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| Il saggio "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno" su www.bookolico.com |
L'archeologia spaziale è definibile come la ricerca delle tracce, sotto forma di particolari reperti archeologici o delle testimonianze tramandate nel corso dei millenni, di presunti sbarchi sulla Terra di visitatori extraterrestri.
Il saggio "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno" su bookolico.com a 0,99 €.
Il saggio "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno" di Francesco Toscano, a soli 0,99 €.
Buona lettura! Cordialmente vostro, Francesco TOSCANO.
TRAMA:
Dopo la pubblicazione del libro “A proposito degli alieni….”, l’autore cercherà di corroborare, attraverso un lungo, articolato e ipotetico viaggio a ritroso nel tempo, e attraverso l’esame e lo studio di alcuni siti archeologici, nonché l’esame di alcuni OOPart , “le prove” dell’esistenza di presunti contatti in epoche remote fra alcune civiltà aliene e l’Homo Sapiens. Il mistero, le sue implicazioni e il fascino in esso celato suscitano da sempre una comprensibile sete di conoscenza. Non a caso la parola “mistero” è assimilabile anche al termine poetico “misterio”, che deriva da “Sofia” e significa “Sapienza”. Aprite le vostre menti, uscite da questa realtà che vi circonda, svuotate il cassetto della memoria per un momento affinché possiate registrare questi nuovi dati che difficilmente sono reperibili nei libri di storia, quella che ci hanno insegnato sui banchi di scuola, pesantemente condizionata dalla religione e dall’operato della Chiesa Cattolica nell’ultimo millennio, e raccolti per voi dall’autore. E così, a braccetto con il lettore, senza alcuna velleità, tenendo conto delle difficoltà oggettive che s’incontrano nell’accettare teorie così contraddittorie, si tenterà di svelare gli arcani misteri che si sono persi nella nebbia del tempo, al solo fine di ricercare la “verità”, quella che sconvolge e pone degli inquietanti interrogativi: chi siamo? Da chi siamo stati creati e perché? Qual è il nostro ruolo nell’Universo oggi conosciuto, così vasto e immenso?
GENERE:
Saggio
FORMATO:
DIMENSIONE:
3102 KB
LUNGHEZZA:
24971 parole
PUBBLICATO IL:
2013-07-03
Puma Punka: l'avamposto sulla Terra degli dèi venuti dal cielo.
| Fotografia di Arthur Posnansky |
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Puma Punku. Nel campo di rovine si trovano blocchi che arrivano a pesare sino a 1000 tonnellate. Pare quindi che ci si trovi davanti ai resti di parecchi edifici. Però è insolita la forma delle pietre, lavorate in modo così preciso da poter essere unite l'una all'altra in diversi modi, paragonabili a un moderno sistema modulare. Per fissare le pietre venivano infatti utilizzate delle cambrette di metallo, metodo conosciuto dagli archeologi dopo gli scavi di Delfi, città dell'antichità dove risiedeva uno tra i più famosi oracoli di tutti i tempi.
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Quando gli Inca conquistarono la valle nel 1470 d.C., il settore monumentale di Tiwanaku era già stato completamente abbandonato. Gli Inca credevano che Tiwanaku avesse avuto un ruolo fondamentale nella storia dell'umanità additandola come il luogo in cui la loro divinità creatrice, Viracocha, creò le coppie ancestrali di tutti i gruppi etnici prima di mandarli a popolare e governare i loro rispettivi Paesi. Nel 1549, mentre erano alla ricerca della capitale dell’impero Inca, i conquistadores spagnoli guidati da Pedro Cieza de Leon, passarono dal Perù meridionale alla Bolivia scoprendo così le rovine di Tiahuanaco. A meno di cinquecento metri a nord-est di Puma Punku, gli scienziati credono che fosse un tempo il centro di una nazione con più di quarantamila abitanti e nonostante architettura, sviluppo politico, agricoltura e molti rami dell’artigianato fossero ad un livello molto alto venne abbandonata misteriosamente attorno al 1100 d.C.
Leggende locali suggeriscono che Tiahuanaco fosse stata costruita come sito per pellegrinaggi religiosi per celebrare l’arrivo degli “dèi del cielo” nella vicina Puma Punku. I due luoghi presentano stili architettonici differenti, uno più antico che secondo le ipotesi più azzardate indicherebbe una mano aliena, e uno più nuovo realizzato dall’uomo; ma se Tiahuanaco è stato costruito per onorare questo contatto con gli extraterrestri potrebbe essercene prova tangibile?
- Le lastre di Puma Punku sono fatte di granito e di diorite. La diorite è una roccia estremamente dura, ma questo potrebbe non aver rappresentato un problema nella lavorazione, dato che esempi di lavorazione della diorite sono stati ritrovati in giro per il mondo. Come gli Egizi, che utilizzavano sfere di diorite per lavorare il granito, o per realizzare vasi ed intarsi di notevole qualità. Il problema è che pare improbabile che gli Egizi e chiunque sia riuscito a lavorare così finemente questo materiale fossero a conoscenza di come manipolare a livello millimetrico la roccia (alcuni intarsi sono spessi nell'ordine di decimi di millimetro, cosa estremamente difficile anche al giorno d'oggi);
- le cave di granito e diorite più vicine a Puma Punku si trovano a circa 60 Km di distanza dalla città. Il che presuppone una sbozzatura nella cava, il trasporto fino alla città per 20 Km tra il deserto boliviano;
- alcune pietre presentano delle incisioni o delle perforazioni della roccia di altissima precisione, perfettamente rettilinee e sottili (6 millimetri), oltre che parallele. Pare improbabile che siano stati fatti con strumenti di pietra o di bronzo, ma in qualche modo devono averlo fatto (alcuni teorici degli antichi astronauti credono che tali incisioni siano state realizzate usando utensili alimentati ad energia elettrica).
Un’altra scultura ha generato molte discussioni attorno a sé, vale a dire quella che si trova al centro del quadrilatero che aveva all'epoca funzione di tempio, identificata da alcuni ricercatori con il “dio creatore” Viracocha; questa figura presenta barba e baffi, caratteristiche molto strane giacché gli indiani americani non hanno barba e baffi o quantomeno non così pronunciati, sia per genetica sia per cultura. Viracocha invece sfoggia attributi che possono essere identificati con quelli tipici delle statue della cultura sumera, se non fosse quasi impossibile riuscire a concepire come i Sumeri, una civiltà stabilitasi nel 4.000 a.C. e a 13.000 chilometri di distanza possano essere entrati in contatto con gli abitanti di Tiahuanaco.
A rafforzare però l’ipotesi del contatto tra queste due civiltà così lontane nel tempo e nello spazio c’è un oggetto conservato al museo dei metalli preziosi di La Paz. La coppa in ceramica detta Fuente Magna, scoperta vicino al Lago Titicaca da un contadino locale attorno al 1950, presenta scritte in lingua sumera cuneiforme e iscrizioni in proto-sumero geroglifico; datata attorno al 3.000 a.C. traccia una linea diretta tra gli antichi sumeri, Tiahuanaco e Puma Punku ma potrebbe essere anche la prova dell’interazione con creature extraterrestri? Forse la risposta può essere contenuta nelle leggende del dio creatore, Viracocha e le sue misteriose origini. A dodici miglia a nord di Puma Punku, sulle vette andine, riposano le scure acque del lago Titicaca, il più grande dell’America meridionale. Stando alle leggende locali, il dio Viracocha emerse delle profondità di questo lago per creare il Sole, le stelle e da Tiahuanaco fece partire la civilizzazione di quella parte del mondo. In un secondo momento si recò a Puma Punku e qui, dalla roccia, creò gli uomini e le donne per porli poi ai quattro angoli del mondo per far diffondere il loro seme.
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Libri/E-book: "A proposito degli alieni..." di Francesco Toscano ed Enrico Messina.
Libri/E-book: "Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno."
Libri/E-book: "Malacarne" di Francesco Toscano

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Nella primavera dell'anno 2021 a Palermo, quando la pandemia dovuta al diffondersi del virus denominato Covid-19 sembrerebbe essere stata sconfitta dalla scienza, malgrado i milioni di morti causati in tutto il mondo, un giovane, cresciuto ai margini della società, intraneo alla famiglia mafiosa di Palermo - Borgo Vecchio, decide, malgrado il suo solenne giuramento di fedeltà a Cosa Nostra, di vuotare il sacco e di pentirsi dei crimini commessi, così da consentire alla magistratura inquirente di assicurare alla giustizia oltre sessanta tra capi e gregari dei mandamenti mafiosi di Brancaccio, Porta Nuova, Santa Maria di Gesù.
Mentre Francesco Salvatore Magrì, inteso Turiddu, decide di collaborare con la Giustizia, ormai stanco della sua miserevole vita, qualcun altro dall'altra parte della Sicilia, che da anni ha votato la sua vita alla Legalità e alla Giustizia, a costo di sacrificare sé stesso e gli affetti più cari, si organizza e profonde il massimo dell'impegno affinché lo Stato, a cui ha giurato fedeltà perenne, possa continuare a regnare sovrano e i cittadini possano vivere liberi dalle prevaricazioni mafiose.
Così, in un turbinio di emozioni e di passioni si intrecciano le vite di numerosi criminali, dei veri e propri Malacarne, e quella dei Carabinieri del Reparto Operativo dei Comandi Provinciali di Palermo e Reggio di Calabria che, da tanti anni ormai, cercano di disarticolare le compagini mafiose operanti in quei territori.
Una storia umana quella di Turiddu Magrì che ha dell'incredibile: prima rapinatore, poi barbone e mendicante, e infine, dopo essere stato "punciutu" e affiliato a Cosa Nostra palermitana, il grimaldello nelle mani della Procura della Repubblica di Palermo grazie al quale potere scardinare gran parte di quell'organizzazione criminale in cui il giovane aveva sin a quel momento vissuto e operato.
Grazie,
Francesco Toscano
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Gli antichi astronauti: dèi per il mondo antico, alieni per quello moderno. by Francesco Toscano è sotto licenza CC BY 4.0
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