

Le conclusione a cui è giunto lo scienziato bulgaro sono state riprese da alcuni fautori della "teoria dell’inondazione del Mar Nero" verificatasi in tempi antichi.

Grandi quantità di ghiaccio si sarebbero sciolti alla fine dell’ultima Era glaciale ed il livello delle acque crebbe per oltre cinquemila anni.

E’ possibile che un tale cataclisma si possa ripetere ai giorni nostri?

Dal sito Noi E Gli Extraterrestri:

Mercoledì, 24 Ottobre 2012.
 “I satelliti in orbita attorno alla Terra hanno appena rilevato un brillamento di classe X1. L’evento, avvenuto alle 5:22 (ora italiana) è stato prodotto dalla regione solare attiva 1598. Il Solar Dynamics Observatory della NASA ha registrato il bagliore nell’estremo ultravioletto, la cui radiazione ha creato onde di ionizzazione nell’atmosfera superiore tra l’Asia e l’Australia (in quel momento sul lato illuminato della Terra), e black out radiofonici in alta frequenza alle alte latitudini. E’ troppo presto per dire se l’esplosione ha anche causato un’espulsione di massa coronale nello spazio. I brillamenti solari (in inglese Flare), sono gigantesche esplosioni che avvengono sul Sole che inviano energia, luce e particelle ad alta velocità nello spazio. Queste eruzioni sono spesso associate a tempeste magnetiche solari note come espulsioni di massa coronale (CME). Sono certamente i più comuni eventi solari, ma non gli unici: la nostra stella può anche emettere flussi di protoni molto veloci – noti come particelle solari energetiche (SEP) e disturbi del vento solare.” 

Alcuni anni fa l'oceanografo Robert Ballard raccontò di aver ritrovato le tracce del Diluvio Universale in un'antica linea costiera, situata tra il Mar Mediterraneo ed il Mar Morto, che scomparve, in seguito ad un’immane inondazione, circa 8000 anni fa. Secondo Ballard quel ritrovamento dimostrava in pieno la veridicità del racconto biblico. Anche prima di questa scoperta, però, molti studiosi si erano convinti che dietro la storia mitica di Noè si nascondesse il ricordo di uno sconvolgimento globale che aveva interessato la terra migliaia di anni fa.

Al di là di come siano andate le cose, quello del Diluvio Universale rimane un racconto che affascina e inquieta ancora oggi, forse proprio perché poggia su un mistero antico e irrisolto.

Fonte:



A proposito degli alieni.... scontato del 15% sul portale internet lulu.com.

3 settembre 2012
3 Settembre 2012.

Saldi, saldi, saldi! E' tempo di saldi! 
Ebbene, volendo seguire questa politica, anche gli autori del libro "A proposito degli alieni....", edito dalla casa editrice lulu.com, hanno deciso di offrire al grande pubblico di Internet la loro opera scontata del 15% rispetto al prezzo di copertina fissato inizialmente dagli autori ad € 15,00. Ciò significa che da oggi e fino ad esaurimento delle scorte potete acquistare il libro in questione al prezzo di  € 12.75 (Risparmio: € 2,25 - per l'appunto il 15% - )
Visitate il portale Internet della casa editrice  http://www.lulu.com/it/  ed approfittate di questa offerta affinché anche voi possiate "prendere coscienza" del fenomeno U.F.O ed alieni.  
Buona lettura!
Francesco Toscano, il co-autore del libro.

Quando gli Angeli si accoppiarono con le figlie degli Uomini.

6 luglio 2012
06 Luglio 2012.

I Grigori (dal Greco "oi gregoroi", οι Γγρήγοροι, "custodi" o "guardiani") costituiscono, in una versione popolare, un gruppo di angeli caduti citati negli Apocrifi dell'Antico Testamento che si sarebbero accoppiati con donne mortali, dando origine a una razza di ibridi nota come Nephilim, descritti come "giganti", in Genesi 6:4 o "eroi caduti da secoli" (Ez 32:27). Una concezione diversa relativa ai Grigori compare in alcune tradizioni di stregoneria italiana in cui i Grigori si dice provenissero da un antico popolo di provenienza stellare. In Ebraico essi sono chiamati Irin, "Guardiani" e si trovano menzionati nell' Antico Testamento (Libro di Daniele, capitolo 4). Secondo il Libro di Enoch, i Grigori assommano a 200 ma sono ricordati solo i nomi dei loro principali esponenti: Samyaza, che fu il loro capo, Urakabaramil, Akibeel, Tamiel, Ramuel, Dânêl, Chazaqiel (Ezekiel), Saraknyal, Asael, Armers, Batraal, Anane, Zavebe, Samsavil, Ertael, Turel, Yomyael, Azazyel (noto anche come Azazel). "Questi sono i prefetti dei duecento angeli, e i restanti erano tutti con costoro". (Enoch 7:9). Nel Libro di Enoch, i Guardiani sono angeli inviati in apparenza sulla Terra semplicemente per sorvegliare la gente. Essi presero subito a nutrire concupiscenza per le donne che vedevano e, su incoraggiamento del loro capo Samyaza, disertarono in massa per sposarsi e vivere fra gli uomini. I figli nati da queste relazioni sono i Nefilim (nĕfîlîm ), giganti selvaggi che misero a soqquadro la Terra e soggiogarono l'umanità. Samyaza, Azazel e altri ancora fra loro divennero corrotti e insegnarono ai loro ospiti umani a fabbricare armi metalliche, cosmetici e altri prodotti tipici della civiltà, di cui essi s'erano segretamente impadroniti. Ma la gente cominciò a morire e a invocare aiuto dal Cielo. Dio inviò allora il Diluvio Universale per liberare la Terra dai Nefilim, inviando tuttavia Uriel ad avvertire Noè così da non far perire l'intera razza umana. I Grigori furono confinati nelle "valli della Terra" fino al giorno del Giudizio Universale. (Si veda Giuda 1:6) La storia dei Guardiani in Enoch deriva da Gen. 6:1-4 in cui si descrive l' "Origine dei Nephilim" e si ricordano i "figli di Dio" che li generarono: Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell'uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni». C'erano sulla terra i giganti (Nephilim) a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi. (Gen. 6:1-4). Qui, i "figli del Cielo" sono ricordati senza nomi specifici, né funzioni; si può trattare di angeli caduti o semplicemente esseri celesti che si sono accoppiati con donne. Gli angeli furono abbastanza popolari nel folklore ebraico, che sovente li descrive come giganteschi esseri umani che non dormono mai e rimangono sempre zitti. Mentre ci sono Guardiani buoni e cattivi, molte storie riguardano solo quelli malvagi che decadono dal loro stato di grazia allorché prendono "le figlie dell'uomo" come loro partners sessuali. Nei primi culti delle stelle dell'antica Mesopotamia esistevano quattro stelle "reali" (note come Signori) chiamati i Guardiani. Ognuna di esse governava su uno dei quattro punti cardinali noti all'astrologia di ogni tempo. Questa particolare visione del mondo e del cielo risale a circa 3.000 anni fa. La stella di Aldebaran, quando segnava il suo passaggio nell’equinozio d'inverno, assumeva la posizione del Guardiano dell'Oriente. Regolo, durante il solstizio d'estate, assumeva il ruolo di Guardiano del Meridione, così come Antares, nell'equinozio d'autunno, quello del Guardiano dell'Occidente, e infine Fomalhaut, durante il solstizio d'inverno, quello del Guardiano del Settentrione. I primi movimenti mistici ebraici organizzarono i Guardiani in una gerarchia di Arcangeli. In base a questo sistema, i Guardiani erano governati da quattro grandi Guardiani, noti col nome di Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele. Nell'Antico Testamento (Daniele 4:13-17) ci si riferisce a loro col termine di Irin, o Guardiani, facendo pensare a un preciso ordine angelico. Nelle prime tradizioni ebraiche, gli Irin erano un ordine superiore di angeli che erano assisi nel supremo Consiglio del Giudizio della Corte Celeste.
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Araqiel: insegnò i "segni della terra" (geomanzia).
Armaros: insegnò come respingere gli incantesimi.
Azazel: insegnò l'arte dei cosmetici.
Barqel: insegnò l'astrologia.
Ezequeel: trasmise la conoscenza delle nuvole.
Gadreel: insegnò come fabbricare armi da guerra.
Kokabeel: insegnò il mistero delle stelle.
Penemue: insegnò la scrittura.
Sarie: insegnò a conoscere la Luna.
Semjaza: insegnò incantesimi tramite erbe.
Shamshiel: insegnò a conoscere il Sole.
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Sono questi stessi gli angeli cui ci riferisce come ai "Figli degli dèi" nel Libro del Genesi. Secondo la mitologia cristiana (che si rifà a quella ebraica) i loro "peccati" avrebbero riempito con violenza la Terra e il mondo sarebbe stato distrutto dal Diluvio Universale come risultato del loro intervento maligno.
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I Figli degli Angeli e degli Uomini, i Nephilim
L'appellativo Nephilim presente nell'Antico Testamento (Torah), in diversi libri non canonici del Giudaismo e in antichi scritti cristiani, si riferisce ad un popolo creato dall'incrocio tra i "figli di Dio" (benei elohim) e le "figlie degli uomini". Nella Bibbia la parola nephilim viene spesso tradotta come giganti o titani, mentre in altre traduzioni si preferisce mantenere il termine nefilim. L'origine dei Nephilim comincia con una storia di angeli caduti. Shemhazai, un angelo di alto rango, comanda una setta ribelle di angeli in una discesa sulla Terra per istruire gli umani nella conoscenza del bene. La tutela viene portata avanti per pochi secoli, ma presto gli angeli cominciano a sedurre le femmine umane. Dopo essersi intrattenuti piacevolmente con loro, gli angeli caduti istruirono le donne nella magia e nello spergiuro, si accoppiarono con loro, e diedero luogo ad una progenie ibrida: i Nephilim. I Nephilim erano giganteschi nella loro statura. La loro forza era prodigiosa ed il loro appetito immenso. Dopo aver divorato tutte le risorse della razza umana, cominciarono a mangiare esseri umani. Questi Nephilim attaccavano ed opprimevano gli umani ed erano la causa di massicce distruzioni sulla Terra. Alcune versioni parlano di eroi famosi, guerrieri caduti o ancora angeli caduti e un'ennesima traduzione potrebbe essere quelli che sono precipitati giacché il nome deriva dalla radice semitica nafal, che significa cadere. Nella Genesi (6:1-8) si legge: « 1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, 2 i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. 3 Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell'uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni». 4 C'erano sulla terra i Giganti (Nephilim) a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi. 5 Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. 6 E il Signore si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. 7 Il Signore disse: «Sterminerò dalla terra l'uomo che ho creato: con l'uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d'averli fatti». 8 Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.»


Fonte:

"Interferenze Aliene: sulle orme della nostra evoluzione".

15 maggio 2012
15 Maggio 2012.

Domenica 15 Aprile 2012, a Torino, si è svolto il convegno dal titolo "Interferenze Aliene: sulle orme della nostra evoluzione". Un convegno nuovo, ricco di importanti informazioni e novità' delle ultime ricerche,utili per la comprensione di noi stessi in relazione alla vita extraterrestre.

I RELATORI DEL CONVEGNO SONO STATI:


MAURO BIGLINO
Traduttore di ebraico masoretico, studioso di storia delle religioni, collaboratore di numerose case editrici per produzioni di carattere storico didattico, autore di saggi.
La Bibbia riletta”
Una rilettura laica e adogmatica di passi biblici alla scoperta di contenuti inattesi, tratti dalle traduzioni letterali del Codice masoretico di Leningrado: la presentazione di ciò che non viene detto!

GIANLUCA RUSSOTTO
Ricercatore e membro A.A.S.R.A. (Associazione internazionale di ricercatori in Archeologia, Astronautica & S.E.T.I.) Ricercatore di Antropologia, Storia e Genesi delle Antiche Religioni, Sciamanesimo, teriantropia, Simbologia dei Cerchi nel Grano. Studia antiche religioni da 25 anni; partendo da Atlantide, Lemuria e Mu, fino al più recente “Culto del Cargo”.
Presenze Extraterrestri nelle antiche religioni”
Analizzando tecnologie, strutture e rapporti con le divinità mi è venuto spontaneo associare gli dei, descritti da centinaia di culture e popoli in tutto il globo, ad esseri provenienti da altri mondi, i quali avevano conoscenze e tecnologie che agli occhi di culture più primitive risultavano essere autentici miracoli, di cui solo un dio è capace. Questo tipo di chiave di lettura porta a riconsiderare la nostra storia al punto da doverla riscrivere quasi completamente.

DAVIDE SERRA
Appassionato di misteri, ufologia e presenze extraterrestri. Ricercatore indipendente nell'ambito dell'interazione delle entita' aliene con l'umanita', mediante tecniche di visualizzazioni guidate.
Web: www.interferenzealiene.blogspot.com
Gli alieni siamo noi?”
Affronteremo la questione delle interferenze aliene in un modo del tutto innovativo, andando a comprendere come in realta' questo fenomeno sia molto piu' profondo e radicato nella societa' di quanto inizialmente ipotizzato. Ci concentreremo pero' sulle soluzioni da adottare per vivere una vita migliore, pur trovandoci in questo contesto. Vedremo e sentiremo in sala anche le testimonianze di altre persone che hanno vissuto in prima persona la realtà' extraterrestre.

ANDREA DAL BON (fb: ELFO DELL ALCHIMISTA)
Da anni porta avanti una ricerca personale su se stesso, per la comprensione dell'esistenza dell'umanità. Ricerche che hanno inizio nel campo ufologico, aprendo poi uno scenario legato al nostro vivere in quest' universo. Lavoro svolto tra meditazione e autoipnosi, arrivando infine al fenomeno delle canalizzazioni.

“Autoipnosi, alla ricerca della consapevolezza”
Il mondo dell' autoipnosi è un argomento vasto e con origini molto antiche. Con un discreto impegno si può arrivare ad apprezzare i benefici che questa tecnica offre, ossia imparare ad ascoltare quello che viene chiamato l'Io interiore, arrivando ad entrare in comunicazione con il lato più profondo del nostro Spirito. Magari non avremo certezze, ma sicuramente aumentiamo la consapevolezza dentro di noi. Siamo quì per giocare? Allora giochiamo.

MAURIZIO RUCCO
Appassionato fin da piccolo a temi extra-ordinari, inizia il suo percorso nei primi anni 90 con il medico ingegnere biologo Ferenc Holecz, nella sua clinica di Lugano per imparare le basi della meditazione e della medicina alternativa. Parallelamente pratica hatha yoga finché, ricalcando il percorso di Battiato di cui era fan, conosce "Frammenti di un insegnamento sconosciuto" di Ouspensky allievo di Georges Ivanovič Gurdjieff. Frequenta diverse scuole Gurdjeffiane, inizia a fare conferenze su ciò che nel frattempo aveva imparato negli anni precedenti, finché non incontra un mistico Sufi la cui confraternita di appartenenza è la medesima a cui attinse Gurdjieff un secolo prima. Dopo 11 anni, intensi, durissimi e psicologicamente straordinari, negli ultimi anni, incitato dal maestro Sufi, inizia a rifare conferenze e corsi, insegnando tecniche di guarigione, rudimenti di Sufismo e tecniche Gurdjeffiane. Dopo una parentesi malanghiana inizia un nuovo percorso di studi e ricerche che l’ha condotto sino ad oggi. 


Fonte:

L'abduction del profeta Elia narrata nell'Antico Testamento (2 Re, 11-12) .

15 febbraio 2012
15 Febbraio 2012.

La Bibbia presenta numerose chiavi di lettura riguardo ad episodi che possono far pensare agli U.F.O., già presenti nei tempi remoti della storia. Tra questi racconti c'è quello del profeta Elia che d'improvviso è affiancato da "un carro di fuoco e cavalli di fuoco... ed Elia salì in cielo nel turbine" (Antico Testamento, 2° Libro dei Re 2, 11-12). Elia era soprannominato il Tisbita dal nome della sua città natia nel distretto di Galaad. Visse e operò nel regno d'Israele (dopo la divisione della Giudea) nel IX secolo a.C., durante il regno del re Acab e della sua sposa cananea, la regina Gezebele. Fedele al suo nome ebraico, Eli-Yahu - "Yahweh è il mio Dio" - era in costante conflitto con i sacerdoti e con i "portavoce" del dio Baal cananeo ("il Signore"), del quale Gezebele promuoveva il culto. Dopo un periodo di isolamento in un luogo nei pressi del Giordano, dove gli venne ordinato di diventare "Uomo di Dio", gli venne dato un "mantello" con poteri magici, e fu in grado di compiere miracoli in nome di Dio. In uno dei suoi più importanti miracoli, di cui fa menzione il Libro dei Re della Bibbia, Elia risuscitò il figlio della vedova di Sarepta che lo ospitava durante una carestia; ultimo fedele al Dio di Abramo, sfidò e vinse i profeti del dio Baal sul monte Carmelo: qui, dopo che essi furono svenuti, dimostrò la potenza di Dio accendendo, con la preghiera, una pira di legna verde e bagnata. Elia si presentò dinanzi al re Acab ad annunciargli, come castigo, tre anni di siccità. Abbattutosi il flagello sulla Palestina, ritornò dal re e per dimostrare l'inanità degli idoli lanciò la sfida sul monte Carmelo contro i 400 profeti di Baal. Quando sul solo altare innalzato da Elia si accese prodigiosamente la fiamma, e l'acqua invocata scese a porre fine alla siccità, il popolo linciò i sacerdoti idolatri. Ma Elia dovette sottrarsi all'ira della moglie di Acab, Jezabel, seguace del dio Baal. Sconfortato, pregò Dio di farlo morire. Ma dopo un angelo, gli apparve Dio ed Elia comprese che il trionfo del bene avviene con pazienza, perché Dio domina il tempo.Il fiero profeta, che indossava un mantello di pelle sopra un rozzo grembiule stretto ai fianchi, come otto secoli dopo vestì, Giovanni Battista, di cui è la prefigurazione, tornò in mezzo al popolo di Dio, ma non assistette al pieno trionfo di Jahvè. Fuggì sul monte Oreb (Sinai), presso il quale gli porgeva cibo un angelo, e dove parlò con Dio. Chiamò Eliseo a seguirlo e ad essere il suo successore. Infine venne rapito in cielo con «un carro di fuoco e cavalli di fuoco» (2 Re 2, 11). Elia ha una grande importanza nel sentimento religioso ebraico in quanto vi si ritiene che, come narra la Bibbia, non morto sia stato assunto in Cielo anima e corpo e di tanto in tanto ricompaia sulla terra sotto mentite spoglie per aiutare il popolo ebraico in difficoltà. Il profeta Malachia profetizzò che Elia sarebbe tornato prima del giorno del Signore dell'Era messianica: « Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore » (Malachia 3,23) Nel giorno di Pasqua ebraica alcuni ebrei lasciano una coppa di vino dinanzi all'uscio o ad una finestra aperta, in attesa che Elia torni e festeggi con loro la liberazione. Molti i racconti Talmudici e Chassidici che narrano la rivelazione del profeta Elia nel corso della storia manifestatosi a Maestri ebrei e ad appartenenti al popolo ebraico. Elia ascese al Cielo e venne poi trasformato in un angelo, anche con il compito di assistere al Brit milah degli appartenenti alla Religione ebraica. La sua ascesa al cielo non fu un evento né improvviso, né inatteso; al contrario era stato programmato e organizzato in precedenza, tant'è che gli furono comunicati in anticipo il luogo e il tempo. La località designata si trovava nella Valle del Giordano, sulla riva orientale del fiume. Quando fu il momento di recarvisi, lo accompagnarono i suoi discepoli, con testa Eliseo. Giunto sulle rive del Giordano, Elia arrotolò il suo mantello miracoloso e percosse le acque, che si divisero, consentendogli di attraversare il fiume. Gli altri discepoli che lo seguivano rimasero lì dov'erano, ma Eliseo insistette per accompagnarlo, e attraversò insieme a lui. Mentre camminavano conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo. Eliseo guardava e gridava: "Padre mio, padre mio, cocchio d'Israele e suo cocchiere". E non lo vide più. (2 Re, 11-12) 

Fonte: 

«Dopo le numerosissime e crescenti testimonianze circa i cosiddetti dischi volanti o astronavi e gli extraterrestri si può e si deve ragionevolmente affermare che qualcosa di vero esiste [....].» Monsignor Corrado Balducci, la Chiesa e gli U.F.O. .

3 febbraio 2012

                                                    
3 Febbraio 2012. 

Monsignor Corrado Balducci, deceduto a Roma nel 2008, ha più volte affermato pubblicamente l'esistenza degli U.F.O. . 

Negli ultimi anni della sua vita Balducci ha offerto importanti contributi di carattere teologico e filosofico alla questione dell‘esistenza di altre forme di vita senziente nell‘Universo, oltre a quella umana. Le sue affermazioni sono tuttora un punto di riferimento per molti studiosi di ufologia.

Il 24 Novembre 1986 ha dichiarato alla trasmissione di Canale 5 "Italia misteriosa": «E' verosimile che ci siano altri esseri, ciò non è molto strano, perché tra la natura umana e la natura angelica, di cui abbiamo la certezza teologica, c'è un divario troppo grande. E tra quest'uomo, nel quale lo spirito è subordinato tanto alla materia, e gli Angeli che sono solo spirito, è verosimile che esistono degli esseri che hanno lo spirito molto meno di materia e di corpo di quello che abbiamo noi. Potrebbero essere quelli che chiamiamo U.F.O., queste persone che apparirebbero con questi carri, e che abbiano anche non solo una scienza, ma una capacità naturale superiore alla nostra.»

Allo Speciale TG 1 dell‘8 Ottobre 1995: «Non si può più pensare è vero, non è vero, sono veri o sono falsità, ci si crede o non ci si crede, no! Oramai ci sono varie considerazioni che fanno dire con certezza che l'esistenza di questi esseri c'è. Non si può dubitare. Magari si potrà dire che su cento fenomeni ce ne saranno, anche se si dicessero novantanove non veri e uno veri, c'è quell‟uno che dice che certi fenomeni esistono. Quindi, questo è il primo problema, non è più non rientra più nell‟ambito della prudenza umana, dubitare, perché la prudenza dice di essere prudenti, ma non di negare.»

E ancora nel 1999 a un congresso di parapsicologia a Riccione e di ufologia a San Marino: «Dopo le numerosissime e crescenti testimonianze circa i cosiddetti dischi volanti o astronavi e gli extraterrestri si può e si deve ragionevolmente affermare che qualcosa di vero esiste. Anche se la stragrande maggioranza dei casi trova una spiegazione in varie considerazioni e fenomeni, tutto ciò appare inadeguato a esaurire la totalità delle testimonianze. La critica più severa e rigorosa potrà ridurre di molto il numero dell‟episodio ma mai eliminarli tutti. Una posizione di scetticismo integrale già di per sé appare contraria a quell'elementare prudenza suggerita dal buon senso. Di più, un'incredulità totale urta con la stessa ragionevolezza, poiché finisce per indebolire e distruggere il valore della testimonianza umana che è alla base della vita non solo individuale e sociale, ma anche religiosa; infatti, pure la religione cristiana si basa sulla testimonianza umana essendo la Rivelazione divina, un fatto storico. Per quanto concerne gli extraterrestri sono da escludersi la presenza di angeli, o diavoli, o defunti o della Madonna. Si tratta di esseri, composti come noi di una parte materiale, il corpo, e di una parte spirituale, l'anima. Il problema ufologico, pertanto, apre la via a quello dell'abitabilità di altri pianeti. Scientificamente non esiste ancora una certezza in proposito. Comunque dal punto di vista religioso l'ipotesi è anzitutto possibile, poiché a Dio nulla è impossibile. Di più, essa è verosimile poiché troppo grande è la differenza tra noi, che penso all'infimo grado di unione tra l'anima e un corpo il quale, con tutte le sue manchevolezze, la condiziona come strumento indispensabile nell'agire, e l'angelo che è solo spirito. Perciò, anche in forza del principio natura non facit saltus, riesce molto verosimile l'esistenza di esseri, nei quali la parte spirituale sia meno legata al corpo. Che vi siano altri mondi abitati non contrasta minimamente con la Sacra Scrittura, dove Cristo appare il centro e il capo della creazione dell'Universo e, perché Verbo Incarnato, esercita il suo influsso su tutti i possibili pianeti abitati. A favore poi dell'abitabilità di altri mondi esistono varie testimonianze non solo di scienziati ma di teologi e di persone morte in concetto di santità e per le quali è iniziato il processo di canonizzazione.»
In realtà la Chiesa cattolica non ha mai avuto un atteggiamento preciso in merito, lasciando a ognuno la libera interpretazione. Nella Bibbia, infatti (apparentemente) non si parla della possibilità o no che esistano altri mondi abitati. E' comunque molto indicativo che in Vaticano esiste una cattedra di parapsicologia (E.S.P.) e ufologia e che la Chiesa si sia sempre occupata di studi esobiologi collegati al SETI. Nonostante queste dichiarazioni il Cattolicesimo, così come tutte le altre religioni rivelate, presenta ancora diverse remore nell'accettare la possibilità che esista la vita su altri mondi. Se esistessero civiltà aliene significa che Cristo non è morto - in esclusiva - per il genere umano ma saremmo solo uno tra i tanti popoli salvati; oppure non ce ne sarebbe stato bisogno perché esseri senza peccato. E tutto questo va contro anni d‘insegnamento religioso, egocentrismo e onnipotenza umana. L'ufologia e la religione cattolica non hanno comunque motivo di contrasto, la ricerca scientifica non si pronuncia su questioni di fede e viceversa, si tratta di due campi assolutamente paralleli e conciliabili. Non così invece tra religione e contattismo, in cui la nascita di nuovi culti basati sulla diversa interpretazione di fatti e personaggi biblici è contrastante con le dottrine classiche, e di conseguenza considerati eretici.

A proposito degli alieni.... di Francesco Toscano ed Enrico Messina. Da pag. 28 a pag. 30.

16 settembre 2011

16 Settembre 2011.

A proposito degli alieni..... di Francesco Toscano ed Enrico Messina



Una pittura rupestre rinvenuta in una grotta in Val Camonica, raffigurante possibili creature aliene viste dagli occhi di uomini primitivi. (Fonte: dalla rete)



Se l’Universo brulica di alieni….. dove sono?
Enrico Fermi


Capitolo II°
Segnali dal passato
Parte Terza


                                                                      1. 5. I Sumeri e gli Anunnaki.

                                                                        Gli Anunnaki (Fonte: dalla rete)

                                                                        I Sumeri (abitanti di Šumer, egiziano Sangar, biblico Shinar, nativo ki-en-gir, da ki = terra, en = titolo usualmente tradotto come Signore, gir = colto, civilizzato, quindi "luogo dei signori civilizzati") sono la prima popolazione sedentaria al mondo che possa essere considerata "civilizzata". Erano rappresentati da una etnia della Mesopotamia meridionale (odierno Iraq sud-orientale), autoctona o stanziatasi in quella regione dal tempo in cui vi migrò (attorno al 4000 a.C.) fino all'ascesa di Babilonia (attorno al 1500 a.C.). La loro scrittura cuneiforme sembra aver preceduto ogni altra forma di scrittura e compare attorno alla fine del IV millennio a.C.

                                                                        La terra di origine dei Sumeri resta ancora oggi sconosciuta, ma di una cosa si è certi, i Sumeri non erano una popolazione di stirpe semitica. Oltre a questo è ben noto che essi non furono né il primo né l'unico popolo ad abitare le terre fra il Tigri e l'Eufrate, ma che presero il posto, o meglio si integrarono, con i complessi culturali di 'Ubaid e di Uruk, gente semita che già abitava queste terre e aveva raggiunto un discreto sviluppo tecnologico e organizzativo.
                                                                        Per quanto riguarda il luogo di provenienza dei Sumeri, esistono varie teorie. Le prove archeologiche dimostrerebbero che intorno al 4000 a.C. i Sumeri vivessero sui monti a nord della Mesopotamia (monti Zagros), nell'altopiano iranico, vicino l'attuale confine con la Turchia. Attorno al 3500 a.C. questa popolazione sarebbe scesa dai monti per occupare la bassa Mesopotamia, alla confluenza del Tigri e l'Eufrate. Altri studiosi hanno invece cercato somiglianze fra la lingua sumerica e gli antichi dialetti turchi e lingue indocinesi, ma nonostante gli sforzi fatti, l'origine dei Sumeri resta ancora incerta. Infine alcune allusioni letterarie sembrano invece indicare che i Sumeri provenissero dal mare.

                                                                        Ha poco senso chiedersi quando i Sumeri arrivarono in Mesopotamia, anche per il fatto che non si è sicuri che il loro "arrivo" sia stato un fenomeno migratorio precisamente databile. Molto più probabilmente si trattò di un'infiltrazione graduale e lenta che, come detto, portò all'integrazione con le culture locali; etichettare come "sumerica" la successiva cultura che ne originò è sì legittimo, pur sempre ricordandosi che si tratta di una semplificazione.

                                                                        L'analisi del lessico sumerico è una riprova del fatto che la cultura sumerica ebbe origine da più complessi culturali integrati. Ad esempio i nomi delle città sumeriche non hanno senso nella lingua sumerica e invece presentano analogie con i nomi delle città della Mesopotamia settentrionale, corrispondenti alla civiltà di 'Ubaid. Molti termini relativi alle funzioni produttive di base (ad esempio i vocaboli che si riferiscono alla fabbricazione della birra, l'agricoltura, il cuoio, le costruzioni ecc.) non sono di origine sumerica, ma da attribuirsi ad una lingua di sostrato, con probabili connessioni nell'area iranica, mentre vocaboli che si riferiscono a funzioni più specialistiche e di tipo direttivo-amministrativo sono di chiara origine sumerica.

                                                                        Ad esempio sono di origine sumerica vocaboli inerenti all'allevamento, alla navigazione, alla scultura, al diritto(le tavolette riportano i più antichi contratti di compravendita, registrati presso il tempio, con prezzo in mine d'argento) e all'educazione. Infine molte altre parole relative alle funzioni di mobilità e controllo sono di origine semitica.

                                                                        Schematizzando, i Sumeri, dopo il loro arrivo, si ritrovano a convivere e ad integrarsi con due popolazioni: i Semiti, che erano più rilevanti nelle zone del nord, e una popolazione di sostrato autoctona non sumerica. I Sumeri prenderanno piede soprattutto nella bassa Mesopotamia, territorio dove sorsero le loro maggiori città.


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                                                                        Secondo S. N. Kramer, professore di assiriologia, la civiltà dei Sumeri è la prima civiltà, tra l’altro si tratterebbe di una civiltà molto evoluta. Nel suo saggio “I Sumeri alle radici della storia” (1975), Kramer parla di prima cosmologia, di primi principi morali, di prime leggi, prime ricette mediche ecc. Oggi però sappiamo che la civiltà dei Sumeri, per quanto antica, non è la prima civiltà ed è costretta a cedere il passo alla più antica India.

                                                                        La civiltà sumera è stata indubbiamente molto evoluta per il periodo in cui è sorta, tant’è che Z. Sitchin ha elaborato una teoria diversa sulle loro origini ma di questo parleremo in seguito.

                                                                        I sumeri occupavano il territorio della Mesopotamia, cioè l’attuale Iraq. Le più antiche testimonianze scritte (tavolette d’argilla) risalgono al 3.500 a.C. In questo periodo in Mesopotamia sorgevano già delle piccole città stato come Ur, Lagash, Nippur e Eridu e il sistema di numerazione era sessagesimale, cioè in base 60. Le tavolette del 3000 a.C. dimostrano che c’era un simbolo per l’1, uno per il 10, uno per il 60, uno per il 600 e uno per il 3600. Il sistema era posizionale, cioè il numero da scrivere si evinceva in base alla posizione dei numeri. A partire dal 2000 a.C. questi simboli furono sostituiti da due simboli nuovi: uno per l’1 e l’altro per il 10. Il sistema era sempre posizionale (in parte anche additivo, ad esempio per scrivere numeri grandi si poteva utilizzare anche il metodo additivo) e sessagesimale. Lo svantaggio di questo sistema numerico è che non c’era lo zero e neanche un simbolo per separare i numeri (tipo la nostra virgola) dunque le cifre potevano dare adito ad ambiguità. In realtà il separatore c’era ma non veniva utilizzato. Come mai il popolo della Mesopotamia aveva scelto proprio un sistema sessagesimale? Per l’astronomia, per le frazioni e perché era un sistema piuttosto semplice. L’evoluzione di questo sistema numerico è attestato dalle tavolette d’argilla e da testi matematici che contengono nozioni di carattere commerciale e legale. Da questo sistema di numerazione nacquero le prime tabelle per la moltiplicazione, la divisione ed altre operazioni. In seguito si sviluppò l’algebra. Riguardo la disciplina astronomica sono state scritte anche importanti opere da parte di questo popolo. La scrittura sumera (e babilonese) era di tipo cuneiforme ed è molto difficile decifrarne i simboli.

                                                                        Verso il 2.400 a.C. i Sumeri furono assaliti dagli Accadi, un popolo proveniente dal deserto vicino e guidato da Sargon I il quale istituì un vasto impero i cui centri di potere erano Ur e Agade. Gli Accadi assimilarono molti tratti della cultura sumera come la scrittura e il sistema numerico. Tuttavia le città stato tornarono ad essere indipendenti. Gli invasori successivi furono gli Ittiti (1.600 a.C.) che affidarono il ruolo di capitale a Babilonia; poi gli Assiri (885 a.C.). Gli Assiri furono a loro volta conquistati dai Caldei, una popolazione della Mesopotamia meridionale. Nel 311 a.C. si stabilì la dinastia dei Seleucidi, chiamata così da Seleuco, uno dei generali di Alessandro Magno. Fu così che i Sumeri entrarono in contatto con la cultura greca.

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                                                                        Decifrare le tavolette d’argilla non è impresa facile. Uno dei pochi studiosi che possedeva (è deceduto a New York il 9 Ottobre 2010) questa competenza era il famoso studioso e professore Zecharia Sitchin autore di molti libri, tra cui Il pianeta degli dei(1976) e Le astronavi del Sinai(2001). Il testo in cui parla dei sumeri è il primo. Sitchin sostiene che i Sumeri siano il prodotto dell’accoppiamento con una razza aliena, di aspetto simile al nostro (perché noi siamo “a loro immagine e somiglianza”). Si tratterebbe di esseri intelligenti che i Sumeri chiamavano Anunnaki (figli del dio An) e la Bibbia chiama Nephilim e venivano da un pianeta (Nibiru) che ha un’orbita ellittica simile a quella delle comete, che transita tra Marte e Giove ogni 3600 anni: il dodicesimo pianeta. Praticamente secondo il professor Sitchin la selezione naturale di Darwin c’è stata ed ha prodotto i primati superiori dai quali discendiamo. Poi, grazie agli Anunnaki, c’è stato il salto verso l’homo sapiens.

                                                                        Secondo la sua teoria le cose sarebbero andate così: gli Anunnaki avrebbero iniziato a visitare la Terra e le loro gesta sono quelle che leggiamo nell’Antico testamento o nel libro di Gilgamesh. In seguito l’avrebbero colonizzata. Avendo bisogno di persone che lavorassero nelle miniere avrebbero creato “l’uomo” che corrisponde all’homo sapiens, il quale era stato generato appositamente per lavorare nelle miniere. Una volta creato, l’uomo avrebbe dovuto:
                                                                        • carpire dagli alieni il segreto per evolvere;
                                                                        • favorire l'accoppiamento fra gli extraterrestri e gli individui di sesso femminile della sua specie.

                                                                        Nella Genesi, infatti, leggiamo che i figli di Dio, che videro esser belle le figlie degli uomini, si presero in mogli, fra tutte, quelle che loro piacquero.

                                                                        Da questo accoppiamento sarebbero nati, secondo l’autore, i Giganti, cioè una razza perfetta (gli atlantidei erano dei Giganti e forse anche i Lemuri) e molti di questi esseri divini (gli alieni) sarebbero ancora qui sulla terra.

                                                                        La stessa Genesi (6, 1-4) dice:
                                                                        “Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell'uomo,perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni”. C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli:sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi.

                                                                        Alcuni sostengono che dall’accoppiamento tra un essere divino e un uomo nasca un individuo biondo con gli occhi azzurri. Altri, di contro, sostengono che questo tipo di individuo nasca dall’accoppiamento di due semidei.


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