U.F.O.:incontri ravvicinati del terzo tipo. L'incidente della foresta di Rendlesham del Dicembre 1980. Parte seconda.

17 settembre 2012
17 Settembre 2012

La scoperta di vita aliena non è necessariamente un processo sotto il nostro controllo, e potrebbe svilupparsi in modi e caratteristiche totalmente inattesi. 

Philippe Ailleris, dal documento ESPI Perspectives numero 43 di gennaio 2011.

L'U.F.O. avvistato nella foresta di Rendlesham nel mese di  Dicembre del 1980


Non è solo il pubblico americano ad avvistare ciò che l'Aeronautica degli Stati Uniti d'America ha denominato Oggetti Volanti Non Identificati (UFO); lo stesso hanno fatto ex governatori, ufficiali militari, funzionari governativi di alto livello ed esperti aviatori. Il fenomeno è reale e si verifica ovunque nel mondo, anche se nessuno possiede certezze sulla sua natura. Nel corso di una conferenza al Club Nazionale della Stampa, tenutasi a WASHINGTON, il 12 novembre 2007, moderata dall'ex Governatore dell'Arizona Fyfe Symington, esperti da sette Paesi rivelarono quello che hanno scoperto sugli UFO. Nel 2006 piloti, meccanici e funzionari dell'United Airlines osservarono un oggetto metallico a forma di disco stazionare sopra l'hangar della loro compagnia all'aeroporto O'Hare di Chicago. L'oggetto, chiaramente visibile, schizzò dritto verso l'alto, producendo un buco attraverso le nubi. Nonostante le evidenti implicazioni per la sicurezza del volo, l'Ente Federale dell'Aviazione Civile non ha mai indagato sull'incidente, classificandolo come fenomeno meteorologico. Questo voler affondare la testa sotto la sabbia pur di non indagare contrasta nettamente con gli sforzi che governi d'altri paesi hanno intrapreso per cercare di comprendere tali eventi. Credo che il nostro governo dovrebbe assumere un ruolo attivo nell'investigazione di questo concretissimo fenomeno” ha affermato Symington, che fu testimone delle famose “Luci di Phoenix”, incidente che ebbe centinaia di testimoni e che avvenne quando Symington era in carica come Governatore. “A questa conferenza partecipano come oratori alcune delle persone più qualificate al mondo, con esperienza diretta del fenomeno, e che porteranno prove incredibili ed inconfutabili, alcune mai presentate prima, che semplicemente non possiamo lasciar cadere o ignorare” ha affermato. Il gruppo, utilizzando documenti precedentemente classificati, illustrò diversi casi ben documentati, dei quali due furono investigati dal governo USA. Il primo coinvolse un pilota dell'Aeronautica peruviana che sparò molti colpi contro un UFO che non ne fu danneggiato. Il secondo vide il tentativo di un pilota iraniano di lanciare un missile contro un UFO, ma il cui pannello di controllo degli armamenti divenne inattivo. “Questo è un caso classico che presenta tutte le condizioni per un legittimo studio del fenomeno UFO”, affermava un documento dell'Agenzia d'Intelligence della Difesa USA a proposito di quest'incidente. Entrambi i piloti parlarono pubblicamente per la prima volta delle loro esperienze.

L'incidente nella foresta di Rendlesham è il nome dato ad una serie di avvistamenti di luci inspiegabili e lo sbarco di uno o più O.V.N.I., di origine sconosciuta, avvenuto a Rendlesham Forest , Suffolk , in Inghilterra, alla fine di dicembre del 1980, appena fuori RAF Woodbridge, luogo utilizzato all'epoca dei fatti della US Air Force. Decine di militari USAF sono stati testimoni oculari a vari eventi in un periodo di due o tre giorni. Alcuni ufologi credono che si tratti del più famoso evento U.F.O. accaduto in Gran Bretagna, e lo collocano, a ragion veduta, tra i più noti eventi UFO verificatisi in tutto il mondo. L' incidente UFO avvenuto a Berwyn Mountain , è stato confrontato con l' incidente UFO di Roswell avvenuto negli Stati Uniti nel 1947, ed è stato più volte indicato come la "Roswell della Gran Bretagna". 
Ecco la testimonianza dell'avvistamento U.F.O. avvenuto nel mese di Dicembre del 1980  resa dal Sergente James Penniston, nel corso della conferenza tenutasi il 12.11.2007 a  WASHINGTON :




Conferenza UFO al Club Nazionale della Stampa di Washington – 12 Novembre 2007. Intervento di James Penniston , USA.

" [guardando l'orologio] … non so se dire buon giorno o buonasera, dato che è mezzogiorno. Mi chiamo James Penniston, dell'Aeronautica degli Stati Uniti d'America, attualmente in pensione. Nel 1980 mi trovavo in forza a quello che allora era il più grande Tactical Fighter Wing [Squadrone Tattico] dell'Aeronautica USA con sede nella base RAF di Woodbridge in Inghilterra.  Ero l'ufficiale anziano responsabile della sicurezza della base. Al tempo ero in possesso di nulla osta statunitense e NATO, entrambi a livello di TOP SECRET [Segretissimo], ed avevo la specifica responsabilità della protezione delle risorse belliche in dotazione alla base. Poco dopo la mezzanotte del 26 dicembre 1980, il Sergente Steffens mi avvisò che erano state avvistate delle luci nella foresta di Rendelsham, appena fuori l'entrata posteriore della base. Mi informò anche che, di qualsiasi cosa si trattasse, non si era schiantata.... sosteneva che era atterrata. Non presi sul serio quanto riferitomi e comunicai al centro di controllo della base che probabilmente un aereo si era schiantato al suolo. Ordinai quindi all'Aviere Cabanzag ed all'Aviere di Prima Classe Burroughs di accompagnarmi ad effettuare un'ispezione sul posto. Quando arrivammo nelle vicinanze di quello che ritenevamo il sito di uno schianto, fu immediatamente chiaro che non si trattava di un aereo precipitato, né tantomeno di qualsiasi altro evento che ci fossimo mai trovati a dover gestire.  Una forte luce emanava da un oggetto che si trovava sul suolo della foresta. Man mano che ci avvicinavamo a piedi, si delineò la silhouette di un veicolo argenteo di forma triangolare lungo circa 3 metri ed alto circa 2. Il veicolo, intatto, si trovava posato al suolo in una piccola radura nella foresta. Avvicinandoci all'oggetto, cominciammo ad avere problemi con le radio, così ordinai a Cabansag di [rimanere indietro e] fare da ponte radio con il centro di controllo alla base mentre Burroughs ed io ci avvicinavamo all'oggetto. Quando giungemmo vicino al veicolo triangolare notammo che aveva luci blu e gialle che ruotavano rapidamente attorno al bordo esterno ed anche sulla superficie, e che l'aria intorno a noi era elettricamente carica, potevamo sentirlo nei vestiti, sulla pelle e sui capelli. Nulla... nulla nel mio addestramento mi aveva preparato a quanto ci trovavamo davanti. Trascorsi dieci minuti senza alcuna apparente aggressione, determinai che l'oggetto non era ostile nei confronti della mia squadra e della base. Come prescritto dai protocolli di sicurezza, procedemmo quindi all'effettuazione di un'accurata ispezione del sito, compreso un completo esame del veicolo; ciò comportò la presa di fotografie, di annotazioni scritte [mostra un vecchio taccuino] e, come richiesto, di mantenere informato il centro di controllo della base tramite messaggi radio rilanciati dall'Aviere Cabansag. Su un lato del veicolo si trovavano simboli che misuravano circa 8 cm. di altezza e circa 80 cm. di larghezza [illustra con gesti delle mani le dimensioni approssimate]. Erano simboli di tipo pittorico, il più grande dei quali era un triangolo e si trovava al centro degli altri; questi simboli erano incisi sulla superficie dell'oggetto, che era calda al tatto anche se aveva del ghiaccio sopra, ed aveva un'apparenza metallica. L'impressione che ho avuto durante questo incontro è che non si trattasse d'alcun tipo di aeromobile che avessi mai visto; nulla che figurasse in pubblicazioni tipo Jane's o simili. Dopo circa 45 minuti la luce emessa dall'oggetto cominciò ad aumentare. Burroughs ed io adottammo quindi una posizione difensiva allontanandoci dall'oggetto quando questo cominciò a sollevarsi senza alcun rumore o movimento d'aria. Dopo avere manovrato tra gli alberi schizzò via ad una velocità incredibile, sparendo in un batter d'occhio. Nel mio taccuino che ho qui con me [mostra un vecchio taccuino] scrissi [leggendo dal taccuino]:“Velocità: Impossibile”. Quella notte oltre 80 persone dell'Aeronautica, tutti esperti osservatori assegnati all'81mo Squadrone di Polizia, furono testimoni del decollo. Le informazioni acquisite durante l'investigazione furono inoltrate tramite i canali militari.  Ai protagonisti del fatto ed ai testimoni venne detto di trattare l'episodio come “top secret”, e che non sarebbero più state consentite discussioni sull'argomento. Le foto che ritirammo dal laboratorio fotografico della base, contenute in due rullini da 35mm,  risultarono, naturalmente, apparentemente sovraesposte.
Grazie."

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