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Archeologia Spaziale e Paleocontatto.

6 dicembre 2024

 

Il saggio "GLI ANTICHI ASTRONAUTI: DEI PER IL MONDO ANTICO, ALIENI PER QUELLO MODERNO.", di Francesco Toscano


Palermo, lì 6 dicembre 2024.

L'archeologia spaziale si può definire come la ricerca di tracce di presunti atterraggi di visitatori extraterrestri sulla Terra, sotto forma di particolari reperti archeologici o di testimonianze tramandate nel corso dei millenni.

Questa disciplina è strettamente legata alla teoria del paleocontatto, che ipotizza che civiltà aliene abbiano visitato la Terra in epoche remote, influenzando lo sviluppo delle civiltà antiche e lasciando indizi della loro presenza.

Esempi specifici di reperti archeologici e testimonianze che vengono spesso citati a supporto della teoria del paleocontatto includono:

  • Le linee di Nazca in Perù: enormi geoglifi che alcuni ritengono possano essere state create come segnali visibili dallo spazio;
  • Le piramidi di Giza in Egitto: la precisione e la complessità della loro costruzione hanno portato alcuni a ipotizzare un intervento extraterrestre;
  • I manufatti di metallo fuori posto (OOPArt): oggetti metallici trovati in contesti archeologici che sembrano essere troppo avanzati per la tecnologia dell'epoca. Un esempio di OOPArt è la "garza" di Dal'negorsk, composta da sottilissimi fili di carbonio e metallo, impossibile da produrre con la tecnologia del 1986;
  • Miti e leggende di varie culture: racconti di divinità discese dal cielo, come i miti babilonesi, greci, nordici e precolombiani, che potrebbero essere interpretati come descrizioni di incontri con esseri extraterrestri.

L'archeologia spaziale cerca di interpretare questi reperti e testimonianze alla luce della teoria del paleocontatto, cercando di dimostrare che l'umanità non è sola nell'universo e che ha avuto contatti con civiltà aliene in passato.

È importante sottolineare che la teoria del paleocontatto è controversa e non è accettata dalla comunità scientifica tradizionale. Molti studiosi ritengono che le spiegazioni convenzionali siano sufficienti per spiegare i reperti archeologici e le testimonianze citate a supporto della teoria. Tuttavia, l'archeologia spaziale continua ad essere un campo di studio affascinante che stimola la nostra immaginazione e ci spinge a interrogarci sulla nostra posizione nell'universo.

Al prossimo post!

Il saggio "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno", di Francesco Toscano, in vendita su Lulu.com al costo di € 7,00.

29 settembre 2014

29 settembre 2014.

Cari amici, gentili amiche, buongiorno!
Mi pregio segnalarvi che da oggi è possibile acquistare il saggio dal titolo "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno", di Francesco Toscano, presso il seguente store online:
Il prezzo di vendita è stato fissato in € 7,00, cioè scontato del 30% rispetto al prezzo di copertina, inizialmente fissato dall'autore in € 10.00.
Certo di avervi fatto cosa gradita, colgo l'occasione per porgere loro cordiali saluti.
Francesco Toscano, l'autore del saggio.


Sinossi:
Milioni di persone in tutto il mondo credono che in passato siamo stati visitati da esseri extraterrestri. E se fosse vero? Questo libro nasce proprio per questo motivo, cercare di dare una risposta, qualora ve ne fosse ancora bisogno, al quesito anzidetto. L'archeologia spaziale, o archeologia misteriosa, è definibile come la ricerca delle tracce, sotto forma di particolari reperti archeologici o delle testimonianze tramandate nel corso dei millenni, di presunti sbarchi sulla Terra di visitatori extraterrestri avvenuti all’alba della nostra civiltà. Per questo suo rivolgersi al passato, tale disciplina può essere considerata parte, o complemento della Clipeologia.

Dettagli del prodotto:
ISBN
9781291454307
Edizione
Terza Edizione - Revisione del 20 giugno 2013
Editore
Lulu.com
Pubblicato
20 giugno 2013
Lingua
Italiano
Pagine
146
Rilegatura
Copertina morbida con rilegatura termica
Inchiostro contenuto
Bianco e nero
Peso
0,27 kg
Dimensioni (centimetri)
Larghezza: 15,24, altezza: 22,86

Su Radio Carini, ogni venerdì, dalle 22.00 alle 23.30, la nuova trasmissione sul mistero denominata "Nuovo Millennio", di Gabriele Lombardo.

30 dicembre 2013

30 dic. 2013. Egregio lettore, gentile lettrice del blog, buonasera; a voi, che come me siete appassionati del fenomeno Ufo ed alieni, ed in generale del paranormale, del mistero, mi pregio oggi di segnalare la nascita della trasmissione radiofonica "Nuovo Millennio", che va in onda su Radio Carini ogni venerdì dalle ore 22.00 alle ore 23.30 (speciali inclusi), e che arricchisce, di fatto, il già corposo palinsesto del network radiofonico carinense, quarto centro più popolato della provincia di Palermo e il ventiquattresimo della Sicilia. La trasmissione radiofonica de quo è stata ideata, prodotta, e viene condotta da Gabriele Lombardo, con la collaborazione di Angelo, Valentino e Massimiliano. Nella prima puntata, andata in onda qualche settimana addietro (la prossima sarà la nona), si è parlato degli esopianeti fin'ora scoperti[1], e si è poi dissertato su un recente articolo di stampa pubblicato sul quotidiano New York Times, afferente un presunto black out[2] della linea elettrica statunitense che avrebbe dovuto oscurare numerose città degli States, evento che si sarebbe dovuto verificare, secondo alcuni insider, nella seconda decade del mese di dicembre del c.a., verosimilmente a seguito di un attacco cibernetico o a seguito di una potente eruzione solare, nonché di altri interessantissimi argomenti relativi al fenomeno Ufo. E' possibile seguire la trasmissione sul canale youtube della trasmissione:
La pagina facebook della trasmissione è la seguente:
Allora che cosa aspettate? Sintonizzatevi sin dal prossimo venerdì su Radio Carini per meglio comprendere il fenomeno che tanto vi appassiona. Cordiali saluti, Francesco Toscano.



[1] Un pianeta extrasolare (o exopianeta, o esopianeta) è un pianeta non appartenente al sistema solare, orbitante cioè attorno a una stella diversa dal Sole. Al 9 novembre 2013 erano conosciuti 1.039 pianeti extrasolari in 787 sistemi planetari diversi (di cui 173 multipli) e 192 altri pianeti in attesa di conferma o controversi. L'elenco completo dei pianeti extrasolari conosciuti può essere trovato nella Lista dei pianeti extrasolari confermati e nella Lista dei pianeti extrasolari non confermati o controversi. Il traguardo simbolico del 1000º pianeta conosciuto è stato raggiunto il 22 ottobre 2013, con l'annuncio di 11 pianeti gioviani caldi da parte del progetto SuperWASP. La scoperta della maggior parte degli esopianeti è resa possibile da metodi di osservazione indiretta piuttosto che da osservazioni al telescopio. A causa dei limiti delle tecniche di osservazione attuali, la maggior parte dei pianeti individuati sono giganti gassosi come Giove e, solo in misura minore, pianeti rocciosi massivi del tipo Super Terra, anche se ultimamente la frazione di pianeti più piccoli sta notevolmente crescendo, soprattutto grazie alla missione Kepler.
[2] Nel 2003, si è verificato un blackout negli Stati Uniti e nel Canada che ha paralizzato gli U.S.A., lasciando circa 50 milioni di persone al buio. Dieci anni dopo gli Stati Uniti sono ancora preoccupati per la vulnerabilità della loro rete elettrica. Sull'argomento, qualora interessati, si può leggere l’articolo pubblicato al seguente url: http://www.nytimes.com/2013/11/11/booming/the-blackout-that-exposed-the-flaws-in-the-grid.html?_r=0

Antropologo americano rivela: “Abbiamo la prova inconfutabile che la storia umana è completamente da riscrivere”.

20 novembre 2013
20 novembre 2013.

La storia dell’umanità su questo pianeta è la più grande menzogna mai raccontata e scritta. Non vedo l’ora che la verità venga esposta e che i falsi libri di storia vengano bruciati! I mass-media sono complici di un insabbiamento di proporzioni epiche”.  

Le Piramidi Bosniache – le più grandi del mondo.




L’antropologo, Dott. Semir Osmanagich, fondatore del Parco Archeologico Bosniaco, il sito archeologico più attivo del mondo, dichiara che le prove scientifiche, ‘inconfutabili’, venute alla luce, sull'esistenza di antiche civiltà con tecnologia avanzata, non ci lasciano altra scelta se non quella di riscrivere la nostra storia, la storia dell’Umanità Terrestre. Un attento esame, su l’età di alcune strutture, rivela definitivamente che sono state costruite da civiltà avanzate di oltre 29.000 anni fa. “Riconoscere che siamo testimoni di prove fondamentali dell’esistenza di antiche civiltà avanzate risalenti a oltre 29 mila anni fa, e un esame delle loro strutture sociali, costringe il mondo a riconsiderare totalmente la sua comprensione sullo sviluppo della civiltà attuale e della sua storia”, spiega il Dott. Semir Osmanagich. “I dati conclusivi del 2008 riguardanti il sito della Piramide Bosniaca, e confermati quest’anno da diversi laboratori indipendenti che hanno condotto test di carbonio radiofonico, hanno rilevato che il sito risale a più o meno 29.400 anni fa, minimo”. La datazione delle prove al radiocarbonio è stato fatto dal Radiocarbonio Lab di Kiev, in Ucraina, su materiale organico presente nel sito bosniaco della Piramide. Il fisico Dr. Anna Pazdur dell’Università polacca di Slesia, ha annunciato la notizia in una conferenza stampa a Sarajevo nell’agosto del 2008. 

Il professore di Archeologia Classica presso l’Università di Alessandria, Dott. Mona Haggag, ha descritto questa scoperta come “scrivere nuove pagine della storia europea e mondiale”. La data di 29.000 anni del Parco Archeologico Bosniaco, è stata ottenuta da un pezzo di materiale organico recuperato da uno strato di argilla che si trovava all’interno dell’involucro esterno alla piramide. Ne consegue una data campione, ottenuta durante la stagione 2012 nello scavo su materiale che si trova sopra il calcestruzzo, di 24,8 mila anni, il che significa che questa struttura ha un profilo di costruzione che risale a quasi 30 mila anni. “I popoli antichi che hanno costruito queste piramidi conoscevano i segreti della frequenza e dell’energia. Hanno usato queste risorse naturali per sviluppare tecnologie, e per intraprendere la costruzione di scale che non abbiamo visto in nessun altro posto della terra”, ha detto il dottor Osmanagich.“Le prove dimostrano chiaramente che le piramidi furono costruite allineandole con la griglia energetica della Terra, ed erano come macchine che fornivano energia al potere della guarigione”. Studiosi di storia antica negli Stati Uniti, hanno notizie altrettanto sorprendenti su qualcosa trovato negli angoli più lontani del globo. Per esempio la scoperta di Rockwall al di fuori di Dallas, Texas, è solo un esempio di come stiamo riesaminando antichi misteri che rivelano molto sul nostro passato. Il sito Texano è un complesso e poderoso muro di dieci miglia di diametro costruito oltre 20.000 anni fa e coperto dal suolo sette piani sotto terra. La domanda è: da chi è stata costruita questa struttura e per quale scopo e, soprattutto, la conoscenza data da queste civiltà del passato, in che modo può aiutarci a comprendere il nostro futuro? Nuove tracce rivelate o antiche civiltà ri-scoperte hanno acceso una innata curiosità per le origini umane, come risulta dalla recente copertura nei media mainstream. Il numero di novembre 2013 di National Geographic: I 100 più grandi misteri rivelati delle Civiltà Antiche dice, “A volte le culture si lasciano dietro misteri che confondono coloro che vengono dopo di loro, dai menhir ai manoscritti codificati, ci indicano che gli antichi hanno avuto uno scopo profondo”. Scienziati lungimiranti continuano a perseguire la conoscenza del nostro passato che è utile per determinare un futuro migliore. Il rinomato autore Michal Cremo, nel suo libro Forbidden Archeology, teorizza che la conoscenza dell’avanzato Homo-sapiens è stata soppressa o ignorata dalla comunità scientifica perché contraddice le attuali opinioni sulle origini umane che non vanno d’accordo con il paradigma dominante. 

Göbekli Tepe, Şanlıurfa, 2011

Gobekli Tepe nella Turchia orientale.

I risultati indicano chiaramente che simili civiltà avanzate di esseri umani erano presenti in tutto il mondo in quel momento storico. Ad esempio, il Gobekli Tepe (la foto in alto) che si trova nella Turchia orientale, è un vasto complesso di enormi cerchi di pietre megalitiche, con un raggio tra i 10 e i 20 metri, molto più grandi di quelle del noto sito di Stonehenge in Gran Bretagna. Agli scavi di Gobekli Tepe che hanno avuto inizio nel 1995, sono stati fatti dei test al carbonio radiofonico i quali hanno rivelato che la struttura risale almeno a 11600 anni fa. L’archeologo tedesco Klaus Schmidt dell’Istituto Archeologico Tedesco di Berlino in Germania, con il supporto dell’ArchaeoNova Institute di Heidelberg, sempre in Germania, ha condotto lo scavo di questi preistorici circoli megalitici scoperti in Turchia. “Gobekli Tepe è uno dei più affascinanti luoghi neolitici del mondo”, ha sostenuto il Dott. Klaus Schmidt. Ma, come spiega in un recente rapporto, per capire le nuove scoperte, gli archeologi hanno bisogno di lavorare a stretto contatto con gli specialisti di religioni comparate, con i teorici dell’architettura e dell’arte, con i teorici della psicologia evolutiva, con i sociologi che utilizzano la teoria delle reti sociali, e altri ancora. “E’ la complessa storia delle prime, grandi comunità insediate, la loro vasta rete, e la loro comprensione comune del loro mondo, forse anche delle prime religioni organizzate e delle loro rappresentazioni simboliche del cosmo”, come riportato da Klaus Schmidt . Oltre alle strutture megalitiche, sono state scoperte figure e sculture, raffiguranti animali di pre natura storica, come i dinosauri e altri animali selvatici. Dal momento che gli scavi iniziarono nel 1995, quattro dei circoli sono stati parzialmente ripuliti, ma si pensa che ci siano ancora fino a 50 ambienti nascosti sottoterra. Questi enormi monoliti svettanti, di sette metri di altezza e 25 tonnellate di massa a Gobekli Tepe, sono situati proprio nel cuore di ciò che percepiamo come l’origine della civiltà. Questo offre ai ricercatori, delle nuove linee guida per la vera storia della terra e delle nostre antiche civiltà. “L’obiettivo della ricerca archeologica non è quello di scoprire semplicemente tutti i circoli megalitici, ma sopratutto cercare di capire il loro scopo”, ha aggiunto Schmidt. 

"Il Mistero archeologico degli scheletri giganti umani".

28 aprile 2013
Quello che riportiamo è un articolo che è possibile trovare in rete in diversi siti. In fondo le nostre considerazioni e le indagini che abbiamo effettuato in proposito: nel 2004 in India, sono stati ritrovati scheletri e manufatti Giganti. Tutto ha avuto inizio da una normale attività esplorativa nel deserto Indiano, in un luogo chiamato "The Empty Quarter" (Il Settore Vuoto), nel Nord dell'India. In questa regione sono venuti alla luce i resti di uno scheletro umano di taglia eccezionale (vedere comparazione nell'immagine). La scoperta è stata fatta nel 2004 dal Team National Geographic (Divisione Indiana), con l'appoggio dell'Esercito Indiano, poiché l'area è sotto la giurisdizione dell'Esercito. Sembra che siano state trovate anche delle tavolette con iscrizioni che affermavano che gli dei Indiani, come il mitologico "Brahma", avessero generato persone di taglia eccezionale: molto alti, grandi, e assai potenti, in grado di poter abbracciare un grosso tronco di albero e sradicarlo. Secondo l'iscrizione, questi uomini giganti furono creati per portare ordine nel mondo, sempre in lotta l'un contro l'altro. Si crede che anche uno dei figli di Bhima, uno dei fratelli Pandava, potesse portare questi geni. In seguito, questi semidei (Asura) a cui era stato dato tutto quel potere, si rivoltarono proprio contro gli Dèi e oltre ogni limite trasgredirono la loro supremazia. Di conseguenza, essi furono distrutti dal Dio Shiva. La squadra di esplorazione della National Geographic ritiene che questi siano i resti di uno di quegli straordinari esseri. Il Governo Indiano ha reso sicura l'intera area, e non è permesso a nessuno di entrare, se non al solo personale del National Geograpich Team. . Altre testimonianze Vi sono innumerevoli testimonianze del passato dove esploratori e studiosi dell'epoca dicono di aver realmente visto resti umani giganti,qui di sotto ne riportiamo alcuni esempi: Hernan Cortes, durante la sua conquista del Messico, entrò in possesso di ossa gigantesche, che secondo gli indigeni appartenevano ad una oramai estinta razza di giganti. Il prode Cortes stesso si incaricò di spedire al Re di Spagna un "femore altro quando un essere umano". Una copia di un femore di tale dimensione, trovato nella regione mesopotamica, è conservata nel Mt. Blanco Fossil Museum (USA). Molte leggende su antichi giganti abitanti le sponde del lago Titicaca e poi trasferitisi a sud, in Patagonia, potrebbero essere confermate dagli avvistamenti (se veritieri) di esploratori come Magellano, Drake, Hernandez ed altri. Un altro storico del periodo della Conquista spagnola del Nuovo Mondo, tale Fernando de Alba Ixtilxochitl, narrava che i resti dei giganti abitanti nella Nuova Spagna [Messico] si potevano trovare ovunque. Giovan Battista Modena fu un canonico ed uno studioso vercellese, vissuto fra il XVI ed il XVII secolo. A lui si devono gli studi sui presunti giganti di Saletta. Egli, infatti, trovò nella Chiesa di S. Cristoforo, in Vercelli, un dente gigantesco conosciuto, per l’appunto come "dente di San Cristoforo". La leggenda vuole che, nel 1622, trovi a Saletta i resti di un gigante, di cui egli narra: ho ritrovato un corpo gigantesco di altezza e grandezza indicibile, che io stesso ho veduto e misurato..." Nel 1577 a Weiillisau, in Svizzera, vennero alla luce i resti di uno scheletro umano che, benché mancante di alcune parti, venne ricostruito dall’anatomista Plater nella creta e risultò appartenere ad un essere alto 5,80 metri. Tale ricostruzione, venne esposta nel museo locale ed ancora oggi si può ammirare nel paese una statua di un gigante, atta a commemorare tale ritrovamento. A Glozel (uno dei misteri più profondi degli ultimi anni e una delle pietre nella scarpa, più dolenti per la scienza ufficiale) vicino Vichy, in Francia, furono rinvenute nel 1925, ossa umane giganti, crani grandi il doppio, impronte di mani giganti, oltre a monili fatti a misura per arti giganteschi, il tutto risalente fra tra i 17-15000 anni fa. Il ritrovamento, sempre a Glozel, di manufatti squisiti in ceramica ed esempi di scrittura (il primo modello di scrittura documentato, si faceva risalire al IV millennio a.C.) conferisce a questo luogo (che è sopravvissuto a tutti i tentativi di screditamento) un‘aurea ancora più misteriosa. Uno scheletro di un guerriero riesumato in Inghilterra, misurava un’altezza di 2,80 metri, mentre a Latina (nel Lazio), nel 1969, furono rinvenute le tombe di 50 guerrieri, relative al periodo antico romano, alti tutti tra 1,80 metri e 2,20 metri, in aperto contrasto con la statura media dell’epoca. Persino lo storico Erodono (storie 1-68) narra di un ritrovamento di un gigante: di circa 3,10 metri di altezza. Nel 1870, un agente indiano (pellerossa) Frank La Fleche, annunciò che gli indiani Omaha avevano dissotterrato otto giganti con i teschi misuranti 60 cm; le stesse tribù indiane chiamavano questi giganti Mu-A-Luskha, e narravano che erano arrivati millenni primi dall’Oceano Pacifico sulle coste americane, avevano combattuto e distrutto le tribù amerinde esistenti, stuprato le donne di questi, e fondate città e scavati pozzi. Strano che, nel nome che gli Indigeni gli han dato, vi sia la parola MU. Nel 1943, alcuni genieri militari di stanza a Shemya, un’isola del gruppo delle Aleutine, ritrovarono delle ossa di proporzioni notevoli e crani enormi (le dimensioni di questi oscillavano fra i 50 e i 60 cm!). Questi giganti, misuravano circa 7 metri! Le autorità militari subito giunte sul posto provvidero subito ad intimare il silenzio su questa faccenda. In California, nel 1810, venne rinvenuto lo scheletro di un gigante con sei dita. Un teschio, con una doppia fila di denti saldati alla poderosa mascella, appartenente ad un gigante, fu rinvenuto sull’Isola di Santa Rosa, nel canale di Santa Barbara, California. Alcuni soldati di stanza a Lampock Ranch, in California, rinvennero lo scheletro di un gigante, e un frate cattolico ordinò loro di sotterrarlo nuovamente poiché i nativi locali erano adirati da tale profanazione, credendo tali resti quello che rimaneva di un antico dio. Tornando più vicino a casa nostra, nel bresciano, nella Chiesetta di San Salvatore, sono conservate delle gigantesche ossa umane che si possono osservare spiando attraverso una grata. In Marocco, presso Agadir, venne ritrovato un set di utensili, risalenti a 300.000 anni fa, concepito per essere usato dalle mani di un uomo alto minimo 4,50 metri! Negli anni '70 un proprietario terriero, Martinez, in Messico, rinvenne le ossa di due uomini d'indicibile altezza. Denunciato il fatto alle autorità locali, venne accusato di omicidio. Questo lo convinse, dopo essere stato liberato dietro cauzione, ad incenerire le ossa! A Gargayan, nelle Filippine, è stato scoperto uno scheletro di 5,18 metri. A Ceylon i resti misurano 4 metri; mentre a Tura, in Pakistan, è venuto alla luce uno scheletro di 3,35 metri. Scoperte simili sono state compiute in Marocco, in Moravia e Siria. Per ultimo, ma solo perché negli anni c’è stata una notevole controversia sulla tradizione letterale della parola “Nefilim”, citiamo la tradizione biblica, che narra di una stirpe di giganti, i Nefilim per l’appunto, discesa dal cielo e accoppiatisi con le femmine della razza umana (Genesi 6,1-4; libro dei Numeri 13, 21-29,32-33; libro dei Re 17, 4-51; Deuteronomio 3 e 2, 20-21; Cronache 20,6-8) Il manoscritto messicano di Pedro de los Rios narra che: ... prima del diluvio, che si verificò 4008 anni dopo la creazione del mondo, la Terra di Anahuac era abitata dai giganti Tzocuillexo..., mentre nella tradizione Maya, si parla dei Quinatezmin. Molti altri esempi di resoconti (quanto leggendari?), scritti e orali, su esseri giganteschi sono presenti nelle varie tradizioni popolari, in tutto il mondo ed elencarle tutte appesantirebbe di molto quest'articolo. Come non credere, che almeno alcuni di questi ritrovamenti siano veri? E' logico che sia più facile screditare, che confermare la veridicità su questi ritrovamenti; ma se pensiamo alla Porta del Sole o ad altri monumenti, costruiti con monoliti ad altezze impensabili con lontananze dalle cave di estrazione di numerosi chilometri, il 2+2.. potrebbe essere già fatto... 

Ufo sulla terra 300 milioni di anni fa.

11 febbraio 2013
L'OOPart di Vladivostok, in Russia. Si tratta di un meccanismo di un “UFO” precipitato 300 milioni di anni fa?

11 febbraio 2013.

Un’asta di metallo dentata costruita artificialmente più 300 milioni di anni fa. Se la scoperta fosse vera, sarebbe un ritrovamento eccezionale da stravolgere le conoscenze e ipotesi della storia del pianeta terra. Difficile pensare che 300 milioni di anni fa qualcuno sarebbe stato capace di creare un’asta dentata fatta al 98% di alluminio e 2% di magnesio. Eppure un signore residente nella cittadina di Vladivostok in Russia ha trovato in mezzo a del carbone che trasportava per la sua stufa un oggetto che sporgeva dal carico di torba. Incuriosito ha portato ad un biologo il resto incastrato in un pezzo di carbone che dopo averlo analizzato ed essersi assicurato che non era stato manomesso, ovvero fosse stato inserito successivamente l’asta di metallo, sono arrivati alla sorprendente conclusione che non si tratta di un pezzo naturale ma dovrebbe essere un oggetto creato artificialmente più di 300 milioni di anni fa, essendo rimasto legato ad un pezzo di carbone non alterato. Dovrebbe, manteniamo il condizionale, perché presto verranno effettuate nuove analisi dell’asta di metallo fatta di un alluminio incredibilmente leggero e altrettanto flessibile. Considerato che l’uomo ha fatto la comparsa sulla terra 5, 6 milioni di anni fa, le ipotesi che si possono fare per sapere chi è stato l’autore del pezzo che dovrebbe essere parte di un più complesso ingranaggio,al momento potrebbero essere tante. E naturalmente gli appassionati di fenomeni extraterrestri hanno già pensato si tratti di opera degli Ufo che già 300 milioni di anni fa avrebbero dunque visitato la terra. Ma come spesso accade ipotesi come queste dopo un po’ di tempo vengono smentite dopo una più attenta e scientifica valutazione dei fatti.

Fonte:

L'ebook "GLI ANTICHI ASTRONAUTI: DÈI PER IL MONDO ANTICO, ALIENI PER QUELLO MODERNO", compralo su www.lulu.com al prezzo di € 2,99.

29 gennaio 2013
29 gennaio 2013. Milioni di persone in tutto il mondo credono che in passato siamo stati visitati da esseri extraterrestri. E se fosse vero? Questo libro nasce proprio per questo motivo, cercare di dare una risposta, qualora ve ne fosse ancora bisogno, al quesito anzidetto. L'archeologia spaziale, o archeologia misteriosa, è definibile come la ricerca delle tracce, sotto forma di particolari reperti archeologici o delle testimonianze tramandate nel corso dei millenni, di presunti sbarchi sulla Terra di visitatori extraterrestri avvenuti all’alba della nostra civiltà. Per questo suo rivolgersi al passato, tale disciplina può essere considerata parte, o complemento, della Clipeologia. Gli studiosi di questa nuova “scienza” di frontiera, volta a indagare la presenza di extraterrestri nel passato dell’umanità, hanno dissertato e continuano a discutere circa la possibilità che civiltà aliene, presumibilmente abitanti di mondi disseminati nella nostra Galassia (la Via Lattea), in epoca remota, dopo essere atterrati nel nostro piccolo mondo, avrebbero aiutato l'evoluzione della nostra civiltà, se non, addirittura, "creato" l'uomo con ardite operazioni di biogenetica. Tale teoria rientra nella cosiddetta “ipotesi extraterrestre”, secondo la quale all'origine della civiltà umana vi sarebbe un popolo alieno, proprio come sostengono le varie mitologie quando parlano di “Dèi venuti dal Cielo”. I visitatori spaziali avrebbero fornito ai terrestri le conoscenze necessarie per iniziare il loro lungo cammino verso la civiltà; poi, compiuta la missione, sarebbero tornati al loro mondo sperduto nella Galassia. E' la tesi sostenuta dai “teorici degli antichi astronauti” e sembrerebbe, oggi, una valida risposta alla domanda che sempre di più gli uomini del nostro tempo si pongono: “Siamo soli nel silenzio dell'Universo?” Le teorie sul contatto delle antiche civiltà umane con gli extraterrestri sono divenute popolari dagli anni Sessanta - Settanta del secolo scorso, con la pubblicazione dei libri di Erich von Däniken e Peter Kolosimo ed in particolare dei bestseller di Kolosimo “Non è terrestre” (1969) e “Astronavi sulla preistoria” (1972), sebbene il substrato di tali idee fosse nato alla fine degli anni Cinquanta con il sorgere dell'ufologia. Questi libri sostengono che la storia dell'umanità sia potuta iniziare solo grazie all'avvento di popolazioni extraterrestri sovrasviluppate, che avrebbero fatto dono all'uomo della civiltà. Il primo contatto dell'umanità con esseri alieni dovrebbe essere avvenuto in tempi assai remoti, influenzando in modo determinante il corso delle antiche civiltà, e in particolare di quella Sumera, Maya, Inca, Azteca, Greca, e della più antica civiltà indiana. Tale posizione, nota come “teoria del paleocontatto”, è stata usata da vari autori, dopo von Däniken e Kolosimo, come ad esempio dal professore Zecharia Sitchin , in una serie di libri presto divenuti best seller a testimonianza dell'interesse popolare. 
In questo eBook, dopo la pubblicazione del libro “A proposito degli alieni….”, edito da lulu.com negli Stati Uniti d’America (ISBN 9781470949440) nel 2011, e da Photocity.it in Italia (ISBN 9788866822080) nel 2012, l’autore cercherà di corroborare, attraverso un lungo, articolato ed ipotetico viaggio a ritroso nel tempo, ed attraverso l’esame e lo studio di alcuni siti archeologici, nonché l’esame di alcuni OOPart , “le prove” dell’esistenza di presunti contatti in epoche remote fra alcune civiltà aliene e l’Homo Sapiens. Il mistero, le sue implicazioni e il fascino in esso celato suscitano da sempre una comprensibile sete di conoscenza. Non a caso la parola “mistero” è assimilabile anche al termine poetico “misterio”, che deriva da “Sofia” e significa “Sapienza”. Aprite le vostre menti, uscite da questa realtà che vi circonda, svuotate il cassetto della memoria per un momento affinché possiate registrare questi nuovi dati che difficilmente sono reperibili nei libri di storia, quella che ci hanno insegnato sui banchi di scuola, pesantemente condizionata dalla religione e dall’operato della Chiesa Cattolica nell’ultimo millennio, e raccolti per voi dall’autore. E così, a braccetto con il lettore, senza alcuna velleità, tenendo conto delle difficoltà oggettive che si incontrano nell’accettare teorie così contraddittorie, si tenterà di svelare gli arcani misteri che si sono persi nella nebbia del tempo, al solo fine di ricercare la “verità”, quella che sconvolge e pone degli inquietanti interrogativi: chi siamo? Da chi siamo stati creati e perché? Qual è il nostro ruolo nell’Universo oggi conosciuto, così vasto ed immenso? Dove siamo diretti? 

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L'ebook "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno." di Francesco Toscano, in vendita su Google Play al prezzo di € 8,05.

23 novembre 2012
23 novembre 2012.

Gentile lettrice, Egregio lettore del blog, buonasera.
Vi comunico che da oggi è possibile acquistare l'ebook "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno." sul portale internet Google play, al prezzo di € 8,07. Chiunque di voi fosse interessato all'acquisto dell'ebook può farlo digitando o cliccando sul seguente url: https://play.google.com/ .
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Buona lettura!
Francesco Toscano, l'autore del libro.

L'eBook "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno" di Francesco Toscano, in vendita al prezzo di € 4,00 sul portale internet http://www.compraebook.com/.

8 novembre 2012
8 Novembre 2012.


Sino al 31 Dicembre 2012, l'eBook "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno" di Francesco Toscano , edito dalla casa editrice lulu.com, sarà in vendita sul portale internet 

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Cordialmente Vostro, l'autore del libro, Francesco Toscano.

L'eBook (PDF per Adobe Digital Editions) "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno" di Francesco Toscano, al prezzo di € 4,80 sul portale internet lulu.com .

23 ottobre 2012
23 Ottobre 2012.


Sino al 26 Ottobre 2012 l'eBook (PDF per Adobe Digital Editions) "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno" di Francesco Toscano , edito dalla casa editrice lulu.com, sarà in vendita sul portale della medesima casa editrice scontato di un ulteriore 20%. Ciò significa che da oggi e fino al 26 Ottobre 2012 potete acquistare l'eBook in questione al prezzo di  € 4,80
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Nibiru nell'iconografia delle culture dell'antichità.

4 ottobre 2012
4 Ottobre 2012.

Qui a fianco si possono notare gli antichi simboli che rappresentavano il pianeta Nibiru, luogo d'origine degli antichi dèi: gli Anunnaki. Si tratta di un immagine raffigurante un globo alato o disco solare alato. Raffigurazioni di questi simboli sono stati trovati nell'antica cultura egizia,  mesopotamica, come in altre culture molto più antiche. L'ultima foto in basso rappresenta un affresco della cultura greco-romana; è tra uno dei tanti tesori trovati tra le catacombe di Kom el-Shugafa, la collina ' di cocci', che si trova a sud-ovest di Alessandria d'Egitto. Risalenti al I e II secolo, le reliquie rinvenute presso Shugafa el-Kom sono una curiosa miscela di arte egizia, romana e d'influenza greca.  

Pubblicato dalla casa editrice Photocity.it il libro dal titolo "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno" (codice ISBN 978-88-6682-283-7 ) di Francesco Toscano.

3 agosto 2012
3 agosto 2012.

Pubblicato dalla casa editrice Photocity.it il libro dal titolo "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno" (codice ISBN  978-88-6682-283-7 ) di Francesco Toscano. L'opera in questione può essere acquistata sul portale della medesima casa editrice, raggiungibile all'url http://ww2.photocity.it/, al prezzo di € 11,00.

Sinossi:-

Milioni di persone in tutto il mondo credono che in passato siamo stati visitati da esseri extraterrestri. E se fosse vero? Questo libro nasce proprio per questo motivo, cercare di dare una risposta, qualora ve ne fosse ancora bisogno, al quesito anzidetto. L`archeologia spaziale, o archeologia misteriosa, è definibile come la ricerca delle tracce, sotto forma di particolari reperti archeologici o delle testimonianze tramandate nel corso dei millenni, di presunti sbarchi sulla Terra di visitatori extraterrestri avvenuti all’alba della nostra civiltà. Per questo suo rivolgersi al passato, tale disciplina può essere considerata parte, o complemento, della Clipeologia. Gli studiosi di questa nuova “scienza” di frontiera, volta a indagare la presenza di extraterrestri nel passato dell’umanità, hanno dissertato e continuano a discutere circa la possibilità che civiltà aliene, presumibilmente abitanti di mondi disseminati nella nostra Galassia (la Via Lattea), in epoca remota, dopo essere atterrati nel nostro piccolo mondo, avrebbero aiutato l`evoluzione della nostra civiltà, se non, addirittura, "creato" l`uomo con ardite operazioni di biogenetica. Tale teoria rientra nella cosiddetta “ipotesi extraterrestre”, secondo la quale all`origine della civiltà umana vi sarebbe un popolo alieno, proprio come sostengono le varie mitologie quando parlano di “Dei venuti dal Cielo”. I visitatori spaziali avrebbero fornito ai terrestri le conoscenze necessarie per iniziare il loro lungo cammino verso la civiltà; poi, compiuta la missione, sarebbero tornati al loro mondo sperduto nella Galassia. E` la tesi sostenuta dai “teorici degli antichi astronauti” e sembrerebbe, oggi, una valida risposta alla domanda che sempre di più gli uomini del nostro tempo si pongono: “Siamo soli nel silenzio dell`Universo?” Le teorie sul contatto delle antiche civiltà umane con gli extraterrestri sono divenute popolari dagli anni Sessanta - Settanta del secolo scorso, con la pubblicazione dei libri di Erich von Däniken e Peter Kolosimo ed in particolare dei bestseller di Kolosimo “Non è terrestre” (1969) e “Astronavi sulla preistoria” (1972), sebbene il substrato di tali idee fosse nato alla fine degli anni Cinquanta con il sorgere dell`ufologia. Questi libri sostengono che la storia dell`umanità sia potuta iniziare solo grazie all`avvento di popolazioni extraterrestri sovrasviluppate, che avrebbero fatto dono all`uomo della civiltà. Il primo contatto dell`umanità con esseri alieni dovrebbe essere avvenuto in tempi assai remoti, influenzando in modo determinante il corso delle antiche civiltà, e in particolare di quella Sumera, Maya, Inca, Azteca, Greca, e della più antica civiltà indiana. Tale posizione, nota come “teoria del paleocontatto”, è stata usata da vari autori, dopo von Däniken e Kolosimo, come ad esempio dal professore Zecharia Sitchin , in una serie di libri presto divenuti bestseller a testimonianza dell`interesse popolare. Nelle pagine che seguono, dopo la pubblicazione del libro “A proposito degli alieni….”, edito da lulu.com negli Stati Uniti d’America (ISBN 9781470949440) nel 2011, e da Photocity.it in Italia (ISBN 9788866822080) nel 2012, l’autore cercherà di corroborare, attraverso un lungo, articolato ed ipotetico viaggio a ritroso nel tempo, ed attraverso l’esame e lo studio di alcuni siti archeologici, nonché l’esame di alcuni OOPart , “le prove” dell’esistenza di presunti contatti in epoche remote fra alcune civiltà aliene e l’Homo Sapiens. Il mistero, le sue implicazioni e il fascino in esso celato suscitano da sempre una comprensibile sete di conoscenza. Non a caso la parola “mistero” è assimilabile anche al termine poetico “misterio”, che deriva da “Sofia” e significa “Sapienza”. 

Rinvenuta in Perù una mummia dalla struttura scheletrica alquanto anomala. Si tratta forse di un ibrido uomo-alieno?

18 dicembre 2011
18 Dic. 2011. In Perù (vedi anche http://anticoastronauta.blogspot.com/2011/05/peru-la-terra-degli-dei.html), qualche settimana fa, a seguito di alcuni scavi archeologici, è stata rinvenuta una mummia il cui scheletro presenta una struttura ossea che ha dell'incredibile. L'antropologo Renato Riquelme, direttore del Museo privato «Ritos Andinos», che si trova nel distretto di Andahuaylillas, nelle vicinanze di Cuzco, che ha avuto modo di studiare le caratteristiche fisiche della mummia rinvenuta, ha riferito alla stampa locale che la mummia ha una lunghezza di 50 centimetri, presenta un cranio deforme e dalla forma triangolare, con grandi cavità oculari dalla forma a quanto insolita. Sembrerebbe, pur tuttavia, non trattarsi della mummia di un bambino che aveva delle deformazioni genetiche; nella mandibola della mummia, infatti, sono ancora visibili dei denti (dei molari) da adulto. Inoltre, l'antropologo ha spiegato che presenta come delle alette, larghe due centimetri, nella parte bassa del mascellare superiore, una caratteristica mai trovata in alcuna etnia. L'osservazione attenta delle caratteristiche fisiche della mummia rinvenuta hanno portato gli appassionati del fenomeno U.F.O. ed alieni a sostenere che potrebbe trattarsi di un'entità aliena (o di un ibrido uomo - alieno) vissuta sulla Terra miglia di anni fa. La mummia rinvenuta fu probabilmente una vittima sacrificale. Secondo Davila Riquelme, «medici russi e spagnoli l'hanno già analizzata descrivendola come la mummia di un extraterrestre e per questo hanno deciso di sottoporla ad ulteriori studi».

Fonte:
  • dalla rete.

Gli antichi astronauti:dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno.

2 aprile 2011

L'archeologia spaziale, o archeologia misteriosa, che è definibile come la ricerca delle tracce, sotto forma di particolari reperti archeologici o delle testimonianze tramandate nel corso dèi millenni, di presunti sbarchi sulla Terra, in epoche remote, di visitatori extraterrestri. Per questo suo rivolgersi al passato, essa può essere considerata parte, o complemento, della clipeologia. Sbarchi di popoli extraterrestri che avrebbero aiutato l'evoluzione della nostra civiltà , se non, addirittura, "creato" l'uomo con ardite operazioni di biogenetica: è la cosiddetta ipotesi extraterrestre, secondo la quale all'origine della civiltà umana vi sarebbe un popolo alieno, proprio come sostengono le varie mitologie quando parlano di "Dèi venuti dal Cielo". I visitatori spaziali avrebbero fornito ai terrestri le conoscenze necessarie per iniziare il loro lungo cammino verso la civiltà; poi, compiuta la missione, sarebbero tornati al loro mondo sperduto nella Galassia. E' la tesi sostenuta dai teorici degli antichi astronauti, e sembrerebbe, oggi, una valida risposta alla domanda che sempre di più gli uomini del nostro tempo si pongono: "Siamo soli nell'Universo?" 

02 Aprile 2011.

Le civiltà antiche descrivevano spesso i loro dèi come creature scese dal cielo, il più delle volte su carri di fuoco. Sembrerebbe che gli dèi, ad un certo punto dell'evoluzione umana, dopo essersi stanziati sulla terra, abbiano donato agli uomini le loro conoscenze (le loro tecnologie) affinché questi potessero soddisfare i loro bisogni quotidiani (la coltura dei campi, l'irrigazione, la costruzione di strade ed edifici, l'approvigionamento ed il trasporto di risorse idriche, ecc. ecc) e comprendere meglio la realtà delle cose che li circondavano sia in terra che in cielo.


Così si potrebbe supporre che grazie agli antiche dèi, ad un certo punto dell'evoluzione della nostra specie, gli esseri umani si evolsero sino a divenire delle creature in grado di studiare i corpi celesti ed, infine, il luogo di origine degli dei, loro creatori, e da essi venerati per migliaia di anni.

Nel 1868 l'archeologo dilettante Heinrich Schliemann  si dedicò a cercare quella che credeva fosse la città che aveva ispirato la guerra di Troia descritta in uno dei grandi classici della letteratura, il poema epico di Omero, conosciuto come "Iliade". Scritto nell'ottavo secolo avanti Cristo, l'Iliade narra la storia di una grande guerra nata da faide e gelosie tra dèi. Anche se molti storici credevano che la guerra di Troia fosse un'invenzione frutto dell'elaborazione mentale di Omero,Heinrich Schliemann era deciso a dimostrare che il mito era una realtà. Le scoperte di Schliemann hanno scosso il mondo dell'archeologia. Nel 1868, ritiratosi dagli affari, Schliemann si dedicò alla realizzazione dei suoi sogni, i viaggi e le scoperte archeologiche. Nel settembre del 1869, divorziato dalla moglie russa, si sposò con la giovane greca Sophia Engastromenou e nel 1870 intraprese un viaggio verso la Cina e il Giappone; successivamente si trasferì in Italia, in Grecia ed infine in Turchia. Presso la collina di Hissarlik iniziò la ricerca delle mura di Troia con la collaborazione di Frank Calvert, viceconsole britannico proprietario dei terreni, che già aveva ipotizzato di poter trovare le rovine della città presso quel sito. In quell'anno effettuò un primo scavo clandestino, suscitando le ire del governo turco. Nel 1871 ottenne l'autorizzazione a compiere le ricerche in terra turca e organizzò a proprie spese una spedizione archeologica in Anatolia, sulla sponda asiatica dello Stretto dei Dardanelli, luogo che la tradizione indicava come possibile sito della città di Troia. L'archeologo tedesco fermò la propria attenzione sulla collina di Hissarlik, un'altura in posizione favorevole per una roccaforte, dalla quale si poteva dominare tutta la piana circostante; seguendo le indicazioni e le descrizioni dei testi omerici, il 4 agosto 1872 Schliemann rinvenne vasellame, oggetti domestici, armi e anche le mura e le fondamenta non di una sola città, quella di Priamo, ma di ben altre otto città diverse, costruite l'una sulle rovine dell'altra (i risultati delle ricerche furono resi noti nel 1874 nell'opera Antichità troiane). 

Ma se la storia di Troia scritta da Omero è vera, forse lo sono anche le altre storie di altri miti Greci? E' possibile che siano esistiti degli dèi potenti e capricciosi? E se sì, da dove venivano?

Ogni giorno in Grecia migliaia di turisti visitano i resti di templi e monumenti costruiti dai Greci, migliaia di anni fa, per onorare i loro dèi: l'Acropoli, il Partenone, Delfi, il tempio di Apollo, ecc. ecc. Questi siti storici riflettono una venerazione profonda per esseri che avrebbero dominato il mondo migliaia di anni fa. Se gli antichi Greci inventarono le storie degli dèi come tentativo primitivo di spiegare il proprio Universo, come si spiega la presenza di divinità simili in zone  e culture completamente diverse di tutto il pianeta? Si tratta di coincidenze o questi dèi che scendevano dal cielo sulla terra avevano un'origine comune?

I Sumeri ci descrivono una storia visiva di questi esseri; questa antica civiltà mesopotamica  chiamava questi esseri venuti dal cielo Anunnaki (cioè colore che sono venuti dal cielo sulla terra).

Secondo Erich von Däniken, nel suo libro "Gli extraterrestri torneranno?" (un libro teorizzante il fatto che realmente la terra sarebbe stata visitata in passato da extraterrestri, riportando una serie di casistiche, racconti, oggetti e manufatti quantomai strani che ancora oggi si possono trovare sulla terra), alcune migliaia di anni fa, quando i nostri antenati erano ancora primitivi, degli esseri extraterrestri sono scesi sulla terra e grazie alla loro tecnologia vennero scambiati per divinità.

Il monte Olimpo, la più alta montagna della Grecia: secondo la mitologia era qui che abitavano gli dèi. Sul monte Olimpo, Zeus sedeva sul trono e determinava il fato dei mortali. La casa degli dèi sul monte Olimpo, la cui parte superiore si sollevava, ovunque se ne parli, viene descritta come un magnifico palazzo in cima ad una montagna; le mura del tempio risplendevano di oro e di argento, brillanti di luci simili a pietre preziose. Se riconsideriamo oggi, con gli occhi dell'uomo moderno, la casa degli dèi sul monte Olimpo, possiamo supporre che si trattasse di una nave spaziale, anche perché se ne parla di un luogo rombante. 

Perché l'Olimpo? Una tesi sul perché l'Olimpo sia stato considerato sede degli dèi della Grecia la si trova nel Trattato fisico-storico dell'Aurora Boreale, un ponderoso lavoro del geometra francese Jean Jacques Dortous de Mairan, discepolo eretico di Padre Malebranche, nonché successore di Bernard le Bovier de Fontenelle quale segretario dell'Accademia delle Scienze 8di Parigi. Nel 1716, per oltre un decennio, nei cieli europei fu ben visibile il fenomeno dell'aurora boreale. A esso Fontenelle riservò per cinque anni consecutivi l'apertura dell'Annuario dell'Accademia parigina delle Scienze, sottolineando tra l'altro come il fenomeno potesse chiarire anche una serie di credenze popolari: « Quei combattimenti che alcune storie riportano esser stati visti in cielo, quei soldati, quei carri, quelle lance infocate potrebbero benissimo non essere che questo tipo di fenomeni raccontati a partire da testimonianze popolari o abbelliti dagli storici. » Ancora nel 1726 Fontenelle e l’Histoire de l'académie royale des sciences tornarono ad occuparsi del fenomeno in questi termini: « La luce settentrionale che era stata così rara, almeno per noi, in tutto il secolo precedente, e nel cominciamento di questo, non è mancata di apparire tutti gli anni a partire dal 1716 e sia perché essa diventava comune, senza alcun mutamento considerevole, sia perché pareva indebolirsi, l'Accademia non ne ha quasi più parlato nei suoi ultimi volumi. Ma questo fenomeno, di cui si attendeva l'intera cessazione, è riapparso quest'anno con più splendore, forza e durata come mai prima d'ora, e con alcune circostanze del tutto nuove: è stato il più bello spettacolo che il Teatro del Cielo ci abbia mai donato e, se non fosse stato preparato da dieci anni a questa parte con scene meno brillanti, la sorpresa dei fisici e il terrore del popolo avrebbero raggiunto il culmine » « Il sig. De Mairan e il sig. Godin hanno fornito ciascuno una descrizione esatta di questa magnifica rappresentazione della notte dal 19 al 20 ottobre. Un grande arco, o piuttosto un grande segmento di cerchio oscuro, attraverso il quale tuttavia si vedevano talora le stelle, posato sull'orizzonte dal lato nord, era la base, e come il deposito della luce, da cui nasceva una zona concentrica luminosa e da cui si slanciavano delle colonne verticali, della chiarità ordinaria in questo fenomeno. Ma in più esse si slanciavano da quasi tutta la circonferenza dell'orizzonte, anche dalla zona quasi in prossimità del mezzogiorno, con un'estensione che esse non hanno l'abitudine di occupare e, ciò che è anche più singolare, tali colonne si elevavano vicinissime allo Zenith, pur senza raggiungerlo, e tutte lasciavano uno spazio circolare vuoto verso lo Zenith in cui non penetravano, di modo che, succedendosi rapidamente le une alle altre, facevano un effetto pressoché continuo e sembrava che tutto il cielo fosse una volta sostenuta o formata da archi circolari luminosi che tendevano tutti al centro, ma per fermarsi in prossimità, facendogli corona. Era come se fosse l'apertura della cupola di un Duomo. Il fenomeno, iniziato prima delle otto di sera, durò diverse ore con questa grande forza e alcuni osservatori hanno sostenuto che non era dissolto neppure al nascere del giorno. » Per Mairan è proprio l'aurora boreale, vista incombere dai greci pre-omerici sulle pendici della catena montuosa dell'Olimpo, ad aver determinato la nascita del mito che ivi localizza la sede degli dèi. La luminosità a cui l'Olimpo dovrebbe il suo nome non è il consueto bagliore delle nevi inondate dal sole, o lo splendore di una cima che emerga improvvisa al di sopra delle nubi, ma la più sorprendente e fantastica luce che l'aurora boreale accende nel cuore della notte.

Secondo l'Iliade e l'Odissea, Zeus è spesso dipinto con in mano un fulmine tonante. Oggi sembrerebbe un arma estremamente potente, in quanto in grado di distruggere intere città con le sue saette. Allo stesso modo il fratello di Zeus, Poseidone, il dio del mare, era armato di un tridente. Il tridente di Poseidone era capace di creare degli tsunami, ossia onde di marea. Questo tridente doveva essere qualcosa di più di un forcone. E' possibile che il fulmine ed il tridente fossero dei congegni che usavano una qualche energia?

Dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno. 

Secondo la leggenda uno dei più importanti dèi Greci fu Apollo che sfrecciava nei cieli su un carro di fuoco. Apollo insegnò ai Greci a costruire edifici sulle montagne,sulle colline,a costruire strade,insegnò loro anche l'astronomia. 

Secoli più tardi, quando Roma dominava in Europa e nel mediterraneo, dal I sec. a.C. al VII d.C., i Romani venerarono dèi simili a quelli Greci: Zeus diventò Giove, Poseidone fu chiamato Nettuno, ma Apollo restò Apollo per entrambi. E' una coincidenza? Oppure, come molti sostenitori della teoria degli antichi astronauti ritengono, era il resoconto storico di esseri potenti che arrivarono sulla terra migliaia di anni fa? Ma come arrivarono da noi? Probabilmente a bordo di una nave spaziale. Si trattava di eventi così straordinari da essere annotati per sempre. 

Se la storia degli dèi Greci e Romani è vera, è possibile trovare tracce della loro esistenza in altri parti del mondo? Sì.

Sulla costa nord occidentale della Francia, si trova uno dei più importanti siti preistorici d'Europa. Nel paese marittimo di Carnac , sorge il complesso megalitico (tra i maggiori al mondo), comprendente sia vasti campi di menhir che di dolmen (situati in massima parte a Kermario). È presente inoltre il Tumulo di Kercado che, risalente al 6.500 a.C., costituisce la più antica costruzione europea di pietra, ancor prima delle piramidi egizie. A causa del degrado causato dal passaggio dei turisti gli allineamenti sono recintati ed è possibile passare tra gli allineamenti solo se accompagnati da una guida (la morte dell' erba ai piedi dei siti infatti preserva il sito stesso da una lenta e continua erosione che porterebbe al ribaltamento dei grandi monoliti).  La cittadina contiene inoltre un museo della preistoria con reperti archeologici provenienti da tutta la zona. Queste mega strutture preistoriche sono state forse costruite per favorire l'atterraggio di astronavi aliene? Molti turisti, che hanno visitato il sito, sostengono che i giganteschi dolmen e menhir emanano una forte energia. Gli archeologi sono sconcertati dai megaliti di Carnac. Chiaramente è un progetto di costruzione imponente, con blocchi di granito anche di 350 tonnellate. La leggenda narra che siano stati i Giganti a costruire Carnac.

Già, i Giganti! Ma saranno gli stessi Giganti di cui si parla nella Genesi e in altri libri della Bibbia? 
Le pietre di Carnac sono state disposte secondo disegni geometrici molto interessanti; sono infatti disposte a linee che si intersecano formando dei triangoli visibili soltanto dall'alto. Si tratta di un sistema per comunicare con esseri extraterrestri?

Al prossimo post!




Fonte:
  1. http://it.wikipedia.org/wiki/Heinrich_Schliemann ;
  2. http://it.wikipedia.org/wiki/Linee_di_Nazca;
  3. http://it.wikipedia.org/wiki/Erich_von_Däniken;
  4. http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_degli_antichi_astronauti;
  5. http://it.wikipedia.org/wiki/Carnac ;
  6. http://www.ilritorno.it/postapic_quest/67_giganti-rifer.htm;
  7. http://www.ilritorno.it/postapic_quest/66_RS-gig.htm;
  8. http://uominigiganti.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1674223.

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