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IL TESS della NASA crea una vista cosmica del cielo settentrionale.

6 ottobre 2020

6 ottobre 2020.

Stelle familiari brillano nel firmamento, unitamente al bagliore di talune nebulose e di galassie vicine in un nuovo panorama del cielo settentrionale assemblato da 208 immagini catturate dalla NASA Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS). Il cacciatore di pianeti ha utilizzato circa il 75% del cielo in un'indagine durata due anni e sta ancora andando forte. TESS ha scoperto 74 esopianeti,o mondi al di là del nostro sistema solare. Gli astronomi stanno setacciando circa 1.200 candidati esopianeti aggiuntivi, dove potenziali nuovi mondi attendono conferma. Più di 600 di questi candidati si trovano nel cielo settentrionale. 
TESS individua i pianeti monitorando contemporaneamente molte stelle su grandi regioni del cielo e osservando piccoli cambiamenti nella loro luminosità. Quando un pianeta passa davanti alla sua stella ospite dalla nostra prospettiva, blocca parte della luce della stella, facendole temporaneamente scudo. Questo evento è chiamato transito e si ripete con ogni orbita del pianeta intorno alla stella. Questa tecnica si è dimostrata finora la strategia di ricerca dei pianeta di maggior successo, rappresentando circa i tre quarti dei quasi 4.300 esopianeti ora conosciuti. I dati raccolti consentono anche lo studio di altri fenomeni come le variazioni stellari e le esplosioni di supernova in un dettaglio senza precedenti. Il mosaico settentrionale copre meno del cielo rispetto alla sua controparte meridionale, che è stata l'immagine durante il primo anno di operazioni della missione. Per circa la metà dei settori settentrionali, il team ha deciso di angolare le telecamere più a nord per ridurre al minimo l'impatto della luce diffusa dalla Terra e dalla Luna. Ciò si traduce in un importante divario nella copertura.


Le prime foto di un buco nero diventano un video.

24 settembre 2020

 Le prime foto di un buco nero diventano un video

(ANSA) - ROMA, 24 SET - Le prime foto di un buco nero sono diventate un video. La sequenza di fotogrammi mostra come l'ambiente che circonda il buco nero cambia nel corso degli anni mentre la sua gravità muove il materiale che lo circonda, generando un vortice costante. Per saperne di più...

Viaggio della NASA su Marte entro il 2030.

2 aprile 2015

2 aprile 2015. La NASA sta sviluppando le capacità necessarie per inviare uomini su un asteroide entro il 2025 e su Marte nel 2030 - obiettivi delineati nel bipartisan NASA Authorization Act del 2010 e nella politica spaziale nazionale degli Stati Uniti, emessi anche nel 2010. Marte è una destinazione ricca per la scoperta scientifica e l'esplorazione robotica e umana finalizzata alla conquista da parte della razza umana del sistema solare. La sua formazione ed evoluzione sono paragonabili a quelli che hanno connotato la Terra; conoscendo di più la storia di Marte, impareremo di più sulla storia e il futuro del nostro pianeta. Marte ha avuto le condizioni adatte per la vita nel suo passato. Esplorazioni future potrebbero trovare indizi di vita sul Pianeta rosso, rispondendo a uno dei misteri fondamentali del cosmo: esiste la vita oltre la Terra? Mentre esploratori robotici hanno studiato Marte per oltre quaranta anni, il percorso della NASA per l'esplorazione umana di Marte inizia in bassa orbita terrestre a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Gli astronauti sul laboratorio orbitante stanno sperimentando molte delle tecnologie e dei sistemi di comunicazione necessari per le missioni umane verso lo spazio profondo, tra cui Marte. La presenza umana sulla stazione spaziale internazionale ci aiuterà anche a comprendere come il corpo cambia nello spazio e com’è possibile proteggere la salute degli astronauti. Il nostro prossimo passo è lo spazio profondo, dove la NASA invierà una missione robotica per catturare e reindirizzare un asteroide in orbita sulla luna. Gli astronauti a bordo della navicella Orion esploreranno l'asteroide nel 2020, ritornando sulla Terra con i campioni. Questa esperienza di volo spaziale umano oltre la bassa orbita terrestre contribuirà ad arricchire la NASA di nuovi sistemi e capacità, come la Solar Electric Propulsion, che utilizzeremo per inviare merci nell'ambito di missioni umane su Marte. A partire dal FY 2018, potente razzo Space Launch System della NASA che consentirà a queste missioni "Proving Ground" per testare nuove funzionalità. Le missioni umane su Marte si baseranno su Orion e una versione evoluta di SLS che sarà il più potente veicolo di lancio mai volato. Una flotta di veicoli spaziali robotiche e rover già sono su e intorno a Marte, aumentando notevolmente la nostra conoscenza del Pianeta rosso, così aprendo la strada per i futuri esploratori umani. Il rover Mars Science Laboratory Curiosity sta provvedendo a misurare le radiazioni sulla strada per Marte, inviandoci i dati dalla superficie del pianeta. Questi dati aiuteranno a pianificare come proteggere gli astronauti che esploreranno Marte. Missioni future come il rover Mars 2020, alla ricerca di segni di vita passata, apriranno i battenti a nuove tecnologie che potrebbero aiutare gli astronauti a sopravvivere su Marte. Ingegneri e scienziati statunitensi stanno lavorando duramente per sviluppare le tecnologie astronautiche da poter utilizzare un giorno per vivere e lavorare su Marte, e per consentirci un sicuro ritorno a casa dopo il prossimo passo da gigante dell'umanità. La NASA è anche un leader in un’esplorazione globale Roadmap, in collaborazione con i partner internazionali e l'industria spaziale commerciale statunitense su un'espansione coordinata della presenza umana nel sistema solare, con missioni umane sulla superficie di Marte, come l'obiettivo di guida.

Fonte:

News - "L’Universo di Hubble è sempre più profondo".

12 ottobre 2014

12 ottobre 2014.

E' l'immagine più lontana mai realizzata dell'Universo primordiale. Scattata da Hubble con un'esposizione di 2 milioni di secondi mostra un numero elevato di galassie lontane simili alla nostra, dai colori vividi. La foto è stata assemblata dagli astronomi della NASA e dell'ESA usando scatti realizzati negli ultimi 10 anni di attività del telescopio orbitante. 

Siete pronti a viaggiare nel tempo? L’Universo così non l’avete mai visto. È la prima volta, infatti, che gli astronomi riescono ad assemblare, grazie al telescopio orbitale NASA/ESA Hubble, un’immagine così lontana e definita dell’Universo profondo, quello più antico. L’Hubble Deep Field, fotografata tra il 2003 e il 2004, e l’Hubble Ultra Deep Field, ripresa nel 2009, erano già delle straordinarie foto, ritenute le più “profonde” mai scattate, ma non comparabili a quella recentemente ottenuta, battezzata Hubble eXtreme Deep Field (XDF). Il team di Hubble ha assemblato questa nuova immagine, “incollando” alcune fotografie che Hubble ha collezionato nell’arco degli ultimi in 10 anni: in una regione al centro dell’Hubble Ultra Deep Field, che corrisponde alla costellazione della Fornace, gli astronomi sono stati riusciti a tornare indietro nel tempo di miliardi di anni e osservare l’Universo poco dopo la sua nascita, quando era solo al 5% della sua formazione. Ottenere l’Hubble eXtreme Deep Field non è stato un lavoro semplice, a causa della debole luce proveniente da queste galassie antichissime. XDF è, invece, una foto ad alta risoluzione e dai colori vividi e accesi, che mostra più circa 5500 galassie. Hubble ha osservato questa regione per 50 giorni e con un’esposizione di 2 milioni di secondi. Hubble ha osservato questa particolare regione, che in paragone corrisponde a una piccola sezione della Luna, per 50 giorni e con un’esposizione di 2 milioni di secondi. Per realizzare l’immagine finale ci sono volute più di 2000 immagini realizzate dalla Advanced Camera for Surveys e dalla Wide Field Camera 3 a bordo del telescopio spaziale. Nella foto si notano galassie a spirale simili alla nostra Via Lattea o alla vicina di casa Andromeda, altre dai toni più rossi, che, in realtà sono galassie morte con un basso tasso di formazione stellare. I puntini che si vedono sono altre piccole galassie che sembrano essere più lontane, dalla luce debole. Questa regione verrà esplorata di nuovo con il James Webb Space Telescope, che verrà lanciato nel 2018 e userà le sue lenti sensibili alle lunghezze d’onda dell’infrarosso. «L’XDF è l’immagine più profonda del cielo mai ottenuta e rivela le galassie meno luminose e più lontane mai osservate» ha detto Garth Illingworth dell’Università di California a Santa Cruz. L’età dell’Universo è stimata attorno ai 13,7 miliardi di anni, e l’immagine ottenuta da Hubble mostra galassie formatesi 500 milioni di anni dopo il Big Bang, quando l’Universo aveva poco più del 5% della sua età attuale. Insomma, guardare questa immagine è come fare un viaggio nel tempo e vedere come era l’Universo al momento della sua nascita. Con Hubble gli astronomi posso studiare ciò che un tempo non potevano neanche immaginare. 

Fonte: 

In orbita il satellite che sulla Terra vede tutto.


12 ottobre 2014.

WorldView-3 è un  satellite commerciale di osservazione della Terra, di proprietà di DigitalGlobe . È stato lanciato il 13 agosto 2014, per diventare il  sesto satellite DigitalGlobe in orbita, così come Ikonos che è stato lanciato nel 1999, QuickBird nel 2001,WorldView-1 nel 2007, GeoEye-1 nel 2008, e WorldView-2 nel 2009. WorldView- 3 fornisce immagini pancromatiche commercialmente disponibili di 0,31 m (12 in) di risoluzione.

Potrà scovare giacimenti di petrolio, monitorare la salute delle foreste, ma anche rendere le mappe di Google e Microsoft, due dei principali clienti di Digital Globe, l'azienda che l'ha messo a punto, il doppio più precise e dettagliate. Il satellite WorldView3, lanciato dalla California, è il primo tra quelli commerciali ad avere una risoluzione altissima, dell'ordine delle decine di centimetri, finora riservata alle applicazioni militari. Per saperne di più...

Marte, è un pianeta abitabile?

20 novembre 2013
Marte: immagine composita ripresa dall'orbiter della missione Viking 1 che mostra la Valles Marineris
Marte è il quarto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole e l'ultimo dei pianeti di tipo terrestre dopo Mercurio, Venere e la Terra. Viene chiamato il Pianeta rosso a causa del suo colore caratteristico dovuto alle grandi quantità di ossido di ferro che lo ricoprono. Pur presentando un'atmosfera molto rarefatta e temperature medie superficiali piuttosto basse (tra −140 °C e 20 °C) il pianeta è il più simile alla Terra tra quelli del sistema solare. Nonostante le sue dimensioni siano intermedie fra quelle del nostro pianeta e della Luna (il diametro è circa la metà di quello della Terra e la massa poco più di un decimo) presenta inclinazione dell'asse di rotazione e durata del giorno simili a quelle terrestri. Inoltre la sua superficie presenta formazioni vulcaniche, valli, calotte polari e deserti sabbiosi, oltre a formazioni geologiche che suggeriscono la presenza, in un lontano passato, di un'idrosfera. Tuttavia la superficie del pianeta appare fortemente craterizzata a causa della quasi totale assenza di agenti erosivi (soprattutto attività geologica, atmosferica e idrosferica) in grado di modellare le strutture tettoniche. Infine la bassissima densità dell'atmosfera non è in grado di consumare buona parte delle meteoriti che quindi raggiungono il suolo con maggior frequenza che non sulla Terra. Secondo gli scienziati, la possibilità di trasformare Marte in un pianeta simile alla Terra è praticabile. Gli scienziati pensano che Marte sia Terra formabile. Terra formabile significa portare la vita in un posto in cui la vita non esiste. Gli scienziati credono, addirittura, che Marte sia un pianeta altamente Terra formabile. Secondo alcuni famosi astrobiologi, fra circa venti o trent'anni avremo delle serie possibilità di trovare la prova dell’esistenza di forme di vita al di fuori del pianeta Terra. Saremo capaci di rispondere alla fondamentale domanda: “siamo soli?” Molti scienziati della Nasa concordano nel dire che una futura esplorazione dello spazio porterà alla luce forme di vita su altri pianeti; ma potrebbe anche fornire le prove che gli dèi del mondo antico fossero di fatto degli extraterrestri, così come credono i teorici degli “antichi astronauti alieni”? Lo scopo delle missioni Nasa inizialmente erano quelle di andare sulla Luna e raccogliere le prove del fatto che nel nostro sistema solare sia esistita una civiltà all'avanguardia e di riportarla indietro; in altre parole, dimostrare che in realtà discendiamo da queste divinità, Iside, Osiride, Horus, e Set. Ora che l’obiettivo è stato raggiunto, lo scopo della Nasa sembra essere quello di rivelare gradualmente tutte queste informazioni. La Nasa vuole scoprire le origini dell’uomo: da dove veniamo? Perché siamo qui? Dove stiamo andando? Gli scienziati della Nasa cercano di dare risposte alle domande summenzionate andando nello spazio? Secondo la teoria degli “antichi alieni” le nostre origini non sono qui sulla terra, ma lassù, da qualche parte del cielo che quotidianamente osserviamo. Lo spazio è davvero l’ultima frontiera?

La Nasa e il Brookings Report.

9 luglio 2013

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09 luglio 2013.

Ventinove luglio 1958. In risposta al riuscito lancio del satellite spaziale sovietico Sputnik, il Presidente Eisenhower firma il National Aeronautics And Space Act, fondando ufficialmente la Nasa. La Nasa era inizialmente costituita da un'agenzia governativa già esistente chiamata NACA e da alcuni reparti dell'Esercito e dell'Aviazione Militare. 
La Nasa venne creata per portare gli Stati Uniti in orbita e per competere al nuovo obiettivo dell'umanità: esplorare lo spazio e il nostro sistema solare. Il Presidente Eisenhower ed il Congresso incorporarono la Nasa nel dipartimento della Difesa; la ragione ufficiale fu quella di evitare che i sovietici rubassero la tecnologia statunitense. 
Alcuni credono che il vero motivo di questa classificazione non fu nascondere informazioni ai sovietici, bensì celare questa tecnologia al popolo americano. Nell'atto congressuale che ha costituito la Nasa c'è scritto che niente di tutto ciò che viene scoperto è soggetto a classificazione, ma di fatto viene tenuto segreto e nascosto al popolo americano.
Il rapporto Brookings che venne commissionato dalla Nasa subito dopo la costituzione della Nasa stessa, venne richiesto con lo scopo di decidere che cosa avesse dovuto fare la Nasa nel caso fosse avvenuto un contatto extraterrestre, e che cosa avrebbero fatto se avessero trovato degli oggetti sulla Luna o su Marte, o se avessero avuto un contatto diretto con un'intelligenza superiore. 
Il 14 dicembre 1960, l'Istituto di ricerca Brookings di Washington ha pubblicato un rapporto elaborato nel corso del 1960 per la NASA dal titolo "studi proposti sulle implicazioni delle pacifiche attività spaziali per le vicende umane", tra cui una sezione intitolata "Implicazioni della scoperta di vita extraterrestre". La relazione esaminava gli effetti di un possibile incontro con una vita extraterrestre: "E' possibile che, se l'intelligenza di queste creature fosse sufficientemente superiore alla nostra, forse avrebbero scelto di avere poco o nessun contatto con noi ... "(New York Times, 15 dicembre 1960)
La scoperta di esseri intelligenti proveniente dallo spazio potrebbe avere un grave effetto sul pubblico, secondo un rapporto di ricerca pubblicato dalla National Aeronautics and Space Administration. Il rapporto ha avvertito che l'America deve prepararsi a subire e a doversi confrontare con l'impatto psicologico di una tale rivelazione.
Il rapporto di ricerca ha dichiarato: "Società sicure del proprio posto nell'Universo si sono disintegrate quando si sono dovute confrontare con una società superiore", dice il rapporto della NASA. "Gli altri sono sopravvissuti anche se hanno modificato i loro usi e costumi. [...]." Anche se il problema UFO non è stato indicato come motivo per lo studio, senza dubbio è stato un fattore importante. La paura della reazione del pubblico ad una ammissione della realtà UFO è stata citata come la ragione principale per la segretezza nei primi anni dell'indagine AF. Nel 1958, il Prof. Harold D. Lasswell della scuola di diritto di Yale ha dichiarato: "Le implicazioni degli UFO possono essere viste con sospetto da civiltà più avanzate e che i nostri tentativi di ottenere un punto d'appoggio altrove possono essere respinti come una minaccia per gli altri sistemi di ordine pubblico." (UFO Investigator, dicembre 1958.) [... ] Tutte le informazioni disponibili sugli UFO dovrebbero essere rese di dominio pubblico, in modo che saremo preparati per ogni evenienza."
Il “Brookings Report” del Novembre 1960, redatto dal Brookings Institute di Washington ed intitolato “Proposed Studies on the Implications of Peaceful Space Activities for Human Affairs”, è un’analisi sugli aspetti sociologici ed antropologici di un possibile evento di “contatto” con una realtà aliena. Tale rapporto, preparato per la NASA e presentato dal Committe on Science and Astronautics alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America il 18 Aprile 1961, raccomandava di effettuare ricerche nell’area sociologica ed antropologica che si occupa di studiare “il comportamento delle persone e dei loro leaders quando si confrontano con eventi drammatici e non familiari, o con pressioni sociali”.
Il testo focalizzava inoltre l’attenzione anche sull'eventualità di preparare studi ed incontri ad hoc per comunicare la scoperta di una presenza aliena, discutere degli scopi che invece potrebbero muovere all’insabbiamento delle informazioni sulla scoperta della vita extraterrestre (“withheld from the public”, letteralmente nascosto al pubblico), e su quale potrebbe essere il ruolo che gli scienziati della scoperta ed altre personalità dal potere decisionale rivestirebbero nell'annuncio della scoperta che non siamo soli nell’Universo. Leggiamo a pag. 216 cosa si raccomanda: “[…] Historical and empirical studies of the behavior of peoples and their leaders when confronted with dramatic and unfamiliar events or social pressures. Such studies might help to provide programs for meeting and adjusting to the implications of such a discovery. Questions one might wish to answer by such studies would include: How might such information, under what cirucumstances, be presented or withheld from the public for what ends? What might be the role of the discovering scientists and other decisionmakers regarding release of the fact of discovery?” Ma il passo più significativo è senz’altro quello che si riferisce al collasso culturale e sociale, a pag. 215, ove si dice: "[…] Anthropological files contain many examples of societies, sure of their place in the universe, which have disintegrated when they had to associate with previously unfamiliar societies expousing different ideas and different life ways; others that survived such an experience usually did so by paying the price of changes in values and attitudes and behavior.” Traducendo: “Studi antropologici, archiviati, contengono diversi esempi di società, sicure del loro posto nell’Universo, che si sono disintegrate quando dovettero venire a confronto con società a loro non familiari ed a loro anteriori, mostranti idee differenti e stili di vita differenti; altre sopravvissero ad una tale esperienza generalmente pagando il prezzo di cambiamenti nei valori, nelle attitudini e nei comportamenti.”
Secondo Neil Armstrong (il primo uomo a metter piede sulla Luna), gli alieni hanno una base sul nostro satellite e ci dicono, in termini piuttosto decisi, di stare alla larga dalla Luna. A quanto dicono i rapporti finora noti, sia Neil Armstrong che Edwin Aldrin videro degli UFO dopo il famoso atterraggio sulla Luna dall'Apollo 11 il 21 luglio 1969. Uno degli astronauti riferì di aver visto una "luce" sopra e dentro un cratere durante la ripresa televisiva, seguita da una richiesta di maggiori informazioni da parte del controllo missione. Ecco il dialogo che si sarebbe svolto fra Luna e Terra: 
NASA: Che cosa c'è? Controllo missione chiama Apollo 11...
Apollo 11: Quei "cosi" sono enormi, mio Dio ! Enormi! Oh, mio Dio, non ci credereste ! Vi dico che stiamo vedendo altre ' navicelle qui fuori. Sono ferme sul bordo del cratere ! Sono sulla luna e ci stanno osservando!
Un professore, che ha voluto rimanere anonimo, ha inviato alle organizzazioni ufologiche il seguente resoconto di un dialogo da lui avuto con Neil Armstrong durante un simposio della NASA: 
Professore: Che cosa accadde veramente fuori dell'Apollo 11?
Armstrong: Una cosa incredibile, anche se noi abbiamo sempre saputo di questa possibilità. Il fatto è che loro (gli Alieni) ci hanno intimato di allontanarci! 
Professore: Che cosa vuole dire "intimato di allontanarci" ?
Armstrong: Non posso entrare nei dettagli, posso solamente dire che le loro astronavi sono di gran lunga superiori alle nostre sia per dimensioni che per tecnologia. Accipicchia se erano grandi!... e minacciose!
Professore: Ma la NASA ha ugualmente inviato sulla Luna altre missioni dopo l'Apollo 11... .
Armstrong: Naturalmente. la NASA le aveva già annunciate a quel tempo, e non poteva rischiare il panico sulla Terra.
Secondo l'ufologo americano Vladimir Azhazha, "Neil Armstrong disse al Controllo Missione che due enormi oggetti sconosciuti stavano osservando lui ed Aldrin dopo l'atterraggio sulla Luna. Ma questo messaggio non è mai stato ascoltato dal pubblico, perché la NASA lo ha censurato."
Aleksandr Kasantesev afferma che Buzz Aldrin fece un film a colori dell'UFO da dentro la navicella, e continuò a filmare loro, Armstrong e lui stesso anche quando furono fuori. Armstrong confermò che la storia era vera, ma rifiutò di dare ulteriori dettagli, poi ammise che la CIA voleva nascondere l'accaduto.
Occorre inoltre aggiungere che da tempo circola su internet un file audio che riporta la conversazione tra gli astronauti ed il centro di controllo di Houston, captata da  diverse stazioni radio terrestri a frequenza ultrarapida, prima che la NASA la sopprimesse nella trasmissione televisiva che illustrò l’arrivo di Apollo XI sulla Luna (nonostante la NASA affermi il contrario, esisteva infatti una leggera differita tra le reali comunicazioni Nasa-Apollo e quelle ritrasmesse al mondo). 
Ecco il testo integrale: 
Astronauta 1: Ma cos'è quello? 
Astronauta 2: Avete una spiegazione? 
Houston: Non vi preoccupate, attenetevi al programma! 
Astronauta 1: Mio Dio, ma è incredibile, questo è fantastico, non lo potreste mai immaginare! Houston:Sappiamo di questo, andate dall'altra parte! 
Astronauta 1: Ma che diavolo è quello? È incredibile ...... Dio ... ma cos'è? Allora, me lo dite? Houston: Cambiate frequenza, usate Tango, Tango! 
Astronauta 1: Allora è una forma di vita, quella!
Houston: Cambia frequenza. 
Houston: Usa Bravo Tango, Bravo Tango, scegli Jezebel, Jezebel! 
Astronauta: ......sì! ..... ma tutto questo è incredibile! 
Houston: Passa su Bravo Tango, Bravo Tango! 

A questo punto la comunicazione viene interrotta.

Alcuni ricercatori credono che le prove tenute nascoste dalla Nasa, si possono trovare nello stretto legame dei loro scienziati fondatori e alcune società segrete. L'attività aliena sulla terra e nel nostro sistema solare è una realtà, che ormai non si può più nascondere.

Fonte:




U.F.O. ripreso dalla telecamera della Stazione Spaziale Internazionale.

31 agosto 2012
31 Agosto 2012.
La Stazione Spaziale Internazionale o I.S.S.





Immagini in diretta provenienti dallo spazio e trasmessi sul portale USTREAM Live della NASA provenienti dalla Stazione Spaziale Internazionale. Un canale televisivo interamente dedicato al mondo dell'International Space Station o ISS,  una mega struttura frutto del lavoro dell'uomo, e della sinergia delle maggiori agenzie spaziali internazionali (cinque diverse agenzie spaziali: la statunitense NASA, la russa RKA, l'europea ESA, la giapponese JAXA, la canadese CSA),  dedicata alla ricerca scientifica, che si trova in orbita terrestre bassa. 


La ISS viene mantenuta ad un'orbita compresa tra i 278 km e i 460 km di altitudine e viaggia a una velocità media di 27.743,8 km/h, completando 15,7 orbite al giorno. È abitata continuativamente dal 2 novembre 2000; l'equipaggio, da allora, è stato sostituito più volte, variando da due a sei astronauti o cosmonauti


La Stazione Spaziale Internazionale svolge principalmente la funzione di laboratorio di ricerca scientifica, per la quale offre il vantaggio rispetto ai veicoli spaziali, come lo Space Shuttle, di essere una piattaforma a lungo termine in ambiente spaziale, in cui possono essere condotti esperimenti di lunga durata in assenza di peso. La presenza di un equipaggio permanente permette inoltre di monitorare, integrare, riparare e sostituire gli esperimenti e le componenti della stessa navicella spaziale. Gli scienziati a terra hanno accesso rapido ai dati forniti dal personale di volo e possono modificare esperimenti o fare arrivare nuovi prodotti in breve tempo, cosa generalmente non fattibile su veicoli spaziali senza equipaggio. Gli equipaggi, che abitano la stazione in missioni (chiamate expedition) di diversi mesi di durata, conducono esperimenti scientifici ogni giorno (circa 160 ore-uomo in una settimana).A partire dalla conclusione della Expedition 15, 138 esperimenti scientifici importanti sono stati condotti sulla ISS. I risultati degli esperimenti vengono pubblicati mensilmente.

La ISS fornisce un punto di relativa sicurezza, in orbita terrestre bassa (low earth orbit o LEO), per testare componenti di veicoli spaziali che saranno necessari per le future missioni di lunga durata verso la Luna e Marte. La possibilità di acquisire esperienza nella manutenzione, riparazione e sostituzione dei suoi componenti in orbita è di fondamentale importanza per la gestione di un veicolo spaziale lontano dalla Terra.

Una parte degli scopi della stazione è relativa alla cooperazione internazionale e all'istruzione. L'equipaggio della ISS fornisce opportunità per gli studenti sulla Terra di eseguire esperimenti sviluppati dai partecipanti facendo poi dimostrazioni a scopo didattico. La cooperazione di 14 nazioni diverse al suo sviluppo è certamente un buon banco di prova per future collaborazioni internazionali. Negli ultimi anni sono stati numerosi gli avvistamenti di O.V.N.I. immortalati durante le videoriprese  registrate dalla telecamera posizionata sulla parte esterna della ISS e trasmesse successivamente sulla Terra. I detrattori sostengono che si tratti di particelle di ghiaccio, oppure di carcasse di vecchi satelliti, ma tutto ciò si esclude osservando meglio le immagini. Ecco alcune delle immagini in questione, pubblicate sul portale youtube.com , che corroborano la tesi sostenuta dai fautori della teoria del complotto alieno:





Fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_spaziale_internazionale;
http://www.ustream.tv/channel/live-iss-stream;
http://www.segnidalcielo.it/2012/08/flotta-di-ufo-avvistata-dalla-stazione-spaziale-internazionale/;
http://youtu.be/Wp5IBtgPts4;
http://youtu.be/mkOhhHZ7nLY;
http://youtu.be/Nbl9K0pXpCI.

Il volo di Yuri Gagarin.

12 aprile 2011
L'astronauta russo Yuri Gagarin, il primo uomo ad essere stato lanciato nello spazio (Fonte: Dalla rete)
12 Aprile 2011.

Cinquant'anni fa, in piena guerra fredda, l'U.R.S.S. superava il nemico U.S.A. lanciando per la prima volta nello spazio, su un vettore a razzi propulsivi, un uomo nato a Klušino (un villaggio nell'Oblast' di Smolensk, nell'allora Unione Sovietica) il 9 marzo 1934, da padre falegname e madre contadina, e che crebbe in una di quelle collettività aziendali che erano sorte in Russia sul finire della rivoluzione del 1917 e si distinse a scuola per spiccate capacità nelle materie scientifiche: la scelta cadde, dopo una severa selezione, sull'astronauta Yuri Gagarin, tenente dell'aviazione russa; 108 minuti che sconvolsero il mondo. Tutto ebbe inizio il 12 Aprile 1961. Il pilota Yuri Gagarin si era svegliato presto quella mattina, alle 05.30. Il decollo avvenne alle ore 9.07 (ora di Mosca): è in questo momento che Yuri pronuncia la storica frase поехали! (pojechali), cioè “si va!”. "Si và!" disse, quindi, il primo cosmonauta della storia. La sua voce, dopo il decollo, venne ritrasmessa sulla terra alle 09.30 di quel giorno. "Da quassù la terra è bellissima, azzurra, e non ci sono confini e frontiere" disse Yuri Gagarin, emozionatissimo per l'impresa che lui ed il suo popolo avevano da poco compiuta. Durante il viaggio Yuri compie un'intera orbita ellittica intorno alla Terra, raggiungendo un'altitudine massima di 302 km e una minima di 175 km, viaggiando a una velocità di 27.400 km/ora, per una durata complessiva di 108 minuti. La discesa nella capsula si conclude a 7.000 metri da terra quando Yuri si eietta. Tocca il suolo alle 10.55 del 12 aprile 1961, nei campi di una fattoria collettiva nella regione di Saratov. Le prime persone che incontra sono la contadina Anna Taktatova e sua nipote. In quella fattoria russa,nella regione di Saratov, la contadina che lo vide per la prima volta con quella tuta arancione gli chiese da dove venisse e Yuri rispose "da una nave", ma la donna, esterrefatta, rispose che non c'era il mare in quel luogo; Yuri le precisò che si trattava di una nave spaziale. La donna, ed una bambina che le stava accanto, a quell'affermazione ebbero paura e fuggìrono a gambe levate; ma era solo una paura momentanea. Yuri Gagarin divenne da subito un personaggio famosissimo ed un eroe in Patria e resterà per sempre nella storia e sarà ricordato dalla nostra civiltà come il primo uomo ad essere andato nello spazio. Nikita Krushov , pochi giorni dopo, lo promuovette al grado di maggiore. E' stato il primo passo che l'umanità ha fatto verso la conquista dello spazio che circonda il nostro piccolo mondo. Otto anni dopo, nel luglio del 1969, Neil Alden Armstrong, astronauta americano, divenne il primo uomo a mettere piede sul suolo lunare.

Fonte:
  • it.wikipedia.org



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