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News - "Sulla Luna acqua 'aliena' portata dal Sole".

12 ottobre 2014
12 ottobre 2014. La Luna non è affatto arida come si pensava: non solo i poli, ma tutto il suolo contiene grandi quantità di acqua imprigionate nei grani di sabbia e ad alimentare questa riserva potrebbe essere il vento solare. Le conseguenze della scoperta, realizzata da un gruppo di ricerca dell'Università del Tennessee e pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, sono enormi in quanto assegnerebbe anche al Sole, al fianco delle comete, il ruolo di 'fonte' d'acqua del sistema solare. Studiando alcuni campioni di roccia lunare, i ricercatori statunitensi hanno individuato al loro interno la presenza di molecole d'acqua, ma la scoperta, oltre a rivelarne le tracce finora nascoste, ne ha individuato l'origine 'aliena'. Secondo i ricercatori, l'idrogeno presente nelle molecole di H2O sarebbe quasi certamente originato dal Sole sotto forma di ione e trasportato a altissime velocità dal vento solare. Interagendo con gli strati superficiali del terreno, queste particelle possono dar luogo a molecole d'acqua che restano intrappolate all'interno delle rocce. La scoperta propone per la prima volta una possibile fonte in grado di spiegare la presenza di acqua nei pianeti rocciosi in maniera alternativa alla teoria secondo la quale a portare l’acqua attraverso il Sistema Solare sarebbero state le comete. 

Fonte: 

"Il Sole aveva un Gemello che si è perso nello Spazio?"

10 settembre 2014
10 settembre 2014.
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Un tempo, anche il nostro sistema solare sarebbe stato binario, ovvero formato da due Soli. È l’ultima teoria avanzata da un astrofisico per spiegare una delle stranezze che da sempre fanno scervellare gli scienziati, ovvero l’orbita inclinata della Terra rispetto all’equatore solare. La causa potrebbe essere stata una giovane stella che avrebbe influenzato i pianeti in formazione prima di sparire...
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L’ipotesi è stata formulata da un ricercatore che lavora negli Stati Uniti per giustificare le orbite a dir poco singolari di alcuni pianeti extrasolari che sembrano sfuggire alle leggi della fisica. Nel 1995, alcuni astronomi svizzeri per la prima volta individuarono un gigante gassoso, definito “Giove bollente”, in orbita attorno ad una stella. Per spiegare come mai si trovasse dove non si aspettavano di trovarlo, ipotizzarono che il pianeta si fosse formato altrove, ma fosse poi migrato vicino alla stella, attirato nella spirale del disco protoplanetario di gas e polvere che una volta le turbinava attorno. Il pianeta sarebbe rimasto poi nel disco e la sua orbita avrebbe coinciso con quella della stella di riferimento. Ma la teoria della migrazione ha subìto un duro colpo nel 2008, quando gli astronomi hanno iniziato a trovare dei pianeti simil-Giove un po’ ovunque, con orbite inclinate e persino retrograde rispetto alle loro stelle. Ciò faceva immaginare che le forze di attrazione di altri pianeti ancora più massicci li avessero cacciati di forza dai loro percorsi alterandone le orbite. Ma adesso Kostantin Batygin, del Centro Harvard-Smithsonian per l’Astrofisica di Cambridge, in Massachusetts, ha un’altra idea. “Le orbite non allineate  sono un naturale effetto della migrazione nel disco, solo se si accetta però il fatto che i sistemi planetari si formino, solitamente, in ambienti multistellari“, dice il ricercatore. Nel suo studio pubblicato su Nature, Batagyn ha calcolato come il disco protoplanetario di una giovane stella venga alterato da una seconda stella che le orbiti intorno. Quando un pianeta gigante si muove in spirale seguendo questo disco inclinato, inevitabilmente la sua orbita risulterà non allineata al piano dell’equatore solare. “La ritengo un’ipotesi del tutto plausibile“, sostiene Josh Winn, astronomo dell’Istituto di Tecnologia del Massachusetts che ha misurato le orbite di svariati pianeti gioviani. “E la cosa migliore di questa idea è che la possiamo verificare“. Infatti, se Batagyn ha ragione, questi mancati allineamenti dovrebbero essere ancora più frequenti dei giganti gassosi, perchè l’alterazione del disco non richiede necessariamente la presenza di un Giove bollente. Finora, il telescopio spaziale della Nasa Kepler ha misurato l’inclinazione di un solo sistema multiplanetario: i tre pianeti che orbitano attrono a Kepler 30, tutti allineati con l’equatore della loro stella. Ma in futuro, Winn  prevede di osservare molti altri sistemi planerari per mettere alla prova la teoria dell’astrofisico. Da parte sua, Kostantin Batagyn è pronto a scommettere sulla validità del suo modello intepretativo, sicuro che una prima prova potrà essere trovata osservando Alpha Centauri, un sistema stellare ternario con almeno un pianeta in orbita attorno alla stella più luminosa. “Ci sono buone chance che gli astronomi trovino che dissallineamenti. Alpha Centauri A e Alpha Centauri B sono abbastanza vicine da aver influenzato a vicenda  il piano di inclinazione dei loro sistemi planetari” Ma non basta. Perché in realtà, noi conosciamo già un sistema solare nel quale i pianeti mostrano l’inclinazione delle orbite: il nostro. Tanto che il ricercatore azzarda:”Io credo che da qualche parte, nella Via Lattea, ci sia una stella responsabile della nostra alterazione. Sospetto che il Sole, una volta, avesse una stella compagna che ha trascinato la nebulosa solare di 7 gradi. Poi ha lasciato la scena poco dopo la comparsa dei primi pianeti.” La Terra, dunque, continuerebbe ad orbitare con quell’inclinazione strana rispetto all’equatore solare di circa 7 gradi,  provocata da quella ipotetica stella gemella che faceva compagnia al nostro Sole prima di perdersi  nello spazio, chissà dove.
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Il Diluvio Universale: la vendetta di Dio.

10 dicembre 2012
10 Dicembre 2012


Secondo la Bibbia, solo Noè e la sua famiglia vennero risparmiati dal Diluvio Universale.

Si tratta solo di una leggenda o è un evento catastrofico che alterò il corso della storia umana?

Nel libro della Genesi,  Cap. 6 versetto 17, si legge:
«Ed eccoio stesso sto per far venire il diluvio delle acque sulla terra, per distruggere sotto i cieli ogni carne in cui è alito di vita...»

Nel Corano: «..da quando in precedenza Noè implorò, noi gli rispondemmo e lo salvammo dal terribile cataclisma con la sua famiglia.»

Racconti di un terribile diluvio sono comuni in molte culture. Sumeri, Greci, Cinesi, nativi americani, raccontano storie antiche di millenni afferenti un immane diluvio.

Nell’epopea di Gilgamesh, risalente a duemila anni prima di Cristo, si narra:
«..la tempesta portata da Adad avanza nel cielo come un’arma di battaglia. La distruzione si abbatte sugli uomini.»

La storia di un immane diluvio appare davvero ovunque si guardi.

Che cosa è successo realmente allora?

Alcuni  scienziati, non senza pareri discordi, affermano che una grande inondazione colpì l’Europa centrale molte migliaia di anni addietro. L’evento è definito come “inondazione di Noè” e colpì i territori intorno al Mar Nero.

Secondo una recente teoria di uno scienziato bulgaro dell'University of Sofia, circa 7500 anni fa un asteroide o una cometa vagante nella Via Lattea si scontrò con il Sole. Dalla collisione risultò un rapido incremento della radiazione solare.

La Nasa, in tempi recenti, ha catturato le immagini di eventi del genere, grazie al suo osservatorio di dinamiche solari.

Le immagini hanno dimostrato che alcune comete che si sono scontrate in tempi recenti con il nostro Sole hanno causato enormi brillamenti solari.

Lo scienziato bulgaro ha calcolato che dopo l’impatto della cometa e/o dell’asteroide sulla Terra si verificò un rapido e drastico innalzamento delle temperature. Immense quantità d’acqua evaporarono, causando un colossale aumento delle precipitazioni piovose.

Le conclusione a cui è giunto lo scienziato bulgaro sono state riprese da alcuni fautori della "teoria dell’inondazione del Mar Nero" verificatasi in tempi antichi.

Grandi quantità di ghiaccio si sarebbero sciolti alla fine dell’ultima Era glaciale ed il livello delle acque crebbe per oltre cinquemila anni.

E’ possibile che un tale cataclisma si possa ripetere ai giorni nostri?

Dal sito Noi E Gli Extraterrestri:

Mercoledì, 24 Ottobre 2012.
 “I satelliti in orbita attorno alla Terra hanno appena rilevato un brillamento di classe X1. L’evento, avvenuto alle 5:22 (ora italiana) è stato prodotto dalla regione solare attiva 1598. Il Solar Dynamics Observatory della NASA ha registrato il bagliore nell’estremo ultravioletto, la cui radiazione ha creato onde di ionizzazione nell’atmosfera superiore tra l’Asia e l’Australia (in quel momento sul lato illuminato della Terra), e black out radiofonici in alta frequenza alle alte latitudini. E’ troppo presto per dire se l’esplosione ha anche causato un’espulsione di massa coronale nello spazio. I brillamenti solari (in inglese Flare), sono gigantesche esplosioni che avvengono sul Sole che inviano energia, luce e particelle ad alta velocità nello spazio. Queste eruzioni sono spesso associate a tempeste magnetiche solari note come espulsioni di massa coronale (CME). Sono certamente i più comuni eventi solari, ma non gli unici: la nostra stella può anche emettere flussi di protoni molto veloci – noti come particelle solari energetiche (SEP) e disturbi del vento solare.” 

Alcuni anni fa l'oceanografo Robert Ballard raccontò di aver ritrovato le tracce del Diluvio Universale in un'antica linea costiera, situata tra il Mar Mediterraneo ed il Mar Morto, che scomparve, in seguito ad un’immane inondazione, circa 8000 anni fa. Secondo Ballard quel ritrovamento dimostrava in pieno la veridicità del racconto biblico. Anche prima di questa scoperta, però, molti studiosi si erano convinti che dietro la storia mitica di Noè si nascondesse il ricordo di uno sconvolgimento globale che aveva interessato la terra migliaia di anni fa.

Al di là di come siano andate le cose, quello del Diluvio Universale rimane un racconto che affascina e inquieta ancora oggi, forse proprio perché poggia su un mistero antico e irrisolto.

Fonte:



20 MAGGIO 2012: ALLINEAMENTO SOLE, PLEIADI E TERRA.

1 maggio 2012
L'ammasso aperto delle Pleiadi.
30 Aprile 2012. Il 20 maggio 2012 è il giorno in cui si allineeranno le Pleiadi, il Sole e la Terra. Per quella data è prevista anche un’eclissi di Sole: la stessa avrà luogo sullo zenit della piramide di Chichén Itzá, eretta in onore di Kukulkan, venerato dai Maya e del quale gli stessi ne attendevano il ritorno. L'eclissi, l'allineamento astronomico, sono già stati profetizzati al genere umano il 9 agosto 2005, allorquando un bellissimo pittogramma, comparso  a Wayland’s Smithy, Ashbury – Wiltshire ha fornito dettagliate informazioni in merito al giorno 0, identificabile con il 20 maggio 2012, e all’ultimo ciclo di Venere, in passaggio davanti al Sole per l’ultima volta durante la Quinta Era, nel giugno 2012. 
La piramide di Kukulkan, a Chichen Itza, nella penisola dello Yucatan. Questo monumento costruito a terrazze, la cui forma è piuttosto diversa da quella delle piramidi egiziane, ha invece lo stile ricorrente comune a tutte quelle Mesoamericane.
La formazione comparsa il 9 Agosto 2005 .

Il 2 agosto del 2004, un altro glifo aveva mostrato il calendario maya del lungo computo, il Sole nel quale ci troviamo, e la ciclicità del tempo, con la sua dualità di vita e morte. Segnali forti e nello stesso tempo significativi lanciati dagli antichi dèi all'Homo Sapiens Sapiens per fargli ricordare le sue origini, origini che secondo antiche culture sono da ricercarsi proprio nella costellazioni delle Pleiadi. Le Pleiadi (conosciute anche come le Sette sorelle, la Chioccetta o con la sigla M45 del catalogo di Charles Messier) sono un ammasso aperto visibile nella costellazione del Toro. Questo ammasso, piuttosto vicino (440 anni luce), conta diverse stelle visibili ad occhio nudo; anche se dagli ambienti cittadini solo cinque o sei delle stelle più brillanti sono visibili, da un luogo più buio se ne possono contare fino a dodici. Tutte le sue componenti sono circondate da leggere nebulose a riflessione, osservabili specialmente in fotografie a lunga esposizione prese con telescopi di dimensione ragguardevole. I membri visibili delle Pleiadi sono stelle blu o bianche, molto luminose; l'ammasso conta in realtà centinaia di altre stelle, la gran parte delle quali sono troppo deboli per essere visibili ad occhio nudo. Le Pleiadi sono un ammasso giovane, con un'età stimata di circa 100 milioni di anni, e una vita prevista di soli altri 250 milioni di anni, a causa della sua bassa densità. A causa della loro brillantezza e vicinanza fra loro, le stelle delle Pleiadi sono note dall'antichità: Omero le citava, come pure Tolomeo ed altri autori dell'età classica. Da quando fu noto che le stelle erano corpi celesti simili al Sole, si iniziò ad ipotizzare che fossero in qualche modo legate fra loro; con lo studio del moto proprio degli astri e la determinazione delle distanze, fu chiaro che le Pleiadi fossero realmente legate gravitazionalmente e che avessero un'origine comune. Molti anni fa i Maya, dalla civiltà cosmopolita che erano diventati, in seguito a sanguinose battaglie e repressioni, furono letteralmente estirpati dalla loro terra, e quelli che vi sopravvivono ancora oggi sono i pochi rappresentanti di un popolo evoluto. Gli stessi indigeni, secondo antiche leggende, rimasero sulla Terra, in attesa di una “resurrezione” che si sarebbe verificata al tramonto del quinto Sole, il 21 dicembre 2012. In quel giorno, il loro Dio, Kukulkan, si sarebbe manifestato nuovamente sulla Terra, introducendoci alla nuova era, la sesta, la cui data d’inizio è il sabato 22 dicembre 2012, in contemporanea ad un cambiamento nelle coscienze collettive. Kukulkan, la divinità del serpente piumato, ha rivestito una certa importanza, sia nell'arte che nella religione, in gran parte del territorio mesoamericano, per quasi 2.000 anni, dall'età pre-classica fino alla conquista spagnola. Tra le civilizzazioni che praticavano il culto del serpente piumato ricordiamo gli olmechi, i mixtechi, i toltechi, gli aztechi ed i mayaIl culto di Quetzalcoatl talvolta prevedeva sacrifici umani; secondo altre tradizioni, invece, Quetzalcoatl veniva considerato contrario ai sacrifici. I sacerdoti ed i re mesoamericani a volte prendevano il nome delle divinità che veneravano, perciò, Quetzalcoatl e Kukulcan sono anche nomi di personaggi storici. Un famoso sovrano tolteco post-classico si chiamava Quetzalcoatl; lui e il Kukulcan che invase lo Yucatan all'incirca nello stesso periodo potrebbero essere la stessa persona. Secondo alcune testimonianze anche i miztechi avrebbero avuto un sovrano chiamato con il nome del Serpente piumato. Nel X secolo un re associato al culto di Quetzalcoatl regnò sopra i toltechi: il suo nome eraTopiltzin Ce Acatl Quetzalcoatl. Si disse di questo re che fosse il figlio del grande guerriero chichimeca Mixcoatl e della donna colhuacana di nome Chimalman, oppure un loro discendente. I toltechi avevano un sistema dualistico di culto. L'opposto di Quetzalcoatl era Tezcatlipoca, che si presume lo avesse costretto all'esilio. Quetzalcoatl accettò e partì su una imbarcazione fatta di serpenti, promettendo di ritornare. Quando gli aztechi adottarono la cultura dei toltechi fecero di Tezcatlipoca e Quetzalcoatl due divinità gemelle, opposte ed uguali. Quetzalcoatl veniva anche chiamato il bianco per distinguerlo ed opporlo al nero Tezcatlipoca. Insieme, hanno creato il mondo e, durante la creazione, Tezcatlipoca perse un piede. L'imperatore azteco Montezuma II credette all'inizio che lo sbarco di Hernán Cortés nel 1519 fosse il ritorno di Quetzalcoatl. Cortés giocò molto su questa convinzione, che gli rese più facile la conquista del Messico. Il significato esatto delle caratteristiche di Quetzalcoatl varia a seconda delle civilizzazioni e del periodo storico. Quetzalcoatl è stato spesso considerato il dio della stella del mattino ed il suo fratello gemello Xolotl era la stella della sera (Venere). Come stella del mattino era conosciuto con il titolo di Tlahuizcalpantecuhtli, che significa letteralmente "il signore della stella e dell'alba". Fu conosciuto come inventore dei libri e del calendario, colui che donò il mais al genere umano e, a volte, è stato anche considerato il simbolo della morte e della resurrezione. Quetzalcoatl era anche il protettore dei sacerdoti e rivestiva il ruolo di sommo sacerdote azteco. Nella maggior parte dei culti mesoamericani era contemplato il ciclo dei mondi. Di solito, la nostra epoca attuale veniva considerata il quinto mondo, mentre i quattro precedenti erano stati distrutti dal diluvio, dal fuoco e via dicendo. Si racconta poi che Quetzalcoatl fosse andato a Mictlan, il mondo sotterraneo, ed avesse creato il quinto mondo-genere umano dalle ossa delle razze che lo avevano preceduto (con l'aiuto di Cihuacoatl), usando il suo stesso sangue per infondere alle ossa nuova vitaLa sua nascita, e quella del gemello Xolotl, fu insolita. Furono partoriti da una vergine, la dea Coatlicue. Per altri, era il figlio di Xochiquetzal e MixcoatlSecondo un racconto azteco Quetzalcoatl fu sedotto dalla sorella gemella Tezcatlipoca mentre era ubriaco, ma poi si uccise dandosi fuoco per il rimorso. Il suo cuore divenne la stella del mattino (vedi Tlahuizcalpantecuhtli). Il nostro Sole (il 21 Dicembre 2012) secondo la civiltà Maya alla fine del lungo computo avrebbe “parlato”,  manifestando la sua massima potenza con un’attività talmente intensa da influenzare la civiltà umana e l’intero pianeta. Attendiamo il verificarsi degli eventi.

Venere e Giove in congiunzione: pianeti vicinissimi nel cielo di marzo.

15 marzo 2012
Monreale (Pa), lì 16 Marzo 2012. 

L'inverno volge al termine. La primavera è prossima ad arrivare. Il cielo è limpido e di sera, per chi ha la fortuna ancora di guardarlo e di contemplarlo, si possono scorgere corpi celesti che sino a qualche mese fa era impossibile notare ad occhio nudo. Io, che negli ultimi anni mi sono appassionato del fenomeno U.F.O. ed alieni, guardo spesso il cielo dopo il tramonto; lo faccio non solo per cogliere qualche "anomalia" o la presenza di qualche strano oggetto, ma anche e soprattutto per "capire meglio", forse il senso della vita, quale sarà il mio futuro, quello dei miei cari, e dell'intera umanità. In questi ultimi giorni ho notato in cielo due corpi celesti che brillavano più che mai e molto vicini l'un l'altro. Navigando in rete ho trovato le risposte alle mie domande: "..ma che cosa sono? Perché brillano in maniera così insolita? Sono delle stelle?" Ebbene, non sono stelle. Sono i pianeti Venere (l’astro più luminoso e più ad ovest) e Giove, in una loro insolita congiunzione. La massima vicinanza tra i due pianeti è stata raggiunta il 14 marzo, alle 19,10. La minima distanza, quella del 14 marzo, è stata di tre gradi, cioè circa sei volte il diametro apparente della Luna. Da Martedì i pianeti a poco a poco si allontaneranno, ma rimarranno entro i cinque gradi l'uno dall'altro fino a Sabato, dopo di che la loro prossima riunione celeste nel cielo completamente buio avverrà nel mese di giugno del 2015. Venere appare di gran lunga il più brillante dei due, perché riceve e riflette la luce solare più intensa di quella che raggiunge Giove, il quinto pianeta in termini di distanza dalla nostra stella, oltre l'orbita di Marte. "Sono facili da individuare a cielo sereno", dice Marek Kukula, astronomo pubblico presso il Royal Observatory di Greenwich. "Guardate verso il sole che è appena tramontato e poi guardate in alto. Anche quando il cielo è ancora un profondo crepuscolo blu, vedrete un bianco abbagliante Venere con Giove, appena a sinistra." I pianeti brillano perché la loro copertura nuvolosa è così efficiente nel riflettere la luce del sole. Con un binocolo o un telescopio amatoriale, i telescopi potrebbero intravedere tre o quattro lune in orbita intorno a Giove. L’avvicinamento dei due pianeti è soltanto angolare, un incontro dato esclusivamente dal punto di vista di un osservatore sulla Terra; la distanza fisica tra i due è infatti di oltre 600 milioni di chilometri. Le congiunzioni sono infatti date dalle configurazioni di due o più pianeti che si trovano nella stessa posizione ‘apparente’ ed osservate dalla Terra. Da molte settimane Venere è ben visibile nel cielo della sera, più in basso rispetto a Giove, in lento avvicinamento al gigante gassoso e a partire dalla notte del 15 la loro posizione si invertirà e la distanza inizierà ad aumentare. In occasione dello spettacolare incontro l’Unione Astrofili Italiani (Uai) invita tutti gli appassionati e gli astrofili a inviare le loro immagini della congiunzione. Tutti i pianeti del sistema solare orbitano intorno al sole più o meno sullo stesso piano, in modo che appaiano su una linea nel cielo chiamata eclittica. Non si tratta di un segno premonitore volto a farci ricordare che la fatidica data del 21 Dicembre 2012 è alle porte, ma di un naturale fenomeno astronomico che ciclicamente si configura. Al prossimo post!

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