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Avvistamenti di massa di U.F.O. in Perù, fra il mese di maggio del 2007 e il mese di gennaio del 2012.

26 giugno 2014
26 giugno 2014.

Lima è la capitale e la città più popolata del Perù. Storicamente è stata anche la capitale del Vicereame del Perù. È il centro culturale, industriale e finanziario dell'intero stato sudamericano. La città si trova in una valle scavata dal fiume Rímac in riva all'oceano Pacifico sulla costa centrale del paese. 
Che il Perù abbia avuto una connessione forte con il fenomeno Ufo e alieni, nel corso della sua storia, non è una novità; i fatti verificatisi, poi, negli ultimi anni, non fanno altro che suffragare questa mia esternazione. 
Il 26 maggio 2011 scrivevo, in particolare, su questo blog, dopo varie ricerche, il post dal titolo "Perù: la terra degli dèi.", sostenendo, in linea con quanto argomentato dai teorici della paleoastronautica, o teorici del paleocontatto, che nei pressi del lago Titicaca, specchio d'acqua ubicato fra la Bolivia e il Perù, la gente del luogo, da tantissimi anni, sostiene di aver notato uscire dal lago degli UFO. La gente di quest'area geografica del nostro piccolo mondo parla, da sempre, di avvistamenti di grandi globi di luci blu o di dischi luminosi. 
In questo luogo sono stati, perfino, riportati alcuni avvistamenti di esseri, descritti come alti, pallidi, assolutamente diversi dalla popolazione locale che ha pelle e capelli scuri. 
A corroborare la veridicità di quanto sostenuto dai nativi dell'area geografica in cui insiste il Titicaca vi è, ma non è l'ultimo della serie, l'avvistamento di Ufo di massa verificatosi a Lima il 20 maggio del 2007, passato alla storia dell'Ufologia come uno tra i più grandi avvistamenti di massa della storia dell'umanità. 
L'avvistamento è stato ampiamente documentato dalla televisione peruviana, divenendo, in pochissimo tempo, uno dei fatti di cronaca più seguito al mondo in quel periodo storico. 
Il 22 gennaio del 2012, a Lima, un altro avvistamento di Ufo di massa è stato documentato  e immortalato dalle telecamere in uso dagli abitanti del luogo. Dal portale youtube.com, ripubblico sia il filmato mandato in onda dalla televisione peruviana nel 2012, che l'avvistamento di massa registrato nel 2007.


The Gate of the Gods (Perù,Hayu Marca Mountain)
Che il Perù sia stato da sempre un territorio in cui si sono verificati eventi straordinari, tali da essere annotati per sempre nella memoria collettiva dei nativi del luogo, è un dato incontrovertibile. 
La scoperta di una misteriosa struttura di roccia, poi, somigliante una porta, rinvenuta nelle Hayu Marca Mountain nella regione del Perù meridionale, a 35 Km dalla città di Puno (chiamata dagli abitanti del luogo "Città degli Dèi"), confermerebbe la tesi da me sin qui sostenuta.
La zona non è mai stata totalmente esplorata a causa del terreno impervio. Molte delle strutture/caverne della zona possono far pensare a strutture artificiali. La porta, o "Porta di Hayu Marca" (Gate of the gods/spirits) è stata ricavata su una parete di roccia naturale; le sue misure sono 7 metri di altezza per 7 metri di larghezza, con una piccola alcova nel mezzo che misura poco meno di 2 metri di altezza. Jose Luis Delgado Mamani ha scoperto la struttura mentre si allenava in arrampicata: Jose è di fatto una guida per escursionisti di montagna. "Quando ho visto la porta per la prima volta..." dice Mamami in un intervista "...quasi non l'ho notata. Io ho sognato diverse volte un posto come questo ma, nel sogno, il pavimento era ricoperto di marmo rosa e anche ai lati erano posizionate delle statue dello stesso materiale. Nel sogno ho anche visto la piccola porta (l'alcova) aperta e dall'interno proveniva una luce brillante di colore blu; sembrava quasi un tunnel che brillava. Ho parlato molte volte del sogno con i miei familiari e quando finalmente ho scoperto la struttura è stata quasi una rivelazione di Dio...Come fai a dare una spiegazione di questo strano avvenimento ?"

Dopo la scoperta della porta, Mamani ha contattato le autorità archeologiche in Puno, La Paz e Lima; nel giro di poco tempo la zona è stata visitata da archeologi e storici Inca. Saltò fuori che tra gli Indiani nativi della regione, era nota una leggenda che raccontava di "un passaggio per la terra degli Dèi". Nella leggenda è narrato che in un lontano passato, i grandi eroi erano andati ad incontrare i loro Dèi; passando per la porta si preparavano per una nuova vita immortale e talvolta tornavano, attraversando la stessa porta con gli Dèi per "ispezionare le terre del loro regno." Un'altra leggenda dice che al tempo dei saccheggiamenti e trafugazioni d'oro degli Inca da parte dei conquistadores spagnoli, un sacerdote Inca del tempio dei 7 raggi, chiamato Aramu Maru, scappò dal suo tempio con un disco d'oro sacro conosciuto come "La chiave degli Dèi dei 7 raggi" e si nascose tra le montagne di Hayu Marca. Il sacerdote fu visto da alcuni sciamani nei pressi della porta, con il loro aiuto iniziò il rituale e aprì (con il disco) la piccola porta (l'alcova) dalla quale fuoriusciva una luce blu brillante. Aramu Maru consegnò il disco ad uno sciamano e attraversò la porta: non fu mai più rivisto. Gli archeologi hanno scoperto una piccola sede circolare alla destra dell'alcova e suppongono che sia il posto dove il disco veniva posizionato per il rituale.
Secondo alcune persone, che hanno posato le mani sulla piccola porta, è stato avvertito un flusso di energia, un qualcosa di strano come visioni di stelle, colonne di fuoco e una insolita musica ritmica. Altri ancora dicono di percepire l'esistenza di un tunnel all'interno della struttura, tuttavia nessuno ancora è riuscito ad aprire la porta. Al contrario le opinioni professionali dicono che attualmente non c'è nessuna porta nell'alcova e che tutta la struttura sarebbe stata ricavata da un unico blocco. E' interessante notare come, in maniera inequivocabile, il complesso ricorda "La porta del sole " di Tiahuanaco e altri 5 siti archeologici uniti tra loro da linee immaginarie che guarda caso s'incrociano in un punto che sulla carta geografica corrisponde all'altopiano e lago Titicaca. Nuovi rapporti da questa regione,negli ultimi 20 anni, hanno indicato numerosi avvistamenti UFO in tutta l'area. Molti degli avvistamenti riguardano sfere blu e dischi bianchi. La leggenda sopra riportata conclude con una profezia: la porta degli Dèi sarà un giorno riaperta "...molte volte più grande di come è adesso..." e permetterà agli dèi di ritornare nelle loro "...navi solari".


Fonte:

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14 gennaio 2014
Il saggio "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno" su www.bookolico.com

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Il saggio "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno" di Francesco Toscano, a soli 0,99 €.

7 settembre 2013
 7 settembre 2013.

Egregio lettore, gentile lettrice del blog, buonasera. Mi permetto di segnalarVi che è possibile acquistare il saggio dal titolo "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno" di Francesco Toscano, al prezzo di 0,99 €, quasi quanto il costo di un caffè da consumare al banco, presso il portale http://www.bookolico.com/. Allora che cosa aspettate? Visitate oggi stesso bookolico e, qualora foste interessati all'acquisto dell'opera, digitate o cliccate al seguente url: http://www.bookolico.com/Publications/get/165 .
Buona lettura! Cordialmente vostro, Francesco TOSCANO.



TRAMA:

Dopo la pubblicazione del libro “A proposito degli alieni….”, l’autore cercherà di corroborare, attraverso un lungo, articolato e ipotetico viaggio a ritroso nel tempo, e attraverso l’esame e lo studio di alcuni siti archeologici, nonché l’esame di alcuni OOPart , “le prove” dell’esistenza di presunti contatti in epoche remote fra alcune civiltà aliene e l’Homo Sapiens. Il mistero, le sue implicazioni e il fascino in esso celato suscitano da sempre una comprensibile sete di conoscenza. Non a caso la parola “mistero” è assimilabile anche al termine poetico “misterio”, che deriva da “Sofia” e significa “Sapienza”. Aprite le vostre menti, uscite da questa realtà che vi circonda, svuotate il cassetto della memoria per un momento affinché possiate registrare questi nuovi dati che difficilmente sono reperibili nei libri di storia, quella che ci hanno insegnato sui banchi di scuola, pesantemente condizionata dalla religione e dall’operato della Chiesa Cattolica nell’ultimo millennio, e raccolti per voi dall’autore. E così, a braccetto con il lettore, senza alcuna velleità, tenendo conto delle difficoltà oggettive che s’incontrano nell’accettare teorie così contraddittorie, si tenterà di svelare gli arcani misteri che si sono persi nella nebbia del tempo, al solo fine di ricercare la “verità”, quella che sconvolge e pone degli inquietanti interrogativi: chi siamo? Da chi siamo stati creati e perché? Qual è il nostro ruolo nell’Universo oggi conosciuto, così vasto e immenso?

GENERE:
Saggio

FORMATO: 
pdf

DIMENSIONE: 
3102 KB 

LUNGHEZZA:  
24971 parole 

PUBBLICATO IL:  
2013-07-03 

Puma Punka: l'avamposto sulla Terra degli dèi venuti dal cielo.

14 settembre 2012

Tiahuanaco o Tiwanaku è un antico complesso architettonico ed archeologico della Bolivia, situato negli altopiani boliviani centrali, a 20 km sud-est del lago Titicaca nel dipartimento di La Paz . Si è pensato che fosse il centro di un'antica civiltà basata sull'agricoltura e l'allevamento, chiamato cultura Tiahuanaco, caratterizzata dalla sua architettura decorata con sculture e disegni incisi e collocati su sentieri, e che comprende il territorio attuale del lago Titicaca , tra Perù e Bolivia . Si compone di sette opere architettoniche importanti: Kalasasaya, Semi-subterráneo Tempio, Piramide di Akapana, Home Sun e Puma Punku. 

Fotografia di Arthur Posnansky 
All'inizio del XX secolo l'ingegnere austriaco Arthur Posnansky (1873-1946) dedicò lunghi anni delle sue ricerche alle rovine di Tiahuanaco. L'ingegnere concentrò i suoi studi su una zona del villaggio, dove alcune pietre erano disposte verticalmente. Da questo lo studioso dedusse che in quel luogo, migliaia di anni prima, sorgeva un osservatorio astronomico. Così il sito di Tiahuanaco richiamò altri studiosi, tra cui l'italiano Giampaolo Dionisi Piomarta, i quali scoprirono un altro sito presente a poche centinaia di metri di distanza: Puma Punku

Puma Punku e Tiwanaku sono forse dei siti archeologici che ci possono far pensare alla presenza sul nostro pianeta, in tempi antichi, di alcune civiltà  aliene? Puma Punku è uno dei siti archeologici più misteriosi presenti sul nostro piccolo globo, vicino alla più ben nota Tiahuanaco. Si tratta sostanzialmente di un campo di rovine megalitiche, sparse ovunque, come se l'intero complesso fosse stato colpito da una violenta esplosione. Chi costruì Puma Punku e  Tiahuanaco? L'archeologia classica non è stata in grado di affermare con certezza chi o che cosa, circa 27.000 anni fa, pose in opera e modellò questi enormi blocchi in pietra.  Le rovine dei due siti archeologici sono il risultato dell'ingegnosità dell'uomo primitivo o il prodotto di un potere molto più grande? Puma Punku è la prova della presenza sulla Terra di una città aliena perduta?

Puma Punku. Nel campo di rovine si trovano blocchi che arrivano a pesare sino a 1000 tonnellate. Pare quindi che ci si trovi davanti ai resti di parecchi edifici. Però è insolita la forma delle pietre, lavorate in modo così preciso da poter essere unite l'una all'altra in diversi modi, paragonabili a un moderno sistema modulare. Per fissare le pietre venivano infatti utilizzate delle cambrette di metallo, metodo conosciuto dagli archeologi dopo gli scavi di Delfi, città dell'antichità dove risiedeva uno tra i più famosi oracoli di tutti i tempi. 




Secondo Posnansky la città di pietra ubicata a 3844 metri s.l.d.m. nell’altopiano andino, conosciuta oggi come Tiahuanaco, sarebbe stata costruita circa 15.000 anni prima di CristoQuesto dato non concorda con l’archeologia ufficiale, che in base al metodo del carbonio 14 ha datato alcuni oggetti ritrovati nei pressi della città al 200 d.C. Come sappiamo però una città, come qualsiasi altro monumento in pietra è molto difficile da datare, e non sempre ci si più basare sul metodo del carbonio 14. A volte popoli successivi hanno vissuto presso il monumento che idolatravano e consideravano sacro. Il loro resti ossei o i resti ossei degli animali dei quali si cibavano sono spesso stati interrati presso le fondamenta del monumento e tutto ciò rende difficile la datazione. Posnansky faceva notare che il più grande e leggendario “Dio incarnato” che avesse mai percorso le vallate del continente sudamericano fu Viracocha, la persona suprema del mondo andino. Secondo le leggende Viracocha era apparso presso il sacro lago Titicaca e da li avrebbe rifondato la Terra dopo il diluvio. Posnansky però sosteneva che Tiahuanaco era stata costruita prima del diluvio, che lui stesso collocava temporalmente nel 9500 a.C. Secondo l’austriaco quando la città fu costruita era situata sulle sponde del lago che poi, in seguito agli sconvolgimenti del diluvio universale abbassò il suo livello di circa 34 metri, lasciando Tiahuanaco senza la funzione portuale che aveva ai suoi primordi. 
Quando gli Inca conquistarono la valle nel 1470 d.C., il settore monumentale di Tiwanaku era già stato completamente abbandonato. Gli Inca credevano che Tiwanaku  avesse avuto un ruolo fondamentale nella storia dell'umanità additandola come  il luogo in cui la loro divinità creatrice, Viracocha, creò le coppie ancestrali di tutti i gruppi etnici prima di mandarli a popolare e governare i loro rispettivi Paesi. Nel 1549, mentre erano alla ricerca della capitale dell’impero Inca, i conquistadores spagnoli guidati da Pedro Cieza de Leon, passarono dal Perù meridionale alla Bolivia scoprendo così le rovine di Tiahuanaco. A meno di cinquecento metri a nord-est di Puma Punku, gli scienziati credono che fosse un tempo il centro di una nazione con più di quarantamila abitanti e nonostante architettura, sviluppo politico, agricoltura e molti rami dell’artigianato fossero ad un livello molto alto venne abbandonata misteriosamente attorno al 1100 d.C. 
Leggende locali suggeriscono che Tiahuanaco fosse stata costruita come sito per pellegrinaggi religiosi per celebrare l’arrivo degli “dèi del cielo” nella vicina Puma Punku. I due luoghi presentano stili architettonici differenti, uno più antico che secondo le ipotesi più azzardate indicherebbe una mano aliena, e uno più nuovo realizzato dall’uomo; ma se Tiahuanaco è stato costruito per onorare questo contatto con gli extraterrestri potrebbe essercene prova tangibile?

Gli archeologi che hanno studiato Puma Punku e Tiwanaku sono rimasti esterrefatti davanti alla mole e alla forma insolita delle pietre che li costituiscono. Sebbene non sia stato ancora possibile appurare come sia avvenuta la distruzione dei due siti archeologici, gli studiosi hanno avuto modo di notare,confrontando la lavorazione delle pietre, che i due siti non sono sorti nella stessa epoca, altrimenti lo scambio tra le "tecniche costruttive" sarebbe stato inevitabile data la breve distanza. Nel caso di Puma Punku inoltre le devastazioni sono ancora più estese. Infatti, è quasi impossibile riconoscere la struttura degli edifici ed esistono solo poche pietre vicine l'una alla'altra, mentre a Tiwanaku, sporadicamente, è ancora possibile vedere alcuni muri. Supponendo che sia stato un terremoto a distruggere Puma Punku, ipotesi del tutto possibile data la posizione del sito, allora il suo effetto devastante avrebbe dovuto provocare ingenti danni anche a  Tiwanaku , ma poiché ciò non è avvenuto, gli scienziati presumono che Puma Punku sia molto più antica di  Tiwanaku.  Nonostante siano passati tanti anni dalla sua scoperta, l’origine di Puma Punku è ancora un enigma da risolvere e molti scienziati sono concordi nell’affermare che addirittura i ruderi di quelle straordinarie costruzioni disseminate un po’ ovunque non dovrebbero proprio esistere! Si consideri, inoltre, che:
  1. Le lastre di Puma Punku sono fatte di granito e di diorite. La diorite è una roccia estremamente dura, ma questo potrebbe non aver rappresentato un problema nella lavorazione, dato che esempi di lavorazione della diorite sono stati ritrovati in giro per il mondo. Come gli Egizi, che utilizzavano sfere di diorite per lavorare il granito, o per realizzare vasi ed intarsi di notevole qualità. Il problema è che pare improbabile che gli Egizi e chiunque sia riuscito a lavorare così finemente questo materiale fossero a conoscenza di come manipolare a livello millimetrico la roccia (alcuni intarsi sono spessi nell'ordine di decimi di millimetro, cosa estremamente difficile anche al giorno d'oggi);
  2. le cave di granito e diorite più vicine a Puma Punku si trovano a circa 60 Km di distanza dalla città. Il che presuppone una sbozzatura nella cava, il trasporto fino alla città per 20 Km tra il deserto boliviano;
  3. alcune pietre presentano delle incisioni o delle perforazioni della roccia di altissima precisione, perfettamente rettilinee e sottili (6 millimetri), oltre che parallele. Pare improbabile che siano stati fatti con strumenti di pietra o di bronzo, ma in qualche modo devono averlo fatto (alcuni teorici degli antichi astronauti credono che tali incisioni siano state  realizzate usando utensili alimentati ad energia elettrica).
Il rebus di Puma Punku sta tutto nella precisione millimetrica dei suoi blocchi a forma di H, sono tutti della stessa grandezza come fossero stati prodotti in serie con una sorta di stampo, hanno linee perfette, scanalature levigate, fori di estrema precisione e cosa incredibile, sembrano fatti per essere assemblati a incastro, al fine di creare megalitiche muraglie e insolite costruzioni. Molti ingegneri sono rimasti stupiti e ammirati da cotanta perfezione millimetrica, che sarebbe difficile da ottenere anche al giorno d’oggi con i moderni mezzi in nostro possesso. Questi enormi blocchi sono composti di diorite, una pietra vulcanica dura quasi come il diamante, come potevano quegli uomini antichi tagliarli e scolpirli con tale precisione? Nel 1960 il governo boliviano ha compiuto scavi e riportato alla luce il “Tempio Sotterraneo” di Tiahuanco e sulle mura della sua corte quadrata, sono incastonate centinaia di teste di pietra che presentano caratteristiche molto diverse l’una dell’altra. Se osservate con attenzione, è possibile riconoscere volti di persone con nasi ampi o sottili, con labbra carnose o fini, che indossano turbanti, persino dal teschio allungato. Sembrano rappresentare ogni tipo e ogni forma di teste umane che esistono sul pianeta non solo quelle delle persone locali, due di queste hanno attirato l’attenzione di coloro votati a dimostrare il contatto alieno. Bianche di colore, hanno la forma del cranio particolare e grandi bulbi oculari che ricordano da vicino le moderne rappresentazioni degli alieni grigi. 
Un’altra scultura ha generato molte discussioni attorno a sé, vale a dire quella che si trova al centro del quadrilatero che aveva all'epoca funzione di tempio, identificata da alcuni ricercatori con il “dio creatore” Viracocha; questa figura presenta barba e baffi, caratteristiche molto strane giacché gli indiani americani non hanno barba e baffi o quantomeno non così pronunciati, sia per genetica sia per cultura. Viracocha invece sfoggia attributi che possono essere identificati con quelli tipici delle statue della cultura sumera, se non fosse quasi impossibile riuscire a concepire come i Sumeri, una civiltà stabilitasi nel 4.000 a.C. e a 13.000 chilometri di distanza possano essere entrati in contatto con gli abitanti di Tiahuanaco.  
A rafforzare però l’ipotesi del contatto tra queste due civiltà così lontane nel tempo e nello spazio c’è un oggetto conservato al museo dei metalli preziosi di La Paz. La coppa in ceramica detta Fuente Magna, scoperta vicino al Lago Titicaca da un contadino locale attorno al 1950, presenta scritte in lingua sumera cuneiforme e iscrizioni in proto-sumero geroglifico; datata attorno al 3.000 a.C. traccia una linea diretta tra gli antichi sumeri, Tiahuanaco e Puma Punku ma potrebbe essere anche la prova dell’interazione con creature extraterrestri? Forse la risposta può essere contenuta nelle leggende del dio creatore, Viracocha e le sue misteriose origini. A dodici miglia a nord di Puma Punku, sulle vette andine, riposano le scure acque del lago Titicaca, il più grande dell’America meridionale. Stando alle leggende locali, il dio Viracocha emerse delle profondità di questo lago per creare il Sole, le stelle e da Tiahuanaco fece partire la civilizzazione di quella parte del mondo. In un secondo momento si recò a Puma Punku e qui, dalla roccia, creò gli uomini e le donne per porli poi ai quattro angoli del mondo per far diffondere il loro seme. 
I conquistadores spagnoli quando chiesero agli Inca che cosa fosse Puma Punku si sentirono rispondere che non erano stati loro, e neppure i loro padri, a costruirlo, ma che era stato fatto dagli dèi in una sola notte. Logica vuole che di fronte a una precisione e una grandiosità come quelle di Puma Punku un re avrebbe dovuto essere fiero dell’operato del suo popolo e farsene vanto, mentre in questo caso ha delegato il merito ad altri. Se così non fosse stato realmente, perché mai avrebbe dovuto farlo? Variazioni della leggenda dicono che Puma Punku sia stato costruito da una razza di giganti in una sola notte dopo che un grande cataclisma aveva raso al suolo l’intera area. Una delle primissime cronache che noi abbiamo riguardo a Puma Punku racconta che questi enormi blocchi di pietra fossero mossi e disposti galleggiando attraverso l’aria grazie al suono di una tromba, come se gli abitanti fossero a conoscenza di una particolare tecnologia basata sulle onde sonore o in possesso di un particolare oggetto dall’origine a noi sconosciuta che nel funzionare emetteva un suono simile a quello di una tromba e da questo potrebbe derivare l’analogia fatta nei resoconti dell’epoca. Al centro delle rovine di Tiahuanaco è possibile vedere quel che resta di un arco di pietra chiamato il “Portale del Sole”, alto circa tre metri e larghi quattro, tagliato e sagomato da un unico blocco di andesite del peso di più di dieci tonnellate, gli archeologi pensano che un tempo questo fosse l’entrata, o una delle entrate, che conduceva a Puma Punku; di notevole importanza, ci mostra come le persone di Tiahuanaco organizzassero i loro rituali, facendo procedere le persone attraverso portali e scalinate sempre più piccole man mano che la sacralità del luogo aumentava. Nella parte superiore dell’arco decorazioni intagliate mostrano una cinquantina di esseri alati ai lati di quello che è creduto essere il dio creatore Viracocha che regge due scettri.

Fonte:

Linkografia:









A proposito degli alieni.... di Francesco Toscano ed Enrico Messina. Da pag. 21 a pag. 25.

16 agosto 2011

16 Agosto 2011.
Una pittura rupestre rinvenuta in una grotta in Val Camonica, raffigurante possibili creature aliene viste dagli occhi di uomini primitivi. (Fonte: dalla rete)

A proposito degli alieni..... di Francesco Toscano ed Enrico Messina

Se l’Universo brulica di alieni….. dove sono?
Enrico Fermi


Capitolo I°
Gli extraterrestri nella storia dell'umanità
Ufo nell'antichità



Ufo dal 1802 al 1899:

- Il 7/02/1802 un disco scuro attraversò il Sole: venne visto dall'astronomo Fritsch a Magdeburgo nella Germania centrale.

- Il 10/10/1802 un altro disco scuro venne visto da Herr Fritsch.

- Il 12/10/1808 a Pinerolo, Piemonte, dei dischi luminosi sorvolarono la cittadina.

- Nel 1809 il londinese Hatton Garden vide molte “meteore” luminose che compivano manovre spettacolari attorno ad una nube nera.

- Il 31/07/1813 a Tottenham Middlesex furono avvistate delle luci lampeggianti nel cielo.

- Nel 1816 a Lisbona, Portogallo, strani oggetti vennero avvistati nel cielo dopo un terremoto.

- Nell'autunno 1816 ad Edimburgo, Scozia, degli oggetti luminosi a forma di falce attraversarono l'orizzonte.

- Nel 1817 a Palermo venne avvistato un oggetto scuro volante che emetteva un sibilo.

- Il 16/01/1818 l'astronomo Loft di Ipswich, Inghilterra, osservò strani oggetti vicino al Sole: rimasero visibili per tre ore e mezzo.

- Primavera 1819: due corpi scuri che attraversavano insieme il Sole, furono osservati dall'astronomo Gruthinson.

- 1820 12 febbraio e 27 aprile: corpi sconosciuti nel cielo.

- 7/09/1820, Embrun, Sud Est della Francia, formazione meravigliosamente regolare di oggetti volanti attraversa la città in linea retta, devia di novanta gradi e poi si allontana, sempre mantenendosi in perfetto allineamento.

- 22/11/1821: un disco luminoso attraversò la Manica.

- 23/10/1822:l'astronomo Pastoff osservò due oggetti sconosciuti che attraversarono il disco solare.

- 1823: l'astronomo Webb vide un oggetto luminoso nei pressi di Venere.

- 1/04/1826: Saarbrücken, Francia. Un Oggetto grigio a forma di siluro, venne avvistato mentre si avvicina rapidamente alla Terra.

- 31/07/1826: un oggetto sconosciuto fu avvistato da alcuni astronomi.

- Il 22/12/1826 in Francia circa 3000 persone, di cui alcune molto istruite, avvistarono una croce volante con i bordi nettamente smussati che sorvolava a bassa quota la città di Migne.

- 26/05/1828: venne avvistato un disco che attraversò il Sole.

- 1831 dal 6 settembre al 1 novembre, a Ginevra, Svizzera: il dottor Wartmann e il personale dell'osservatorio videro uno strano corpo luminoso per parecchie notti. Non venne visto da nessun'altra parte della Terra.

- 29/11/1831, in Turingia, Germania: fu avvistato un disco luminoso, “dall'apparente grandezza della Luna”.

- 1833 Toland, Ohio. Avvistato oggetto brillantissimo a forma di uncino.

- 13/11/1833, Niagara Falls, Stati Uniti. Un oggetto quadrato, grande e luminoso, venne visto per più di un'ora.

- 5/11/1833, Cile: Un disco luminoso passò vicino al Sole.

- 1834: L'astronomo Pastorff riferì di aver visto due oggetti rotondi, di grandezza disuguale. Li rivide nel 1836 e nel 1837.

- 11/05/1835: Un disco luminoso fu visto da Cociatore, un astronomo siciliano.

- 12/01/1836, Cherbourg, Francia: Una grande nave luminosa restò librata sulla città. Ruotò sul proprio asse e sembrò avere un buco al centro, come in una ciambella.

- 15/05/1836: il professor Auber vide numerosissimi oggetti luminosi che si allontanarono dal Sole in direzioni diverse.

- 1838, India: Avvistato un disco volante con una lunga appendice luminosa color arancio.

- 04/10/1844: L'astronomo Glaisher riferisce di avere osservato un disco luminoso “che emetteva ondate di luce rapidissime e lampeggianti”.

- 29/03/1845: Londra, Inghilterra. Un oggetto arancione, stazionario, simile ad una nebbia luminosa, sostenuto da quattro luci fulgide come stelle.

- 11/05/1845: Il signor Gapocci, dell'osservatorio di Capodimonte, Napoli, avvistò un grande numero di dischi lucenti che volano da Occidente ad Oriente: alcuni avevano forma di stella, altri avevano delle code luminose.

- 18/06/1845: tre dischi luminosi si innalzarono dal mare e rimasero visibili per dieci minuti, ad ottocento metri dalla nave Victoria (36° 40’ Latitudine Nord, 13° 44’ Longitudine Est). Vennero descritti cinque volte più grandi della Luna, e sembrarono collegati a dei fasci luminosi. Furono scorti contemporaneamente da molti osservatori,separati anche da millequattrocento chilometri di distanza.

- 25/07/1845, Firenze: Un enorme disco fiammeggiante volò attraverso il cielo: era “molte volte più grande della Luna” .

- 2/12/1845: Luci fiammeggianti vennero avvistate al largo di Ryook Phyoo, Cina.

- Giugno 1846, il militare franco-brasiliano Joao Manuel Augusto Leverger, meglio conosciuto come il Barone di Melgaço, mentre era al comando della Fregata "18 Luglio", attorno alle 05.57 del mattino osservò uno strano UFO luminoso mentre era presso il Rio Paraguay: "Ho osservato questa sera uno strano fenomeno che produce uno strano ronzio. Sono le ore 05.57 e il cielo è perfettamente limpido e tranquillo,un globo luminoso è apparso ed ha descritto una curva di 30 gradi in direzione Nord-Nord Ovest. La luce che emanava era più forte di una lanterna, la luna era piena. Dell'oggetto si potevano notare tre parti, il centro pareva spostarsi in cerchio, il lato superiore pareva essere un quadrilatero irregolare e la parte sotto da dove pareva provenire il ronzio, era a forma di cerchio con dei raggi. Mano a mano che si spostava a zig zag pareva prendere una forma ellittica più schiacciata, era ben distinto dalle stelle. Dopo circa 25 minuti il fenomeno è sparito e non vi è stato alcun fenomeno atmosferico o perturbazione nel cielo."

- il 26/10/1846 a Lowell (Massachusetts) un grumo di gelatina fetida fu espulso da un oggetto volante a bassa quota. Il rifiuto aveva un diametro di 1,2 metri e un peso di 200 kg.

-19/03/1847, Holloway, Londra, Inghilterra: Un oggetto sferico, fiammeggiante, si innalzò verticalmente tra le nuvole.

- 19/09/1848, Inverness, Scozia. Due grossi oggetti « fulgidi come stelle », qualche volta stazionari, qualche volta in movimento velocissimo.

- 1849, Gais, Svizzera: Migliaia e migliaia di oggetti luminosi visti dall'astronomo Inglis mentre attraversarono il cielo limpido. Alcuni apparvero muniti di ali, o di un alone luminoso.

- Autunno 1849, Deal, Inghilterra. Avvistati «corpi scuri nel cielo».


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Perù: la terra degli dèi.

26 maggio 2011






The Gate of the Gods, or the "Puerta de Hayu Marca"
26 Maggio 2011.

I luoghi misteriosi del nostro pianeta sono numerosi e gli UFO sono spesso avvistati vicino queste aree. E' possibile che anche gli antichi extraterrestri abbiano visitato questi luoghi?

Molti teorici degli antichi astronauti considerano il Perù un punto focale dell'attività UFO ed extraterrestre sul nostro pianeta.

Il Titicaca è un lago (8.330 km²) situato tra Bolivia e Perù su cui avvengono strani fenomeni luminosi. È il lago navigabile posto alla maggiore altitudine (3.812 m sopra il livello del mare) e presenta una profondità massima di 281 metri. Molti testimoni affermano di aver visto uscire dal lago degli UFO.
La gente di quel luogo parla, da sempre, di avvistamenti di grandi globi di luci blu o di dischi luminosi. Sono stati, perfino, riportati alcuni avvistamenti di esseri, descritti come alti, pallidi, assolutamente diversi dalla popolazione locale che ha pelle e capelli scuri. Una misteriosa struttura di roccia, somigliante una porta, è stata recentemente scoperta nelle Hayu Marca Mountain nella regione del Perù meridionale, a 35 Km dalla città di Puno, chiamata dagli Indiani: Città degli Dèi. La zona non è mai stata totalmente esplorata a causa del terreno impervio. Molte delle strutture/caverne della zona possono far pensare a strutture artificiali. La porta, o "Porta di Hayu Marca" (Gate of the gods/spirits) è stata ricavata da una parete di roccia naturale e le sue misure sono 7 metri di altezza per 7 metri di larghezza con una piccola alcova nel mezzo che misura poco meno di 2 metri di altezza. Jose Luis Delgado Mamani ha scoperto la struttura mentre si allenava in arrampicata: Jose è di fatto una guida per escursionisti di montagna. "Quando ho visto la porta per la prima volta..." dice Mamami in un intervista "...quasi non l'ho notata. Io ho sognato diverse volte un posto come questo ma, nel sogno, il pavimento era ricoperto di marmo rosa e anche ai lati erano posizionate delle statue dello stesso materiale. Nel sogno ho anche visto la piccola porta (l'alcova) aperta e dall'interno proveniva una luce brillante di colore blu; sembrava quasi un tunnel che brillava. Ho parlato molte volte del sogno con i miei familiari e quando finalmente ho scoperto la struttura è stata quasi una rivelazione di Dio...Come fai a dare una spiegazione di questo strano avvenimento ?"

Dopo la scoperta della porta, Mamani ha contattato le autorità archeologiche in Puno, La Paz e Lima; nel giro di poco tempo la zona è stata visitata da archeologi e storici Inca. Saltò fuori che tra gli Indiani nativi della regione, era nota una leggenda che raccontava di "un passaggio per la terra degli Dèi". Nella leggenda è narrato che in un lontano passato, i grandi eroi erano andati ad incontrare i loro Dèi; passando per la porta si preparavano per una nuova vita immortale e talvolta tornavano, attraversando la stessa porta con gli Dèi per "ispezionare le terre del loro regno." Un'altra leggenda dice che al tempo dei saccheggiamenti e trafugazioni d'oro degli Inca da parte dei conquistadores spagnoli, un sacerdote Inca del tempio dei 7 raggi, chiamato Aramu Maru, scappò dal suo tempio con un disco d'oro sacro conosciuto come "La chiave degli Dèi dei 7 raggi" e si nascose tra le montagne di Hayu Marca. Il sacerdote fu visto da alcuni sciamani nei pressi della porta, con il loro aiuto iniziò il rituale e aprì (con il disco) la piccola porta (l'alcova) dalla quale fuoriusciva una luce blu brillante. Aramu Maru consegnò il disco ad uno sciamano e attraversò la porta: non fu mai più rivisto. Gli archeologi hanno scoperto una piccola sede circolare alla destra dell'alcova e suppongono che sia il posto dove il disco veniva posizionato per il rituale.


Secondo alcune persone, che hanno posato le mani sulla piccola porta, è stato avvertito un flusso di energia, un qualcosa di strano come visioni di stelle, colonne di fuoco e una insolita musica ritmica. Altri ancora dicono di percepire l'esistenza di un tunnel all'interno della struttura, tuttavia nessuno ancora è riuscito ad aprire la porta. Al contrario le opinioni professionali dicono che attualmente non c'è nessuna porta nell'alcova e che tutta la struttura sarebbe stata ricavata da un unico blocco. E' interessante notare come, in maniera inequivocabile, il complesso ricorda "La porta del sole " di Tiahuanaco e altri 5 siti archeologici uniti tra loro da linee immaginarie che guarda caso s'incrociano in un punto che sulla carta geografica corrisponde all'altopiano e lago Titicaca. Nuovi rapporti da questa regione,negli ultimi 20 anni, hanno indicato numerosi avvistamenti UFO in tutta l'area. Molti degli avvistamenti riguardano sfere blu e dischi bianchi. La leggenda sopra riportata conclude con una profezia: la porta degli Dèi sarà un giorno riaperta "...molte volte più grande di come è adesso..." e permetterà agli dèi di ritornare nelle loro "...navi solari".

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