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Antichi Astronauti e l'origine extraterrestre dell'uomo.

4 giugno 2025

La creazione de primo uomo da parte degli dèi Annunaki

Mercoledì, 4 giugno 2025.

Secondo diverse fonti da me consultate in questi ultimi dieci anni, gli UFO e gli alieni sono strettamente legati all'ipotesi di un'origine extraterrestre dell'umanità, principalmente attraverso la teoria degli antichi astronauti. Questa teoria esplora la possibilità che esseri extraterrestri abbiano visitato la Terra in un lontano passato e abbiano avuto un'influenza significativa sullo sviluppo delle antiche civiltà, come Sumeri, Maya, Inca ed Egizi. L'ipotesi extraterrestre, parte di questa teoria, suggerisce che un popolo alieno sia all'origine della civiltà umana, in linea con le narrazioni mitologiche che parlano di "Dèi venuti dal Cielo". Si ipotizza che questi visitatori spaziali abbiano fornito ai terrestri le conoscenze necessarie per avviare il loro cammino verso la civiltà o addirittura abbiano "creato" l'uomo con ardite operazioni di biogenetica. Autori come Erich von Däniken, Peter Kolosimo e Zecharia Sitchin hanno contribuito a rendere popolare questa idea. In particolare, Zecharia Sitchin, studioso della civiltà Sumerica, è citato per le sue teorie basate sull'interpretazione di testi antichi (come la Bibbia, l'epopea di Gilgamesh, e le iscrizioni Sumere e Accadiche) che descriverebbero la nascita e lo sviluppo della vita sulla Terra come guidati da esseri extraterrestri. Secondo Sitchin, gli Anunnaki (traduzione Accadica per "coloro che dal cielo sono venuti sulla Terra", chiamati Nephilim nella Bibbia) dal pianeta Nibiru sarebbero scesi sulla Terra per sfruttare le risorse minerarie, come l'oro. Quando gli Anunnaki impiegati nelle miniere si ribellarono, uno di loro, Enki ("Signore della Terra"), avrebbe deciso di manipolare geneticamente degli ominidi nell'Africa sudorientale per creare il "Lulu" o "Lavoratore Primitivo", l'Homo Sapiens, che sarebbe stato utilizzato come manodopera. I testi sumerici, secondo Sitchin, riporterebbero la storia della creazione dell'uomo in modo accurato. L'umanità si diffuse, ma la sua proliferazione preoccupò gli Anunnaki. La presenza aliena è vista come continua fin dalla preistoria fino ai giorni nostri, con possibili tracce riscontrate in reperti archeologici, incisioni rupestri, sculture, dipinti e antichi testi. Il saggio "A proposito degli alieni..." suggerisce che gli alieni potrebbero essere stati presenti anche prima della comparsa del genere umano. Nell'ambito delle "interferenze aliene" o abductions, emerge l'idea che gli alieni (come gli Anunnaki e i Rettiliani) cerchino l'Anima umana, una forma di energia che conferirebbe la vita eterna. Gli esperimenti genetici sugli umani da parte degli alieni sarebbero finalizzati a creare una razza "ponte" con DNA compatibile per impossessarsi delle Anime. Alcune testimonianze raccolte sotto ipnosi suggeriscono racconti di come gli alieni abbiano contattato governi in passato e persino descrivono un complesso scenario politico con un presunto patto tra alieni (Sauroidi) e governanti terrestri. Un dialogo sotto ipnosi menzionato in "Alieni o demoni" suggerisce che un creatore abbia creato esseri che poi hanno creato l'uomo, e che l'uomo attuale sia una creazione composita e inferiore rispetto a una "prima creazione". La teoria degli antichi astronauti e l'ipotesi di un'origine extraterrestre dell'uomo sollevano importanti interrogativi etici e religiosi. Se gli alieni ci hanno creati, esiste ancora un Dio Creatore come lo intendiamo tradizionalmente? La fede in divinità ancestrali potrebbe avere avuto origine da contatti con esseri di altri mondi. Le fonti da me consultate presentano queste idee come ipotesi o teorie, talvolta controverse e soggette a diverse interpretazioni. Si suggerisce che la possibilità che la nostra storia sia stata plasmata da forze extraterrestri metta in discussione la nostra comprensione del mondo e che il presunto insabbiamento di eventi come quello di Roswell possa essere legato al timore di mandare in frantumi i miti sull'origine umana.

Cordiali saluti,

Francesco Toscano.

I miti: solo leggende?

18 gennaio 2021




18 gennaio 2021.

Nel 1868 l'archeologo dilettante Heinrich Schliemann si dedicò a cercare quella che credeva fosse la città che aveva ispirato la guerra di Troia descritta in uno dei grandi classici della letteratura, il poema epico di Omero, conosciuto come "Iliade". Scritto nell'ottavo secolo avanti Cristo, l'Iliade narra la storia di una grande guerra nata da faide e gelosie tra dèi. Anche se molti storici credevano che la guerra di Troia fosse un'invenzione frutto dell'elaborazione mentale di Omero, Heinrich Schliemann era deciso a dimostrare che il mito era una realtà. Le scoperte di Schliemann hanno scosso il mondo dell'archeologia. Nel 1868, ritiratosi dagli affari, Schliemann si dedicò alla realizzazione dei suoi sogni, i viaggi e le scoperte archeologiche. Nel Settembre del 1869, divorziato dalla moglie russa, si sposò con la giovane greca Sophia Engastromenou e nel 1870 intraprese un viaggio verso la Cina e il Giappone; successivamente si trasferì in Italia, in Grecia e infine in Turchia. Presso la collina di Hissarlik iniziò la ricerca delle mura di Troia con la collaborazione di Frank Calvert, viceconsole britannico proprietario dei terreni, che già aveva ipotizzato di poter trovare le rovine della città presso quel sito. In quell'anno eseguì un primo scavo clandestino, suscitando le ire del governo turco. Nel 1871 ottenne l'autorizzazione a compiere le ricerche in Terra turca e organizzò a proprie spese una spedizione archeologica in Anatolia, sulla sponda asiatica dello Stretto dei Dardanelli, luogo che la tradizione indicava come possibile sito della città diTroia. L'archeologo tedesco fermò la propria attenzione sulla collina di Hissarlik, un'altura in posizione favorevole per una roccaforte, dalla quale si poteva dominare tutta la piana circostante; seguendo le indicazioni e le descrizioni dei testi omerici, il 4 Agosto 1872 Schliemann rinvenne vasellame, oggetti domestici, armi e anche le mura e le fondamenta non di una sola città, quella di Priamo, ma di ben altre otto città diverse, costruite l'una sulle rovine dell'altra (i risultati delle ricerche furono resi noti nel 1874 nell'opera Antichità troiane). Ma se la storia di Troia scritta da Omero è vera, forse lo sono anche le altre storie di altri miti Greci? E' possibile che siano esistiti degli dèi potenti e capricciosi? E se sì, da dove venivano? Ogni giorno in Grecia migliaia di turisti visitano i resti di templi e monumenti costruiti dai Greci, migliaia di anni fa, per onorare i loro dèi: l'Acropoli, il Partenone, Delfi, il tempio di Apollo, ecc. ecc. Questi siti storici riflettono una venerazione profonda per esseri che avrebbero dominato il mondo migliaia di anni fa. Se gli antichi Greci inventarono le storie degli dèi come tentativo primitivo di spiegare il proprio Universo, come si spiega la presenza di divinità simili in zone e culture completamente diverse di tutto il pianeta? Si tratta di coincidenze o questi dèi che scendevano dal cielo sulla Terra, avevano un'origine comune? I Sumeri ci descrivono una storia visiva di questi esseri; questa antica civiltà mesopotamica chiamava questi esseri venuti dal cielo Anunnaki (cioè coloro che sono venuti dal cielo sulla Terra). Secondo Erich von Däniken, nel suo libro "Gli extraterrestri torneranno?" (un libro teorizzante il fatto che realmente la Terra sarebbe stata visitata in passato da extraterrestri, riportando una serie di casistiche, racconti, oggetti e manufatti quanto mai strani che ancora oggi si possono trovare sulla Terra), alcune migliaia di anni fa, quando i nostri antenati erano ancora primitivi, degli esseri extraterrestri sono scesi sulla Terra e grazie alla loro tecnologia vennero scambiati per divinità. Il monte Olimpo, la più alta montagna della Grecia: secondo la mitologia era qui che abitavano gli dèi. Sul monte Olimpo, Zeus sedeva sul trono e determinava il fato dei mortali. La casa degli dèi sul monte Olimpo, la cui parte superiore si sollevava, ovunque se ne parla, è descritta come un magnifico palazzo in cima a una montagna; le mura del tempio risplendevano di oro e di argento, brillanti di luci simili a pietre preziose. Se riconsideriamo oggi, con gli occhi dell'uomo moderno, la casa degli dèi sul monte Olimpo, possiamo supporre che si trattasse di una nave spaziale, anche perché se ne parla di un luogo rombante. [...]

Tratto dal saggio dal titolo "A proposito degli alieni..." di Francesco Toscano e Enrico Messina, pagg. 137 e 138. 

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